Una scienziata libera lascia un’Italia bigotta, addormentata nel sonno dogmatico

di CARMELO PALMA – Rita Levi Moltalcini non è purtroppo vissuta abbastanza a lungo per vedere l’Italia liberata dalla dittatura del fanatismo bioetico. Come Renato Dulbecco, suo compagno dei corsi alla scuola torinese di Giuseppe Levi, ha visto l’Italia addormentarsi nel sonno dogmatico dei “valori non negoziabili” e riconoscere ad una politica ignorante e proterva la pretesa di dettare i principi dell’etica scientifica sui temi sensibili e liminali dell’inizio e del fine vita.

Ha visto l’Italia credere al trade off  tra razionalità morale e razionalità scientifica e alla necessità di stabilire quale tra le due dovesse “comandare”, come se la storia europea non dimostrasse da secoli che l’ideale umanistico e quello scientifico si implicano secondo un rapporto culturalmente più profondo di quello tra i fini e i mezzi e che l’idea di una scienza disanimata e di una sapienza animata da un’idea più “vera” dell’umano è invece intrinsecamente totalitaria.

Il rischio politico della scienza è il vero problema bioetico della società contemporanea. Non è il rischio scientifico – quello di una scienza manipolatoria che si avvicina pericolosamente al codice sorgente della vita biologica – a rappresentare un problema politico. Il nazismo non nasce nei laboratori dello sterminio, ma nella razionalità “superiore” dello stato etico.

L’ebrea torinese scampata alla Shoah – che forse aveva un’intonazione un po’ troppo laica e positivistica per piacere davvero in un paese in cui i “valori” sono sempre monopolio dei preti, con la tonaca o no – aveva ben chiaro che la responsabilità morale degli scienziati è legata al rapporto reale con il potere politico, non al rischio potenziale connesso alle loro scoperte.  Si può comprendere con quanto dispetto abbia dovuto accettare che in Italia la “soluzione” ai dilemmi bioetici passasse dalla politicizzazione bigotta dell’attività scientifica e del suo statuto morale.

Twitter: @carmelopalma


Autore: Carmelo Palma

Torinese, 44 anni, laureato in filosofia. E' stato dirigente radicale, consigliere comunale di Torino e regionale del Piemonte. Direttore dell’Associazione Libertiamo e della testata libertiamo.it. Gli piace fare politica, non sempre gli riesce.

3 Responses to “Una scienziata libera lascia un’Italia bigotta, addormentata nel sonno dogmatico”

  1. Roberto scrive:

    Quanto ha guadagnato nella sua lunga vita, come SENATORE A VITA?

  2. lodovico scrive:

    Condivido la sua posizione: tutti i valori sono negoziabili ed anche i limiti posti dalla Costituzione sono anacronistici: troppi i limiti posti dallo stato o dalle associazioni “cosidette umanitarie” circa la sperimentazione sugli animali o sugli esseri umani. I filosofi devono aiutarci a superare lo statuto morale dell’attività scientifica.Oh no?

  3. step scrive:

    Non lo dico im modo sarcastico, anzi, lo dico senza alcuna polemica, ma continuo a non capire perché quelli di Libertiamo non ritornano con i radicali, magari nell’alveo del PD. Se le idee sono queste, progressiste-conformiste, totalmente succubi del politically correct (questo sì che è dogmatico, altro che i valori non negoziabili…), si prenda atto finalmente della cosa e si confluisca in un soggetto politico consono. Cosa c’entra un libertario con il social-nazionale Fini o con il cattolico conservatore Monti? Gli amici di Libertiamo dovrebbero chiarire molte cose, soprattutto con sé stessi (alla fine è con la propria coscienza che si fanno i conti, l’elettore, dopo varie delusioni, non vi segue più e pace).

    Annaspare e galleggiare da anni, cercando di coniugare le cose culturalmente più disparate – peraltro in nome di un malinteso libertarismo, e cioè in nome di un liberalismo molto soft, Coca-Cola Style, impregnato di buonismo e moralismo – è più faticoso che altro, e sinceramente non se ne comprende l’utilità. Dal guru Pannella al populista Berlusconi, dal post-fascista Fini al cattolico conservatore Monti, con una puntatina presso il democristiano Casini. La prossima fermata quale sarà?

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