E le liste? Ancora non ci sono

di MARIANNA MASCIOLETTI – Tu stai con quello, quello va con questo, quell’altro resta fermo e io vado con quelli.

Sembra la rappresentazione plastica del celeberrimo (benché apocrifo) “facite ammuìna“; è invece quello che succede in Italia durante il mitologico procedimento della “chiusura delle liste”, in prossimità di ogni elezione di qualche importanza.

Questa tornata elettorale non fa eccezione: a meno di quarantotto ore dalla scadenza dei termini per la presentazione definitiva delle liste, tra cui il 24/25 febbraio prossimi i cittadini italiani dovranno scegliere quale votare, siamo nel caos più completo.* 

Alleanze dell’ultimo minuto, ritiri di candidature, sostituzioni, annunci ad effetto, inviti a questo o a quello perché si candidi nella lista di quello o di quell’altro, insomma, quello che non è insolito sentir definire, non solo negli ambienti dell’antipolitica più estrema, “il mercato delle vacche” non accenna a chiudere.

Qualcuno risponderà “E’ la politica, bellezza”. Se non ti piace guarda da un’altra parte.
Magari è così, ma, a quanto ci consta, non esiste nessuna legge che dica che “la politica” debba essere per forza raffazzonata e improvvisata come in questo periodo sta dimostrandosi.

L’effetto sorpresa ricercato a tutti i costi, il colpaccio dell’ultimo minuto, le modifiche fino all’ultimo secondo utile, per chi deve raccogliere le firme ma anche per chi non deve raccoglierle, possono magari dare un’impressione di grande abilità, di ottima conoscenza del gioco politico, ma in fin dei conti non dimostrano altro che disorganizzazione e confusione.

Il disordine, l’ammuìna di questi giorni certo non contribuisce a dare dell’Italia l’immagine di un Paese che vuole cambiare rispetto al passato; il rispetto per i cittadini/elettori, già messi a dura prova da una legge elettorale che ben pochi, e purtroppo minoritari, si sono impegnati per cambiare davvero, è ai minimi termini.

L’antipolitica è il frutto (malato, ma naturale) di un sistema del genere, e alla maggior parte del mondo politico pare che non dispiaccia, per lo meno non tanto quanto dovrebbe: meglio scatenare contro i “nemici” una bagarre da stadio, piuttosto che dover discutere di programmi e contenuti con avversari magari più preparati, magari più convincenti, no, no, perché correre il rischio.

E così, alle prossime elezioni si arriva come al solito, anzi peggio: siamo in attesa dei blitz dell’ultimo secondo, quelli che potrebbero rendere la situazione delle liste ancora più intricata e incomprensibile, e i cittadini, almeno quelli che non vogliono arrendersi alla violenza del tifo calcistico, ancora più stanchi e sfiduciati.

Meno male che, almeno, se Dio o chi per lui vorrà, quest’attesa sarà breve.

*Sia detto a scanso di equivoci: alcuni partiti e formazioni, a cui va il plauso di chi scrive, hanno presentato le liste ben prima della scadenza dei termini e hanno scelto di restare fuori dal caos. Non le citiamo una per una perché il senso dell’articolo non è e non vuol essere quello di separare i “buoni” dai “cattivi”. Per carattere e per formazione, la presunzione di sapere quale sia “l’Italia giusta” la lasciamo a qualcun altro.


Autore: Marianna Mascioletti

Nata a L'Aquila nel 1983. E’ stata dirigente politica dell’Associazione Luca Coscioni e tra gli ideatori del giornale e web magazine Generazione Elle. Fa cose, vede gente, cura il sito.

One Response to “E le liste? Ancora non ci sono”

  1. Sante Barbano scrive:

    Le liste del M5S sono pronte da oltre un mese.
    Le alleanze non sono un problema per il M5S.

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