La coalizione montiana: una good company e due liste “tradizionali”. Intervista a Carmelo Palma

di ALESSANDRO CAFORIO –

Pubblichiamo qui la trascrizione di un’intervista su Radio Radicale fatta da chi scrive al direttore di Libertiamo.it Carmelo Palma. I temi toccati sono vari, ma predomina l’analisi politica sulle liste legate all’attuale Presidente del Consiglio Mario Monti.
Poiché nella prima parte dell’intervista viene illustrato sostanzialmente ciò che su Libertiamo avete già letto in quest’articolo del 3 gennaio scorso, abbiamo scelto di non trascriverla, rimandandovi all’audio integrale disponibile sul sito di Radio Radicale, e di cominciare direttamente dalla seconda, in cui si analizza in modo più approfondito la scelta (secondo Palma controproducente) di una coalizione di tre liste alla Camera e lista unica al Senato.

Vorremmo parlare con te sia delle conseguenze politiche di questa leggerezza [la scelta di presentare tre liste “per Monti” non tenendo conto dell’ostacolo rappresentato dal Viminale, NdA] da parte di politici assolutamente navigati, sia della posizione del Presidente del Consiglio.

Mi pare che tutte le forze politiche che hanno commesso questa leggerezza abbiano poi preso atto dell’interpretazione del Viminale, ed è chiaro che, tranne rare eccezioni, non l’hanno contestata: per quanto discutibile la si possa ritenere, infatti, è comunque un’interpretazione consolidata e sarebbe rischiosissimo, anche dal punto di vista politico, “imbarcare” la coalizione del Presidente del Consiglio in una polemica con il Ministero dell’Interno. Tutte le forze politiche, dunque, hanno ripiegato su una posizione tecnicamente compatibile; anche il Presidente del Consiglio ha cercato una soluzione coerente con le interpretazioni consolidate: le conseguenze di tutto questo, però, sono politicamente esplosive.

Mentre infatti prima al Senato c’era una lista Monti e alla Camera c’erano, sostanzialmente, tre liste Monti – una che faceva riferimento all’UDC, una a FLI, una a Italia Futura e Verso la Terza Repubblica – oggi anche alla Camera c’è una sola lista Monti, diciamo la “good company” della coalizione, e ci sono due liste che non portano il nome di Monti ma portano simboli più o meno “storici”, secondo-repubblicani, non così “trainanti” dal punto di vista elettorale, e i nomi di due leader sicuramente conosciuti e legati politicamente al Presidente del Consiglio, ma, evidentemente, senza la sua forza elettorale.
Secondo me, quindi, questo problema tecnico ha creato un problema politico molto grosso all’interno della coalizione montiana.

Dunque tu, anche come osservatore della vicenda, ritieni che ci sia ancora qualcosa da fare oppure i giochi si sono chiusi e sarà questa la conformazione finale che gli elettori troveranno sulla scheda elettorale?

Credo che i giochi siano chiusi. Il presidente Monti ha presentato il simbolo, diciamo, della lista Monti alla Camera dei Deputati, da questo punto di vista patrocinandola in maniera molto diretta, più di quanto probabilmente sia Casini che Fini sperassero; ormai questo è l’assetto di quella coalizione, non mi pare si possa più tornare indietro.

Se tu poi mi chiedi se questa divisione fra la lista della “società civile”, dei non-politici, e le liste dei politici e dei partiti che più hanno sostenuto Monti in quest’ultimo anno sia una distinzione politicamente fondata e/o promettente, io ti rispondo di no. Penso che questa sia una distinzione in larga misura posticcia, conformistica, che non porterà particolarmente bene alla coalizione…

…E in qualche modo anche autolesionistica?

Ma sì, poi inevitabilmente conformistica: in una campagna elettorale in cui la logica vecchio/nuovo rischia di dominare il dibattito (anche perché c’è moltissimo di vecchio, questo va detto), riprodurre la stessa logica anche all’interno della coalizione montiana è pesantemente sbagliato. I montiani non devono “farsi la guerra” tra di loro, dovrebbero fare una vera competizione elettorale rispetto a Berlusconi e Bersani, quella secondo me è la partita da giocare. Questa piccola “guerra civile” tra politici e non-politici, francamente, non porterà molto bene, anche perché i non-politici sono non-politici a scadenza, tutta gente che attualmente non ricopre un incarico parlamentare ma fra non più di quarantacinque giorni lo ricoprirà. Questo concetto per cui ci sono quelli che fanno politica per passione e quelli che la fanno per mestiere, e quindi per questa ragione bisogna presentarsi in liste separate, non è la cosa migliore, diciamo, che l’area montiana abbia prodotto in questo periodo.

E dunque cosa possiamo pensare di questa campagna elettorale che si avvia? Si è parlato tanto di abbassare i toni, e il Presidente Monti su questo ha caratterizzato molta della sua azione di governo, anche ma non solo nell’ultimo anno, ma invece sembra che, dalla ridiscesa in campo di Berlusconi in poi, i toni si stiano in qualche modo rialzando, e anche questi di cui abbiamo parlato sono segnali di nervosismo del mondo politico…

Mah, io non penso che una campagna elettorale si possa fare con toni bassi, questa è una notazione di stile che lascia il tempo che trova. Tutte le campagne elettorali competitive sono campagne molto pesanti, in cui i concorrenti si scambiano anche colpi bassi, questo appartiene alla fisiologia, non alla patologia della democrazia. E’ chiaro che di qui all’insulto, alla contumelia, c’è ancora una differenza, ma pensare che una campagna elettorale possa essere una discussione da tè delle cinque… beh, è chiaro che non può esserlo.

Monti ha scelto di entrare in questa campagna elettorale con toni molto forti, non nel senso di “urlati” o “gridati”, ma rivendicando posizioni molto “radicali” sui temi programmatici, sostanzialmente addebitando alle forze politiche che lo hanno sostenuto in maniera più discontinua il ritardo nell’azione di governo che ha anche contraddistinto, in parte, la sua esperienza. Ha riaperto dei dossier che, dalla presidenza del Consiglio, era stato costretto a lasciare chiusi, perché, banalmente, il PD e il PDL non volevano che venissero aperti, ha scelto di contestare in maniera radicale la dialettica destra/sinistra che è la forma privilegiata, essenziale del dibattito politico italiano.

Ecco, questo è interessante, perché proprio il tuo webmagazine, Libertiamo.it, ha lanciato nella politica italiana l’idea di una distinzione non più fra destra e sinistra, ma fra innovatori e conservatori…

E’ una distinzione che non abbiamo inventato noi, l’abbiamo recuperata da un pensiero liberale novecentesco che già a metà del Novecento faceva i conti con la natura “archeologica” di alcune categorie della politica novecentesca; a più di mezzo secolo di distanza, quel discorso acquista ancora maggiore sostanza. Si fanno campagne elettorali basate su categorie di un mondo che ormai non c’è più, e quindi non si vede il mondo che c’è, né si immagina il mondo che non c’è ancora.

Si vive in questa illusione, storicamente folle, per cui la politica nasce con la destra e con la sinistra, quando invece la politica così come la conosciamo in Occidente è nata, grosso modo, intorno al quinto secolo avanti Cristo, mentre la distinzione tra destra e sinistra ha articolato la dialettica e la competizione politica negli ultimi due secoli, non negli ultimi duemilacinquecento anni. Un approccio storicamente più consapevole alla necessaria natura competitiva dello scontro democratico (che è necessariamente competitivo, e se è consociativo è sbagliato e inefficiente) fa benissimo il Presidente del Consiglio a suggerirlo: questa sua contestazione di destra e sinistra, come due forme uguali e contrarie di conservatorismo e di sguardo rivolto verso il passato, secondo me è una delle cifre più interessanti, nuove e “radicali” della proposta montiana.

Peraltro, la politica che guarda al passato denuncia di per sé il suo fallimento…

Sì, e denuncia anche una natura autoconsolatoria: noi stiamo assistendo a una campagna elettorale in cui, a destra come a sinistra, ci sono numerose forze politiche che lucidano l’argenteria di casa e sfogliano l’album di famiglia, non guardano al mondo, non hanno nessuna ambizione di governo e tentano di prendersi la rivincita verso tutte quelle parti della realtà che a loro non piacciono. Questo vale per la Lega come per la coalizione di Vendola, vale per Ingroia, per Grillo (l’antipolitica più manettara e quella più populista), vale per il PDL, che ha deciso di sposare un approccio complottistico alla storia politica recente, sempre cercando di vedere cosa c’è dietro e mai rassegnandosi a guardare cosa c’è davanti: in questo quadro, la proposta montiana è obiettivamente una proposta che spicca nella sua natura alternativa.

Monti non solo parla in un modo diverso rispetto agli altri; parla anche, proprio, di cose diverse, e questa a mio parere è una differenza essenziale.

Ma secondo te, in un’area che va dal PDL al PD, c’è uno spazio di dialogo possibile coi cittadini? Ci sono elettori che possono essere interessati a questa offerta politica?

Per me è difficile fare un’analisi obiettiva, dato che sono evidentemente “partigiano”, anche nella mia analisi, nel senso che sono un super-simpatizzante dell’operazione montiana e quindi mi viene difficile giudicarla con parametri puramente analitici.
Credo, comunque, che lo spazio ci sia, e che non sia uno spazio puramente “geometrico”. Di fronte a una destra che si polverizza e a una sinistra che si rinchiude, è chiaro che, anche semplicemente dal punto di vista geometrico, c’è uno spazio che si apre e un elettorato potenziale che potrebbe essere disponibile a nuove forme di rappresentanza politica; ma io parlo in termini anche molto più sostanziali, cioè, esiste una domanda di politica, che è essenzialmente domanda di innovazione e di governo, che la stragrande maggioranza delle forze politiche non intercetta.

L’astensionismo non va considerato semplicemente un bacino in cui pescare, ma è già di per sé indice di un’offerta politica inefficiente; non è necessariamente disincantato o cinico rispetto alle cose della politica, ma è un astensionismo “attivo”, che non riconosce un’offerta politica coerente con le proprie aspettative. Da questo punto di vista, secondo me, la posizione di Monti (che l’ha scritto molto bene nei documenti pubblicati sul suo sito) non è una proposta centrista, non è una proposta equidistante o “equivicina”, non sta “in mezzo” tra gli uni e gli altri, ma prova a stare, letteralmente, da un’altra parte, fuori da una logica insterilita e inefficiente e invece dentro la realtà, che ha altre caratteristiche.
Quindi, io da questo punto di vista sono abbastanza fiducioso; vedo anche, però, che tutti gli “impicci” e i problemi legati alla costruzione materiale della formazione montiana avranno determinati costi. Secondo me questo modo in cui si andrà alle elezioni per la Camera non darà nessun vantaggio, ma creerà solo degli svantaggi e dei problemi; auspico, comunque, che l’offerta montiana sia talmente forte da riuscire, diciamo, a “tirare una carretta” che si presenta a questa competizione elettorale in condizioni tutt’altro che perfette.


Autore: Alessandro Caforio

Nato nel 1972, giornalista professionista, progettista, autore ed editore multimediale. E’ stato dirigente politico di Radicali italiani e Presidente dell’Associazione Antiproibizionisti.it. Si occupa di web dal 1997. Ha curato l’allestimento di Libertiamo.it. Ammazza il tempo (e viceversa) facendo il redattore a Radio Radicale: nessuno è perfetto.

3 Responses to “La coalizione montiana: una good company e due liste “tradizionali”. Intervista a Carmelo Palma”

  1. lodovico scrive:

    La politica non smetterà di stupirci: due bad company, una sola era insufficiente per creare fini casini.

  2. Piccolapatria scrive:

    Ci vedremo a Filippi?

  3. Andrea B. scrive:

    Occhio che Pierfurby (Casini), in tema di alleanze, poltrone, seggi, mosse politico-strategiche, vi mangia a colazione a voi altri “monti-entusiasti” …
    Ma una bella conferenza stampa con la Casini-Fini-Monti seduti allo stesso tavolo (con Montezemolo a passare i fogli, portare l’acqua minerale etc etc ) quando faranno la grazia di farcela vedere ?
    Sarebbe uno spettacolo da ricordare …

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