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Scuola: le iscrizioni online funzionano, nonostante i tagli (e i genitori)

– Il 21 gennaio scorso si sono aperti i termini per le iscrizioni per l’anno scolastico 2013/2014, che per la prima volta potranno essere effettuate solo online fino al 28 febbraio prossimo. A giudicare dai risultati, sembra che la scelta di eliminare quasi definitivamente i moduli cartacei abbia pagato: 13.000 iscrizioni nelle prime 13 ore (un ritmo di mille iscrizioni all’ora), con le prime 1.226 giunte fra mezzanotte e l’una di notte del 21 gennaio.

Superati i primi intoppi, le richieste si sono stabilizzate su una media di 45.000 circa al giorno. Inoltre, sembrano essere stati risolti i problemi riguardo numerosi casi, come quello dei genitori non sposati o degli immigrati che non sono in regola con il permesso di soggiorno.

Si può dunque dire che, nonostante i tagli al personale e al settore scolastico e nonostante il perdurante gap tecnologico che zavorra il nostro Paese, la scelta di rendere digitale le iscrizioni scolastiche si sta rivelando una buona scelta: in soli dieci giorni, circa il 20% del totale di iscrizioni stimato è stato già registrato.

Parte della buona riuscita va sicuramente ascritta ai tecnici del ministero, che hanno corretto alcuni degli errori iniziali nel sistema, e al personale scolastico, che sta facendo del suo meglio – tanto al Nord, quanto al Sud – per fornire un servizio che permetterà di risparmiare carta e tempo, sia agli istituti che ai genitori.

Sono però proprio i genitori la nota dolente: con l’eccezione dovuta degli immigrati non in regola (per cui l’iscrizione cartacea è ancora ammessa), non sono stati pochi i casi in cui gli impiegati hanno dovuto aiutare coppie “impaurite” dal modulo burocratico o che non sono pratiche con i computer. La percentuale di questi sembra essere maggiore nel Meridione, dove le richieste vanno avanti con maggiore lentezza.

Inoltre, non poco ha pesato la vera e propria “corsa alle iscrizioni” avvenuta nei primi due giorni, che ha mandato più di una volta in tilt il sito del ministero e ha scatenato il malumore di sindacati e associazioni dei consumatori. Una “corsa”, peraltro, del tutto inutile, dal momento che (come recita un avviso posto sul sito) “la data di presentazione della domanda di iscrizione online non rappresenta requisito di priorità nell’accoglimento della stessa da parte della scuola” e che comunque il servizio resta attivo 24 ore su 24, 7 giorni su 7, fino alla data di scadenza prevista.

Va anche detto che questa nuova modalità impedirà, d’ora in poi, il ripetersi del fenomeno deleterio della “iscrizione multipla”, con i genitori che iscrivevano i propri figli a più istituti per poi decidere all’ultimo minuto quale scegliere. Se dal punto di vista delle famiglie questo permetteva loro di scegliere la scuola “migliore”, dal punto di vista delle scuole questo aveva grosse ripercussioni anche sulla pianificazione degli organici.

Sempre sul capitolo qualità, la nuova procedura rende più trasparente anche l’offerta di servizi delle singole scuole, visibile su un apposito sito gestito dal Ministero dell’Istruzione, pensato proprio per venire incontro alle necessità dei genitori. Ben il 98,8% degli istituti scolastici ha completato per tempo la propria scheda, venendo dunque incluso nel nuovo sistema di iscrizioni.

Insomma, la decisione del Ministro Profumo di rendere digitali le iscrizioni segna un grande passo in avanti per lo Stato italiano, nonostante i problemi elencati e nonostante le “gufate” dei sindacati (che all’avvio dell’iniziativa mettevano in guardia sui “rischi” dell’iniziativa). Adesso resta solo da augurarsi tre cose: che nulla vada male per quest’anno, che il prossimo Governo non decida di tornare indietro su questa decisione e che i genitori, finalmente, dimostrino l’anno prossimo di essere “cresciuti” anche digitalmente.


Autore: Luca Martinelli

Nato nel 1985 a Benevento, laureato triennale a Roma Tre e magistrale alla LUISS in Scienze Politiche, scrive da quando ha 16 anni e mezzo. Dopo anni passati a far gavetta e studiare, è diventato un giornalista pubblicista freelance. Siccome non ama starsene con le mani in mano, nel suo tempo libero è anche utente di Wikipedia in italiano da più di sette anni.

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