A Ben Altro. Un’invocazione rituale

di MARIANNA MASCIOLETTI – In Tunisia avevano Ben Alì, in America hanno Ben Affleck, in Italia abbiamo Ben Altro.

Una figura misteriosa, un uomo o un diavolo (cit.) dotato di superpoteri certamente non umani, invocato di preferenza in concomitanza di campagne elettorali, presentazioni di programmi politici, illustrazione di riforme e/o liberalizzazioni.

Nel sottolineare l’insufficienza e l’inadeguatezza di tali campagne/programmi/riforme di fronte al disastro/declino/sterminio, non manca mai chi dice, con aria solo apparentemente distaccata e casuale, “Eh, ma ci vorrebbe Ben Altro”. Voi state parlando, e non sentite le maiuscole, e credete che sia semplicemente un commento come tanti, da parte di uno dei numerosissimi attivisti della parola che conoscete. E’ piuttosto raro, infatti, che tale frase venga da qualcuno che alla parola unisce l’azione: sono tutti bravissimi finché si tratta di fare le pulci all’azione altrui, ma non si ricordano risultati notevoli quando poi arriva il momento di dimostrare le loro eccezionali capacità.

E invece no: l’interlocutore, che voi (sempre pronti a pensar male, ve pòssino) avevate preso per un borioso agitatore da poltrona, è in realtà una persona umile oltre ogni dire, pronta a riconoscere l’inanità dei rimedi umani per i mali di cui si parla. Tanto da invocare, appunto, Ben Altro, un’entità sovrannaturale che possa prendere su di sé l’onere della risoluzione dei problemi, stante l’inadeguatezza dell’umanità a risolverli da sola. Io? Io non mi sporco le mani, ci serve Ben Altro (sottolineando la disponibilità dell’eroe a mettersi financo al servizio di chi lo invochi).

Peccato che il Nostro sia tanto invocato quanto, nei fatti, assente.

Un po’ di storia: Ben Altro nacque, come figura mitologica, tra i popoli italici, prima dell’invenzione della scrittura e forse anche di quella del linguaggio. Non si sono mai ritrovati, tuttavia, graffiti preistorici a lui dedicati, perché colui che avrebbe dovuto disegnarli preferì non farlo, sostenendo “Graffiti? Eh, ma ci vorrebbe Ben Altro”. Voleva evidenziare, con queste parole, la propria limitatezza umana che gli impediva di riprodurre degnamente le fattezze dell’eroe.

Si hanno testimonianze orali di un’invocazione rituale a Ben Altro ai tempi di Romolo e Remo(lo), durante la fondazione di Roma, quando uno degli astanti borbottò: “Un segno per terra? Gli uccelli? Fondare una città lungo il Tevere? Eh, ma ci vorrebbe Ben Altro”. L’eroe, tuttavia, non si mostrò, e la storia andò come sappiamo; possiamo solo ipotizzare che, se Egli avesse accettato di manifestarsi, essa sarebbe andata molto, ma molto meglio.

Qua e là durante la storia del nostro travagliato Paese riappaiono tracce di invocazioni a Ben Altro; attualmente ne portano avanti il culto i membri della numerosa tribù dei Veri Liberali®, che ne mantengono alto il nome invocandolo contro qualunque iniziativa non ® di cui vengono a conoscenza.

Oggi anche noi, fulminati sulla via di Ben Altro, abbiamo deciso di smettere di provare a riformare, ad agire, a muoverci, un passo alla volta, nella direzione che riteniamo giusta. Abbiamo finalmente capito i nostri limiti: abbiamo peccato di hybris, abbiamo preteso di fare le cose da soli, nella nostra limitatezza umana, contro forze ben più grandi di noi.

Ingenuamente, abbiamo pensato che il nostro essere liberali fosse sufficiente: e invece ci hanno smascherati, saremo pure liberali, ma certamente non ® . Ma dove ci presentiamo?

Stando così le cose, non possiamo che unirci anche noi alle invocazioni rituali che da ogni parte d’Italia vengono rivolte al nostro eroe. E’ vero, noi non bastiamo, anzi, siamo d’ostacolo, non abbastanza liberali, non abbastanza duri e puri, non abbastanza. Ci vuole Ben Altro, per l’Italia.

Mi raccomando, tutti i liberali d’Italia stiano fermi. Non fate niente, non facciamo niente, soprattutto non cerchiamo un programma comune, siamai che poi qualcuno deve cedere su qualcosa a scapito della durezza e della purezza. L’impegno dev’essere profuso in una sola, ben precisa direzione: invocare Ben Altro. A fare quel che è necessario ci penserà Lui, oggi come sempre.

Vieni, Ben, scendi tra noi. Solo la Tua venuta può far sì che il liberalismo, in Italia, cominci a contare qualcosa. Se aspettiamo i liberali (quelli veri, razza pura, of course, mica quelli “ibridi” come noi), a giudicare dai passati cinquant’anni, è meglio che lasciamo perdere.

(Se vi sembra che alcune parole di questo articolo siano un plagio, beh, è vero. Sono prese da questa pagina Facebook. Considerato, però, che la pagina è della stessa autrice dell’articolo, si tratta al massimo di un autoplagio, su cui già sappiamo che non sarete indulgenti. Ma nemmeno ce l’aspettiamo)


Autore: Marianna Mascioletti

Nata a L'Aquila nel 1983. E’ stata dirigente politica dell’Associazione Luca Coscioni e tra gli ideatori del giornale e web magazine Generazione Elle. Fa cose, vede gente, cura il sito.

2 Responses to “A Ben Altro. Un’invocazione rituale”

  1. In cerca di un'alternativa scrive:

    :)

  2. Silvana Bononcini scrive:

    :-)

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