Liste PdL, manca la Minetti, non le veline

– “Ciarpame senza pudore“. Più diretta di così l’ex signora Berlusconi non poteva essere quando, già nel 2009, criticava le candidate del Pdl alle elezioni europee di quell’anno. L’espressione era diventata subito famosa, fa sorridere ancora adesso a pensarci bene, e aveva fatto alzare cori da stadio, Vai-Veronica-sei-tutti-noi.

Tanto che quest’anno in Via dell’Umiltà si volevano dare un contegno. Niente nani e ballerine. Cioè, niente ballerine. Cioè, e allora chi candidiamo? No, perché voi scherzate, ma poi il rischio è che qualcuno scappi con le liste sotto il braccio e chi s’è visto s’è visto. Meglio correre ai ripari prima.

Calcolando che Nicole Minetti è attualmente in altre (e più alte) faccende affaccendata – presa com’è a Colorado Cafè non può trovare il tempo di risolvere crisi diplomatiche con la nipote di Mubarak, mi sembra ovvio – tocca trovare qualcuno, anzi qualcuna, all’altezza.

Una è Giovanna Del Giudice, ex meteorina del Tg4 di Emilio Fede, già assessore alle Pari Opportunità e alle Politiche Giovanili della Provincia di Napoli nonchè grande amica di Francesca Pascale, la fidanzata del Cavaliere. Un’altra è Iliana Calabrò, soubrette molto famosa in Argentina e candidata alla Camera dei Deputati nella circoscrizione America del Sud.

Ma per non smentirsi (troppo) ci sono anche volti noti della politica al femminile cara al Pdl. Catia Polidori, per dire una, finiana per una manciata di ore, tornata ai vecchi fasti, quelli del berlusconismo, o Dorina Bianchi, che dall’Udc è passata alla Margherita e adesso è passata al Popolo delle libertà. Della serie, non ci facciamo mancare nulla. E ancora, Simonetta Losi, in lista per la camera in Toscana, vice coordinatrice del Pdl in quel di Siena nonché moglie di Danilo Mariani che suona per il Cavaliere durante le feste di Arcore.

O Elvira Savino, sesta in lista in Puglia, con un curriculum di tutto rispetto: al suo ingresso in parlamento venne nominata “Miss Tacco 12” nelle elezioni che contano. Come a dire, a Montecitorio va bene, ma ricordati qual è il tuo posto. Non mi risulta, tra l’altro, sia mai stato eletto un “Mister Tartaruga”, anche perché tanti auguri a trovarlo, ma questa è un’altra storia.

Già, nei giorni scorsi fioccavano nel Pdl quote rosa come la neve in Valtellina a dicembre. Ma non veniva ricandidata l’unica parlamentare, Lella Golfo, che quelle quote le aveva ottenute per davvero, all’interno dei cda delle società quotate in borsa, riuscendo ad ottenere l’approvazione di una legge ad iniziativa parlamentare. Cosa che non succede spesso, ma che evidentemente non ha impressionato troppo i colleghi uomini. A Golfo è stato proposto il nono posto in lista in Calabria, diciamo una percentuale di eleggibilità quantomeno incerta, e lei ha rifiutato.

Vien quasi da credere che il merito non sia propriamente il primo pensiero. Anche perché il pastone per accontentare un po’ tutti è sempre la soluzione ideale. Quindi via libera anche agli evergreen: Stefania Prestigiacomo, Daniela Santanchè (quella che nel 2008 ammoniva Non-date-il-voto-a-Berlusconi-lui-ci-vede-solo-orizzontali, sic transit gloria mundi), MariaStella Gelmini, Mara Carfagna, Anna Maria Bernini, Michaela Biancofiore. Tutte le donne del Presidente.


Autore: Claudia Osmetti

Libertaria, nata in Valtellina nel 1986, si è laureata in Giurisprudenza all'Università degli studi di Siena con una tesi in diritto pubblico comparato. E' attualmente iscritta al master in giornalismo dello Iulm di Milano. Ha scritto per il quotidiano Libero, occupandosi di esteri e di politica americana e per alcune riviste on-line come RadicalWeb, occupandosi principalmente di geopolitica e diritti civili. E' appassionata di opera e musica classica.

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