Buon anno elettorale, col fiscal compact

di LUCIO SCUDIERO – Ieri è entrato in vigore il Fiscal Compact. Buon anno.

Ieri sono entrate in vigore le nuove regole pensionistiche. Buon anno.

Ieri è entrato in vigore il Medio Periodo, che ha abrogato il previgente regime di rappresentanza politica a spese dei nascituri. Buon anno anche a questi ultimi.

Alla fine del governo dei “tecnici”, l’Italia è tornata al centro d’Europa da paese negoziatore. A patto di pagare le cambiali in bianco firmate da quello precedente. Ad aprile il Parlamento ha approvato, senza colpo ferire, l’introduzione del pareggio di bilancio in Costituzione. Lo ha fatto a maggioranza dei due terzi. Insomma, anche coi voti di Berlusconi, che oggi sbraita fesserie contro un complotto che, se ci fosse stato, sarebbe stato ordito dalla sua ignavia ed eseguito dalla sua condiscendenza impotente. Pochi giorni fa, in limine di legislatura, il Senato, sempre coi voti di Berlusconi, ha completato l’opera con la legge che gli dà esecuzione. Ricordatevene, il 24 febbraio è vicino.

Comunque si voti, fra un mese e mezzo, non si potrà prescindere dai vincoli europei, ora scolpiti col fuoco nella nostra Carta fondamentale. E chiunque dica il contrario, o non dica come voglia starci dentro, va ritenuto nè più nè meno che unfit to lead Italy, per citare l’Economist di qualche anno fa.

Al di là del livello di consenso che raccoglierà, la “salita” in campo di Mario Monti ha comunque imposto il tema di quale ruolo, e a partire da quale proposta di governo, l’Italia coprirà nella cronaca dell’integrazione europea del 2013, anno in cui pure i tedeschi torneranno alle urne. Facciamogli fare i conti con un Paese più serio, forte e unito di quello che gli farebbe comodo agitare come spauracchio in campagna elettorale.


Autore: Lucio Scudiero

Classe 1986, è laureato in Giurisprudenza presso l’Università Federico II di Napoli. Quando non scrive nè edita bozze altrui studia a un master di diritto europeo, in attesa di potersi dedicare alla storia moderna, alla musica e ai classici della letteratura. E' incidentalmente caporedattore di Libertiamo.it.

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