L’Europa, l’Imu e il grande abbaglio dei siti italiani

di LUIGI QUERCETTI – Ieri, martedì 8 gennaio 2013, ore 14.25 l’agenzia Ansa batte la seguente notizia: “Imu: Ue, renderla progressiva affinchè sia più equa”,  a cui seguiva il sottotitolo: “Vecchia Ici no effetto redistributivo, aumentava povertà”.

Si legge nel lancio: “L’Imu, per essere più equa ed avere un effetto redistributivo, deve essere modificata in senso più progressivo. E’ l’analisi del Rapporto Ue 2012 su Occupazione e sviluppi sociali, secondo cui la vecchia Ici non aveva impatto sulle disuguaglianze e aumentava leggermente la povertà. L’Imu, ricorda il rapporto Ue, ‘e’ stata introdotta nel 2012 ‘a seguito di raccomandazioni sulla riduzione di un trattamento fiscale favorevole per le abitazioni’ e ‘basata sull’effetto distorsivo relativamente basso delle tasse sulla proprietà e il basso tasso di evasione’. Nella sua architettura, l’Imu, riconosce Bruxelles, ‘include alcuni aspetti di equita”, come la deduzione di 200 euro per la prima casa, le deduzioni supplementari in caso di figli a carico, e una marcata differenziazione del tasso di imposizione tra prima e seconda casa. Ma, avverte la Commissione, ‘altri aspetti potrebbero essere ulteriormente migliorati in modo da aumentarne la progressività’. Per esempio, dovrebbero essere aggiornati i valori catastali degli immobili: nonostante sia già stato un passo in avanti l’aumento del 60% dei valori del reddito catastale, si tratta di un aumento proporzionale e non progressivo legato al reale valore di mercato degli immobili, e che quindi non riduce le disuguaglianze di reddito. Dovrebbero poi essere introdotte deduzioni non basate sul reddito e migliorata la definizione di residenza principale e secondaria. Sulla base di simulazioni effettuate con i dati relativi alla vecchia Ici, il rapporto Ue sottolinea che ”le tasse sulla proprietà non hanno impatto sulla diseguaglianza in Estonia e in Italia, e sembrano aumentare leggermente la povertà in Italia”.

A seguire altre agenzie hanno battuto la notizia (Adnkronos, Tmnews e Agi, per esempio), pescandola nel capitolo intitolato “The Social effects of property taxation” del copioso rapporto sull’Occupazione e gli sviluppi Sociali della Commissione europea (476 pagine).

A pagina 265, si trova, oltre ad un box sul nostro Paese, un grafico sull’impatto delle imposte sui beni immobili in Italia, in Estonia e nel Regno Unito. Nella nota che accompagna la chart si legge che è basata su dati Silc (Statistics on Income and Living Conditions) del 2006 e che l’imposta di allora, l’Ici, “non ha impatto sulla disuguaglianze” e “può aumentare leggermente la povertà in Italia”.

Si tratta senza dubbio di rilievi importanti di cui l’opinione pubblica deve essere informata ma, anche leggendo i lanci di agenzia che per definizione del titolo fanno notizia, non vi è nulla di così clamoroso.

Non è così, però, per alcuni dei principali siti di informazione italiana. Che traducono in “L’Europa boccia l’Imu”. È questa, infatti, l’apertura che hanno fatto ieri Repubblica.it, Corriere.it e Ilsole24ore.com, solo per citare i più letti.

E c’è anche chi, tra i politici, coglie la palla al balzo per commentare: mentre Tremonti, dimenticando che si tratta di una sua tassa, invita i cittadini a fare ricorso contro l’Imu, per la Prestigiacomo “anche per l’Ue è un’imposta da cancellare”. Lupi e Toccafondi, pur avendola votata, fanno sapere che “da tempo sostengono che l’Imu è iniqua” e Belisario chiede, in maniera retorica, se ora daremo retta all’Ue. Gasparri, invece, non ha dubbi: “anche l’Europa boccia l’Europeista Monti”, mentre Fugatti provoca: “Ora Monti vuole silenziare anche l’Europa?”. E il segretario del Pdl, Angelino Alfano, ne approfitta per rilanciare l’idea di “cancellarla sulla prima casa”, mentre per la Meloni il rapporto europeo sancisce chiaramente “il fallimento del Governo”. Per Vendola “l’Europa ci prende a sberle”.

Monti, in tarda serata, intervenendo ad una trasmissione televisiva, ridimensiona la “clamorosa” notizia, semplicemente traducendo dall’inglese la parte riguardante l’Imu contenuta nel rapporto dell’Ue. Che, a sua volta, resasi conto del corto circuito nel sistema d’informazione italiano, affida a Jonathan Todd, portavoce del commissario europeo per l’Occupazione e gli affari sociali, Laszlo Andor, il compito di chiarire: ”A proposito della nuova tassa italiana sulle proprieta’ introdotta nel 2012 il rapporto non analizza gli effetti redistributivi dell’imposta e non suggerisce che la riforma abbia alcun effetto negativo sulla poverta’ o sulla distribuzione degli introiti”.

Lo studio diffuso oggi, precisa ancora Todd, ”semplicemente dice che la riforma fiscale potrebbe avere un impatto piu’ progressivo sulla distribuzione degli introiti se fosse slegato dai valori catastali teorici e legato ai valori di mercato”. In tal senso, ricorda, ”il governo aveva proposto una revisione in questa direzione ma non e’ stata accolta dal Parlamento”.

Se la fretta è cattiva consigliera, una informazione raffazzonata, alla ricerca a tutti i costi del titolo che non c’è, è ancora peggio. Ed è il termometro di come la campagna elettorale stia condizionando le notizie, e non viceversa come invece dovrebbe essere.

Ed è, soprattutto, la misura della superficialità di gran parte della nostra classe politica, che ormai non commenta più nemmeno i fatti (politici, economici o di cronaca che siano) ma si limita ai titoli. E arriva a sfiorare il ridicolo quando commenta titoli che sono frutto di un grande abbaglio collettivo.


Autore: Luigi Quercetti

Nato nel 1980, abruzzese, giornalista, papà, laureato a sua insaputa. È stato redattore dell’agenzia di Stampa Asca e collaboratore de Il Messaggero e Italpress.

4 Responses to “L’Europa, l’Imu e il grande abbaglio dei siti italiani”

  1. lodovico scrive:

    purtroppo c’è molta ignoranza anche da parte di Todd che parla di riforma fiscale quando dovrebbe sapere che con la tassa di possesso sugli immobili (IMU) lo stato rinuncia nella dichiarazione Irpef ai redditi che derivano dai valori catastali-in assenza di locazione o per utilizzo proprio.Per ultimo questa imposta non è deducibile dai redditi degli immobili( nei canoni concordati si denuncia il 100% delle somme percepite ed in quelli liberi il 95%) come del resto non sono deducibili le imposte per occupazione di spazi comunali (passi carrai, etc) e,in presenza di aliquote progressive personali, si può sostenere sin da ora la progressività dell’imposta introdotta,in attesa di una riforma del catasto più equa.

  2. Alessandro scrive:

    Ho visto la notizia ieri sera su Corriere.it, oggi il nulla su tutti i principali siti. Ho dovuto fare la ricerca su google news per trovarla. L’unico articolo sulla precisazione della comunità europea che si trova in rete è questo. Complimenti a Libertiamo.it !

  3. libertyfighter scrive:

    Non è che ci voglia l’Europa per dire che l’IMU è una STRONZATA e che aumenta la povertà. Qualunque individuo che non sia dedito alla particolare branca dell’economia CdC (pene di segugio), non può far altro che convenirne. La tassa sulle proprietà impoverisce le persone. E’ banale, non serve il guru europeo. L’IMU ha devastato il settore immobiliare. Lo si sapeva, te lo avrebbe detto qualunque addetto ai lavori PRIMA di averla messa, e lo avevo detto io un anno e poco più fa. Che poi qualche altro esperto di economia cdc, abbia voluto trovare qualche “principio di equità” nel tassare la mangiatoia dove nacque Gesù Cristo, non significa nulla. Pure Goebbels si credeva equo. E pure Stalin e Hitler. Di emeriti imbecilli pronti a dire stronzate ne è pieno il mondo, ma molti sono concentrati nelle istituzioni europee. Cosa possa avere di equo espropriare il rifugio contro maltempo e freddo di una persona. “provoca poche distorsioni”. VERO. Non metterla per niente ne provoca ancora meno, quindi, andasse a fare in l’EU, Monti, e tutti i teorici dell’economia cdc

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