La correttezza diventa “inciucio” solo per chi è abituato alla rissa

di FEDERICO BRUSADELLI – Come una logica conseguenza del racconto “bipartisan” secondo il quale la coalizione montiana sarebbe un centro, o come ama ripetere Silvio Berlusconi “un centrino”, pronto ad accomodarsi in mezzo ai due poli per far poi da stampella al vincitore delle prossime elezioni, è piombata ieri sul Professore l’onta dell’inciucio.

La notizia di un presunto “patto di desistenza” (parola che sembra andare assai di moda, in queste elezioni) tra Bersani e il presidente del Consiglio uscente, un accordo di non belligeranza in funzione antiberlusconiana sancito durante un incontro segreto nel quale i due avrebbero anche ragionato di assetti futuri, di nomine, di ministeri, persino della successione al Quirinale, è un classico coup de théatre previsto dal copione della commedia politica all’italiana.

Chiunque provi a scardinare un sistema ormai avvitato su se stesso, come è il nostro bipolarismo ventennale, e lo faccia non per infilarcisi in mezzo ma per sostituirlo con qualcosa di diverso, di più efficace, di più “civile”, di più europeo, magari anche con un nuovo bipolarismo costruito sulle scelte e non sulle identità o peggio ancora sui capi, viene bollato – è capitato due anni fa a Gianfranco Fini, per esempio – come inciucione, centrista, politicamente ipocrita e opportunista, protesi o stampella.

E così è servita a poco la secca smentita arrivata dall’entourage di Monti (“versione fantasiosa”) con la precisazione che un colloquio telefonico c’è stato, sì, ma c’è stato anche con Alfano e Casini, e anziché di accordi pre o post-elettorali si è parlato di Mali e di bilancio comunitario. A poco serve sapere che se un “patto” con Bersani c’è stato, si è limitato a garantire un quoziente minimo di correttezza reciproca, per evitare di consegnare all’Europa e al mondo l’immagine di un paese che, sull’orlo della crisi, inscena una campagna elettorale violenta, temprata nel populismo e nella propaganda. La “calunnia” si è già diffusa.

Se ne deduce che quel che altrove è normale, ovvero la “civiltà dei rapporti”, diventa nel nostro bipolarismo anormale una vergogna, diventa opportunismo (se si è fuori dai due poli) o “intelligenza col nemico” (se si è dentro). Raccontarla così, e dipingere la scommessa (difficile) di Monti come un’operazione di piccolo cabotaggio che ha il solo scopo di garantire al Professore un ministero e ai suoi alleati un posto in Parlamento fa comodo un po’ a tutti.

Fa comodo al Pd, per convincersi ancora di più che le elezioni sono già vinte. E fa comodo al Pdl, che può raccontarsi e raccontare agli italiani di essere “l’altro polo”, l’unica alternativa possibile alla sinistra (come se negli ultimi due anni il centrodestra non si fosse dissolto nel peggiore dei modi, svuotato dagli scandali e dall’impotenza politica).

L’inciucio, più che la correttezza chiesta da Monti al suo principale competitor, sembra essere invece questo patto non detto e non scritto fra i due protagonisti di una stagione al tramonto, per chiudere la tenaglia del bipolarismo e schiacciare ogni possibilità di ricostruzione del quadro politico su nuove coordinate (significativa, a tal proposito, la proposta lanciata qualche giorno fa da Berlusconi di una “grande coalizione” senza Monti…). La destra e la sinistra che si combattono come ai vecchi tempi: berlusconiani e antiberlusconiani, il Cav e Santoro, il Caimano e i comunisti, quella destra e quella sinistra. Urla e risate per convincere il pubblico a restare sugli spalti, ancora per un po’.


Autore: Federico Brusadelli

Nato a Roma trenta anni fa, si laurea in Lingue e civiltà orientali presso l’Università di Roma “La Sapienza”. Dal 2009 al 2011 lavora presso la Fondazione Farefuturo, occupandosi del webmagazine diretto da Filippo Rossi, con il quale in seguito collabora alla nascita del quotidiano Il Futurista. Giornalista professionista, dal 2013 è dottorando in Studi Asiatici presso l’Università di Napoli “L’Orientale”.

One Response to “La correttezza diventa “inciucio” solo per chi è abituato alla rissa”

  1. avete distrutto il pdl e tutto il centrodestra liberale. e a cascata anche fini. e l’operazione Monti è stato vulnus della democrazia italiana. che voi tenete in vita.

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