Sovraffollamento carceri, Italia condannata dalla Corte di Strasburgo

L’Italia è stata condannata dalla Corte europea dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo per “trattamento inumano e degradante” dei detenuti, costretti a scontare la pena in celle dove hanno a disposizione meno di 3 metri quadrati.

La Corte ha accolto il ricorso di 7 carcerati detenuti nel carcere di Busto Arsizio e in quello di Piacenza, condannando il Governo a pagare un ammontare totale di 100 mila euro per danni morali.

Nella sentenza la Corte invita l’Italia a porre rimedio immediatamente al sovraffollamento carcerario.

Secondo i giudici, il problema del sovraffollamento carcerario in Italia e’ di natura strutturale e il problema della mancanza di spazio nelle celle non riguarda solo i 7 ricorrenti: la Corte ha già ricevuto oltre 550 ricorsi da altri detenuti che sostengono di essere tenuti in celle dove avrebbero non più di 3 metri quadrati a disposizione.

Da qui l’appello della Corte di Strasburgo alle autorità italiane a risolvere il problema, anche prevedendo pene alternative al carcere.

Inoltre, Strasburgo chiede all’Italia di dotarsi entro un anno di un sistema di ricorso interno che dia modo ai detenuti di rivolgersi ai tribunali italiani per denunciare le proprie condizioni di vita nelle prigioni e avere un risarcimento per la violazione dei loro diritti.

   E’ la seconda condanna dopo quella del 2009 all’Italia per lo stato delle carceri.

“Sono profondamente avvilita ma purtroppo l’odierna condanna della Corte europea dei diritti dell’uomo non mi stupisce”, ha detto il ministro della Giustizia Paola Severino. “In questi tredici mesi di attività ho dato la priorità al problema carcerario: il decreto ‘salva carceri’, il primo provvedimento in materia di giustizia varato un anno fa dal consiglio dei ministri e divenuto legge nel febbraio del 2012, ha consentito di tamponare una situazione drammatica. I primi risultati li stiamo constatando: i detenuti che nel novembre del 2011 erano 68.047 sono oggi scesi a 65.725 in quanto il provvedimento ha inciso sul fenomeno delle cosiddette ‘porte girevoli’, vale a dire gli ingressi in carcere per soli due-tre giorni, e sulla durata della detenzione domiciliare allungata da 12 a 18 mesi”.

Marco Pannella ha invece lanciato un appello a Monti, Bersani e a Maroni per ”interrompere l’infame flagranza da Quinto Mondo nel quale siamo immersi nella cloaca statalista italiana”.

 


Autore: Riccardo Lo Monaco

Ha studiato giurisprudenza presso l'Università degli Studi di Cagliari. Liberale e libertario, attivo nel campo della tutela ambientale, della libertà religiosa e dei diritti civili. E' tra i promotori di ZeroPositivo.

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