L’agenda morale del cattolico Monti non sposa l’oltranzismo bioetico

– Il promemoria politico montiano pubblicato qualche ora prima di Capodanno sul sito ufficiale del “partito-agenda” merita un approfondimento speciale. E ci riserviamo di farlo, su Libertiamo, nelle prossime settimane, che vedranno Monti protagonista sui generis della campagna elettorale.

Tra gli item che il manifesto appunta – il radicalismo programmatico, il rifiuto della connotazione tradizionalmente centrista, lo scavalcamento dell’alternativa destra-sinistra come forma obbligata della dialettica politica….– c’è anche una “laicità metodologica” molto lontana da quella che in teoria spetterebbe rivendicare ad un leader cattolico che gode dell’appoggio ufficiale dell’episcopato italiano (con qualche eccezione) e vanta una constituency politicamente radicata in alcune delle più significative organizzazioni del laicato cattolico.

“La nuova formazione politica – si legge su agenda-monti.it – unisce intorno a un programma impegnativo per la crescita del Paese persone di buona volontà, credenti e non credenti, impegnate ciascuna con la propria cultura e competenza specifica a far maturare un più alto livello di etica pubblica condivisa. Laddove, su singole questioni di rilievo etico, si determinassero diversità di valutazione, ci si impegnerà a cercare insieme la soluzione più coerente con i valori della Costituzione, nella comune promozione della dignità della persona, ferma restando la libertà di coscienza.”

Si dirà che queste parole sono molto generiche e lasciamo spazio ad interpretazioni divergenti.
E’ vero, ma è anche vero che sono parole non richieste e alla fine “inopportune” e dunque utilissime a chiarire le disponibilità e le indisponibilità nei confronti di un mondo cattolico ufficiale che, nell’era berlusconiana, si è mostrato molto esigente sulle questioni di schieramento e molto negligente su quelle di comportamento.

Mi pare evidente che nella logica montiana le questioni dell’etica pubblica, cioè dei valori comuni necessari alla coesione civile del Paese, non attengano solo alla materia biopolitica – o, al più, della morale sessuale e familiare – ed escano dalla trappola della “non negoziabilità”. Il riconoscimento di un irriducibile pluralismo etico-culturale è il presupposto del negoziato, la giustificazione della sua necessità e la garanzia della sua misura.

Proprio sulle questioni prime e ultime (a partire da quelle legate all’inizio e al fine vita) si deve negoziare, perché la sproporzione tra la dimensione personale dell’esperienza morale e quella pubblica della legge non è una censurabile inefficienza regolatoria, cui rimediare con una legge più organicamente direttiva, ma un limite, per così dire, costituzionale alla pretesa giuridica dello Stato.

La radicale “bioeticizzazione” delle questioni dell’etica pubblica ha invece disarmato la politica di fronte alle sfide etiche più significative – quelle che, con linguaggio ottocentesco, potremmo dire legate al “carattere morale” degli italiani: l’onestà, la spirito di cooperazione, la lealtà, la responsabilità, l’impegno per il bene comune …– affrontate invece con relativistica condiscendenza. Sul terreno dell’etica pubblica l’Italia arretra, anche perché i temi morali politicamente sensibili si sono ridotti esclusivamente alle questioni dell’etica medica e scientifica e del diritto di famiglia. In questo, non è detto che il “cattolico Berlusconi” sia più la causa o l’effetto di questa tendenza di fondo.

Monti, cui converrebbe tenersi alla larga da un tema che, per usare una vecchia espressione, “non sta nel programma”, sembra invece programmaticamente affermare una “risorgimentale” prevalenza delle virtù civili sui valori non negoziabili. L’agenda morale del cattolico Monti non sposa l’oltranzismo bioetico.


Autore: Riccardo Lo Monaco

Ha studiato giurisprudenza presso l'Università degli Studi di Cagliari. Liberale e libertario, attivo nel campo della tutela ambientale, della libertà religiosa e dei diritti civili. E' tra i promotori di ZeroPositivo.

One Response to “L’agenda morale del cattolico Monti non sposa l’oltranzismo bioetico”

  1. PIO scrive:

    Caro Carmelo
    Vorrei crederti. A me sembra ancora più clericale di quanto sembra.
    Quello che sembra è demagogia.
    Non ci sono più i governi laici di Moro, De Gasperi e anche di Scalfaro.

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