Se è solo burocrazia, la sicurezza sul lavoro ammazza il lavoro

– Aumentare la sicurezza negli ambienti di lavoro abbassandone i costi per le imprese è possibile tramite la riduzione della mole degli adempimenti burocratici . L’enorme numero di tali adempimenti è un macigno che grava pesantemente sulla competitività del nostro sistema economico ed è una tra le concause della chiusura di molte aziende.

E’ difficile ragionare con pacatezza su questo argomento quando non passa giorno senza che avvenga un incidente sul lavoro o vengano alla luce casi di inquinamento ambientale riconducibili a qualche attività manifatturiera. Qualcuno potrebbe intendere la necessità di ridurre la mole degli adempimenti burocratici come una riduzione tout court dei livelli di sicurezza, ma non è così. Basterebbe, da parte dello Stato, concedere maggior fiducia alle imprese che la meritano per ridurre molti balzelli inutili, premiando le aziende che investono in attive politiche di sicurezza.

Amareggia vedere che il  sito dell’INAIL è pieno di pagine relative ad adempimenti amministrativi, complessi bandi per ottenere finanziamenti, patrimonio immobiliare dell’ente, ecc mentre il sito dell’omologo ente britannico HSE fin da subito affronta temi concreti di sicurezza, di malattie professionali, ecc.

La massa di piccole imprese industriali ed artigianali  è costretta, per ottimizzare la gestione del tempo e delle risorse materiali, ad effettuare una drammatica scelta tra interventi sul campo, volti ad inserire nei processi produttivi e nei macchinari maggior sicurezza, e gli adempimenti burocratico amministrativi, per i quali molto lavoro va è richiesto se si vogliono evitare pesanti sanzioni pecuniarie.

I costi per gli adempimenti burocratici relativi alla sicurezza per le aziende sono talmente pesanti da aver indotto un partito politico altoatesino/sudtirolese, non propriamente liberista, come  Die Freiheitlichen  a presentare una mozione al Consiglio della Provincia autonoma di Bolzano, con l’obiettivo di spostare l’attenzione dell’amministrazione dalla formalità burocratico/legale di corsi di aggiornamento utili soltanto alle associazioni che li organizzano, alla pratica sostanziale di impartire l’educazione alla sicurezza nel lavoro nei programmi didattici degli istituti professionali.

Si legge infatti nella mozione:

Nessuno avrà da ridire se si tratta di migliorare la sicurezza e la salute sul luogo di lavoro. La legge vigente in materia è chiara e indicativa. A causare molti problemi è invece l’attuazione, poiché alle piccole imprese, che vogliono soprattutto lavorare, ogni onere burocratico che si aggiunge complica la vita.

Per una nuova cultura della sicurezza sul posto di lavoro nuovi corsi di formazione possono contribuire a un miglioramento, ma ai fini di un cambiamento sostanziale si dovrebbe iniziare dalle scuole professionali.

È una buona impostazione scolastica ad avere i maggiori effetti nelle aziende.

L’iniziativa, comunque, non ha avuto buon esito e la mozione è stata recentemente respinta dal Consiglio Regionale con 13 sì, 14 no e 1 astensione, con questa motivazione:

L’assessora Sabina Kasslatter Mur ha replicato che molto é già oggetto di studio, e che a fronte dell’alto numero di insegnanti non valgono le rimostranze di chi si oppone alla burocrazia. Ha aggiunto che  il decreto del 9 aprile 2008 prevede che i datori di lavoro offrano una formazione specifica sulla sicurezza sul lavoro ai dipendenti, e che nelle scuole professionali non si può intervenire in questo senso, perché il tutto dipende dal futuro ambito di lavoro, anche se nelle scuole per le professioni edili, che peró ci sono solo in lingua tedesca, ci sono corsi riguardanti la sicurezza delle impalcature, Non è quindi possibile che le scuole offrano i corsi previsti dalla legge.

Temo che se si va avanti sulla strada dell’inasprimento delle sanzioni per chi non ottempera ad adempimenti burocratici invece di premiare interventi strutturali per il miglioramento della sicurezza non si risolva il problema degli incidenti sul lavoro e delle malattie professionali. Si spingeranno le aziende solamente a diventare più accorte nello scambio di email o altra documentazione interna per non farsi trovare in fallo di fronte ad una qualche ispezione o inchiesta della magistratura. Si veda il seguente estratto, che riporta l’iter logico e argomentativo  seguito dal pm Guariniello mentre indagava sulla tragedia avvenuta alla Tyssen:

“Furono le indagini a imporci il dolo”. Lo ha detto ieri il pm Raffaele Guariniello nel corso della sua requisitoria al processo d’appello Thyssen, presso il tribunale di Torino (…).

Le negligenza da parte della dirigenza. Guariniello, affiancato dai colleghi Laura Longo e Francesca Traverso, ha ripercorso i passi principali di una lunga inchiesta nata sull’ipotesi di reati colposi, dovuti a gravi negligenze della dirigenza. Il sostituto procuratore ha ricordato le perquisizioni negli uffici, l’analisi dei documenti e della corrispondenza tra i dirigenti dell’acciaieria: attività che convinsero gli inquirenti che nella fabbrica torinese le misure di sicurezza erano state accantonate per ragioni economiche, e questo malgrado la consapevolezza che queste scelte avrebbe potuto provocare una tragedia. 


Autore: Giovanni Papperini

Giovanni Papperini. Laureato in legge, libero professionista, 57 anni, esperto di corporate immigration e relocation, vive e lavora nel quartiere “Talenti” a Roma e, come titolare dello Studio Papperini Relocation ( www.studiopapperini.com ) e Presidente del Ciiaq ( info@ciiaq.org - Comitato italiano immigrazione altamente qualificata), si occupa di attrarre talenti da ogni parte del mondo in Italia, aiutandoli a superare gli ostacoli della burocrazia e ad integrarsi nella realtà del Paese.  Ha “attratto” dall’Austria anche la moglie, con cui ha avuto due gemelli.

One Response to “Se è solo burocrazia, la sicurezza sul lavoro ammazza il lavoro”

  1. Sono lieto di annunciare che l’INAIL ha proprio ieri , meglio tardi che mai!, aperto un nuovo canale web dedicato espressamente alla sicurezza sul lavoro, ne sono lieto e lo segnalo ai lettori:
    http://sicurezzasullavoro.inail.it/CanaleSicurezza/homePage.html#wlp_homePage

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