– Poiché le emergenze (mediatiche e reali) in queste settimane sono altre, è sfuggito all’attenzione dei più un dibattito tra Ernesto Galli Della Loggia e Luigi Manconi, tra Corriere e Foglio, sul vero o presunto “conformismo degli intellettuali”.

Comincia Galli Della Loggia a fine dicembre, lodando sul Corriere “Le religioni che sfidano il conformismo sui gay“. Risponde Manconi, sul Foglio, affermando di non aver mai notato, almeno nella società italiana, tutto quel conformismo politicamente corretto che denuncia Galli Della Loggia; quest’ultimo replica, citando Orwell, che in verità il “conformismo degli intellettuali” va misurato su ciò che pensano gli intellettuali, e non sul pensiero della gente comune, che il mainstream va nella direzione di Obama e non in quella di Bagnasco, che gli intellettuali ormai non avrebbero più il coraggio di andare contro tale mainstream che vuole tutti i diritti civili estesi anche agli omosessuali, e che dietro a tutto questo, comunque, c’è Goldman Sachs (SVEGLIA!!1!!!1, NdA).

Chi scrive ammette di essere quanto di più lontano esista dalla categoria degli intellettuali che Galli Della Loggia (da qui in poi, per brevità, EGDL) mostra di conoscere come le sue tasche, e da cui Manconi lo accusa di non sapersi affrancare.

Si deve a questo, forse, il fatto che di questo conformismo mainstream, di queste pubblicità ambigue, di questo oscuro disegno della finanza mondiale che porta la comunità GLBT (NdA: da non confondersi con EGDL, mi raccomando, non facciamo figure) in palmo di mano, da queste parti, non ci siamo accorti per niente.
Ci sembra, in questo senso, molto valida l’argomentazione di Manconi, secondo cui, almeno in Italia, è all’ordine del giorno apprendere di violenze a sfondo omofobico, mentre non si parla quasi mai di conquiste sul piano civile.

E’ vero, sull’argomento esiste – non solo tra gli intellettuali – una certa vulgata politicamente corretta, che EGDL, con l’acutezza di un par suo, nota e stigmatizza: ma, a nostro avviso, questa vulgata è simmetrica, uguale e contraria a quella per cui i froci sono una piaga sociale da eliminare, ed è ugualmente lontana dal centro della questione.

Si può riassumere, in effetti, con il geniale ritornello di una canzone-parodia che, probabilmente, EGDL non ha mai avuto modo di ascoltare: Gli uomini sessuali sono gente tali e quali come noi, noi normali. Un modo di pensare secondo cui, siccome siamo uomini di mondo, verso “gli uomini sessuali” bisogna mostrare comprensione, tolleranza e larghe vedute: il sottinteso, insomma, è che non si discute il fatto che l’omosessuale sia un diverso, ma al massimo l’atteggiamento da tenere verso questo diverso, perché via, mica siamo come quei barbari delle periferie, che ai diversi gli menano. No, noi, nei nostri attici, i diversi li amiamo e li celebriamo, li difendiamo e li coccoliamo. Purché non pretendano di essere o di diventare uguali a “noi normali”, però, va da sé.

EGDL non capisce, o finge di non capire, che tra questa vulgata, senza dubbio prevalente in un certo ambiente intellettuale, e una seria discussione su diritti, doveri e ruolo sociale delle persone omosessuali, passa un abisso, e che cercare di buttare tutto insieme nello stesso calderone è un’operazione in cui, diciamo, ben poco si riconosce dell’anticonformista orwelliano alla cui specie, evidentemente, il nostro si gloria di appartenere.

Quanto conformismo, in effetti, s’intravede dietro l’idea che sia il parlarsi addosso dell’élite a influenzare la società; quanto conformismo nel voler dimostrare, con tanto di prove e controprove, di essere gli unici, veri, peraltro autocertificati intellettuali anticonformisti dell’élite italiana.

In realtà, guardando i fatti, pare che queste “vestali del conformismo” superpotenti, antipatiche, politicamente correttissime e forse pure un po’ giudaicomassoniche abbiano clamorosamente fallito nel loro compito di guida della massa volgare, visto che, per dirne una, durante questa campagna elettorale i politici di ogni schieramento hanno fatto a gara a dirsi contrari ad ogni ipotesi di riconoscimento del matrimonio omosessuale, vista la cronaca degli ultimi mesi che pullula di aggressioni a gay e lesbiche, e visto che ogni giorno paiono uscire, con piena legittimità (ci mancherebbe) e non contraddetti da nessuno, degli “studi” che dimostrerebbero come gli omosessuali per loro natura siano inadatti a costituire una famiglia con la persona amata.

Non si capisce, dunque, dove stia tutto questo coraggioso anticonformismo nel ripetere opinioni che, nel dibattito pubblico italiano, trovano già amplissimo spazio: se il professor Galli Della Loggia tiene tanto quanto sembra alla reputazione di anticonformista, dunque, ci permettiamo di suggerirgli di lasciar stare citazioni orwelliane, accuse a Goldman Sachs e peana sulla famiglia tradizionale (roba ormai appannaggio di brutta gente, professore, se lo lasci dire).

Consigliamo, piuttosto, in omaggio agli anticonformisti della sua gioventù, la scelta che fanno alcuni distinti signori della sua età: l’acquisto di una classica Harley-Davidson e di una robusta giacca di pelle. Preferibilmente nera.