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Gun Control, misure confusionarie e poco efficienti

– Come annunciato poche settimane fa, sulla scia della strage alla scuola di Newtown , Barack Obama ha presentato i 23 ordini esecutivi in merito alla questione del “gun control oltre ad alcune proposte che verranno discusse al congresso.

Vediamoli nell’ordine:
1. Le agenzie federali dovranno rendere disponibili i dati su chi in passato ha acquisito armi e sul background dei potenziali acquirenti;
2. Completamente rimosse le barriere legali, in principal modo sulla Health Insurance Portability and Accountability Act, che potrebbero impedire agli Stati di diffondere i dati sul controllo del background dei potenziali acquirenti di armi;
3. Incentivi agli Stati che condivideranno le informazioni sul background dei potenziali acquirenti;
4. Saranno rivisti i criteri che valutano i soggetti impossibilitati al possesso delle armi per evitare eventuali falle nel sistema di analisi;
5. Nuove leggi per permettere il controllo sul cittadino che richiede la restituzione delle armi da fuoco precedentemente sequestrate;
6. Nuove norme a grossisti e distributori per fini di controllo verso i venditori di armi al dettaglio
7. Nuova campagna nazionale sul possesso e sulla sicurezza per i possessori di armi da fuoco
8. Verranno completamente rivisti gli standard tecnici (sicure) di sicurezza sulle armi da fuoco dalla Consumer Product Safety Commission;
9. Nuove norme di tracciabilità sulle armi sequestrate durante indagini penali;
10. Verrà stilato un elenco delle armi perse o rubate, accessibile alle forze dell’ordine;
11. Verrà nominato un nuovo direttore dell’ATF (Bureau of Alchol, tabacco, firearms and explosives);
12. Verranno istituiti nuovi corsi formativi di comportamento in caso di sparatorie per le forze dell’ordine e per i responsabili scolastici;
13. Rafforzamento della prevenzione sulla violenza e sui crimini legati al possesso da armi da fuoco;
14. Nuovi compiti di studio per il Center for Disease Control al fine di prevenire e ricercare le cause della violenza legata al possesso delle armi da fuoco;
15. Nuovo rapporto/studio del procuratore generale in merito alle tecnologie di sicurezza delle armi da fuoco e sviluppo delle stesse da parte dei produttori;
16. I dottori potranno richiedere informazioni sul possesso delle armi da fuoco nonostante l’Affordable Care Act;
17. Tutti i fornitori di servizi sanitari potranno comunicare alle autorità i casi di minacce di violenza subite dai loro assistiti;
18. Nuovi incentivi per chi assumerà personale di supporto nelle scuole in merito alla sicurezza delle stesse;
19. Verrà istituito un nuovo modello di comportamento nei casi di emergenza da violenza per armi da fuoco in luoghi pubblici;
20. Verrà stilata una nuova modulistica puntuale per gli operatori sanitari rispetto al trattamento di salute mentale coperto dal Medicaid (il programma sanitario gratuito che copre i cittadini con bassi redditi);
21. L’amministrazione Obama chiarirà i benefici/requisiti per la salute mentale contenuti nell’Obamacare;
22. L’amministrazione Obama si impegnerà a stilare e a definire nuove proposte di legge sulla salute mentale;
23. Kathleen Sebelius, segretario al dipartimento per i Servizi umani e sanitari, e Arne Duncan, segretario all’Educazione, saranno chiamati dall’amministrazione Obama ad iniziare un nuovo dibattito nazionale sulla salute mentale in tutti i suoi aspetti.

Ad una prima visione quello che salta immediatamente all’occhio del lettore è la paura e la difficoltà nell’affrontare il problema. Nella storia qualunque Presidente degli Stati Uniti si è dovuto rassegnare davanti alla modifica del Secondo Emendamento. Non solo per un fatto puramente tecnico e legislativo (metter mano alla Costituzione non è semplice, anzi), ma soprattutto per una questione culturale. Un recentissimo sondaggio Rasmussen di qualche giorno fa chiarisce per bene questo ultimo aspetto ed evidenzia come il 65% degli americani ancora ritenga il possesso di un arma da fuoco come fattore di libertà individuale.
Difficile quindi, per molti americani, non storcere il naso davanti ad alcuni punti di queste nuove azioni esecutive, molto invasive rispetto alla privacy del cittadino.

Alcuni analisti hanno addirittura sottolineato come molti di questi punti siano un “to do”, quasi un task manager per i problemi burocratici dell’amministrazione (ad esempio il punto 11), piuttosto che una reale voglia di porre modifiche sostanziali al Secondo Emendamento. Analizzando altri punti si scoprono poi inutilità e retorica. Per esempio il punto 7, che prevede una nuova campagna per la sicurezza sul possesso delle armi da fuoco, non propone nulla di nuovo visto che sono parecchi anni che la NRA (la più importante lobby per il possesso delle armi, NdA) fa esattamente la stessa cosa.

Molte sono anche le incongruenze. Ad esempio sul punto 18, cioè sui nuovi incentivi alle eventuali assunzioni di personale a supporto per la sicurezza nelle scuole, incentivi tagliati dalla stessa amministrazione Obama che adesso invece fa marcia indietro. Stessa cosa dicasi per “l’Obamacare” (il nuovo sistema sanitario dell’amministrazione Obama) che regola anche la privacy del cittadino e che con il punto 16 lascia libero il medico di poter richiedere informazioni al suo assistito. Come non mancano peraltro i punti evasivi e poco chiari: uno su tutti, il punto 13. Si nota poi, al punto 14, una propensione ad incrementare la presenza della “macchina” di Stato nelle vite dei cittadini.

La proposta sulle armi d’assalto sarà poi discussa al Senato e sarà uno scontro talmente delicato ed aspro che molti strateghi del Grand Old Party stanno addirittura consigliando di spostare i riflettori dal fiscal cliff (tagli del debito di fine febbraio) al gun control, visto l’enorme interesse dell’opinione pubblica sull’intera faccenda.

In conclusione, questi ordini esecutivi sembrano molto deboli e molto poco incisivi a causa di tutti i motivi culturali e tecnici che abbiamo già citato in precedenza. C’è la netta sensazione che si tratti più di propaganda che di reale proposta. Se il Secondo emendamento per molti versi può oggi risultare antistorico ed in alcuni casi ottuso, dall’altro è saldamente ancorato nell’imprinting dell’americano medio, che ancora oggi lo ritiene un punto basilare per la sua libertà. Appare molto difficile pensare che queste proposte possano davvero porre i paletti per poter modificare o addirittura, nel tempo, abrogare il diritto di possesso delle armi da fuoco.


Autore: Cristoforo Zervos

Nato a Modena nel 1972, vive a Roma. Giornalista pubblicista, si occupa di notizie di Cooperazione internazionale e di foreign policy, con un'attenzione particolare per gli Stati Uniti, Africa e Medio Oriente. Ha collaborato con Liberal quotidiano e Formiche.net e ha un blog sull'Huffington Post. Gran collezionista di fumetti, ha anche la passione per la musica e suona la batteria. È sposato con Daniela e ha un figlio, Pietro.

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