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Apple, Samsung e gli altri, scenari di Webia per il 2013

– Il 2013 si preannuncia un anno interessante, nel quale la lotta fra i grandi player nel mercato delle nuove tecnologie si amplierà a nuovi ambiti. Gli occhi sono innanzitutto puntati sul probabile lancio della iTV, la nuova televisione di Apple in collaborazione con la giapponese Sharp. Tim Cook ha definito il mercato dei televisori “un’area di estremo interesse” per la sua compagnia, che affronta previsioni di crescita meno positive rispetto agli anni precedenti, anche se comunque più che degne (+24%).

Per la prima volta, Cupertino potrebbe essere però costretta a rincorrere i suoi avversari – in particolar modo Samsung, che ha acquisito la leadership sia sul mercato degli smartphone (28% delle vendite contro il 20% di Apple), che su quello dei cellulari. I coreani hanno interrotto il dominio di Nokia già nel secondo trimestre di quest’anno, chiudendo il 2012 con il 29% delle vendite contro il 24% dei finlandesi.

È forse per questo motivo che l’azienda di Tim Cook ha deciso di sfidare il colosso coreano sul suo territorio, nell’anno in cui quest’ultima vede avvicinarsi il passaggio di consegne fra l’anziano presidente Lee Kun-hee (70 anni) e suo figlio Lee Jae-yong, diventato vicepresidente a 44 anni. La sensazione è che, tuttavia, ci vorrà tempo prima che lo scontro sui televisori entri nel vivo e che, per quel tempo, Samsung avrà già consolidato la leadership sui telefonini con il lancio già programmato del Galaxy S4.

Sebbene esistano già tablet e portatili a marchio Google e nonostante si vociferi da tempo in tal senso, resta ancora poco probabile l’ingresso dell’azienda di Mountain View nella telefonia mobile. I principali interessi per il 2013 sembrano essere altri, primo fra tutti consolidare Android come piattaforma di sviluppo per le app. I programmatori continuano a preferire iOS come “prima scelta”, soprattutto a causa dell’eccessivo frazionamento delle distribuzioni Android.

Altro aspetto importante sarà il miglioramento degli algoritmi di ricerca (e dunque il consolidamento della raccolta pubblicitaria a essi collegata): in questo senso si spiega l’assunzione di Ray Kurzweil, uno dei più famosi esperti di intelligenza artificiale. Nel frattempo, il rischio di uno scontro fra Google e l’antitrust europea si è notevolmente ridotto, anzi c’è la speranza di giungere a un accordo definitivo entro qualche mese.

Il prossimo anno sarà anche l’anno della verità per Microsoft e per il suo amministratore delegato Steve Ballmer: nei tredici anni in cui è stato in carica, il titolo ha perso l’85% del suo valore e il principale mercato di riferimento per la compagnia, quello dei PC, quest’anno è entrato in crisi. Per questo, il destino dell’azienda fondata da Bill Gates dipende dal successo di Windows 8, il primo sistema operativo di Redmond pensato con una interfaccia touch.

I primi dati di vendita, tuttavia, non sono lusinghieri, al pari di quelli di Surface, prodotto a metà fra portatile e tablet. L’obbiettivo di Ballmer è convincere le aziende ad adottare tutto l’ecosistema Microsoft (dai PC ai tablet e agli smartphone che girano su Windows Mobile, come quelli della Nokia), ma la crescita esponenziale di Android ha più volte dimostrato come questo sia un sogno sempre meno realizzabile. Inoltre, la tendenza delle aziende è quella di lasciare sempre più liberi i propri dipendenti di usare i dispositivi preferiti anche sul posto di lavoro.

Chiudiamo con Facebook: l’azienda fondata da Mark Zuckerberg anche l’anno prossimo dipenderà in larghissima parte dalla pubblicità, ma le prospettive sono più rosee rispetto a quest’anno. Esattamente come per Google, tablet e smartphone saranno i principali mezzi di raccolta, ma saranno gli accordi con le grandi aziende a risultare determinanti. Così come il disimpegno di General Motors ha sancito il crollo del titolo in borsa (anche se noi abbiamo sostenuto ci fossero altri motivi di fondo), gli investimenti pubblicitari di Wal-Mart e Samsung hanno rivitalizzato le prospettive di “Big F”.

Il vero punto di svolta potrebbe però venire da Gift, l’applicazione con cui gli utenti possono scambiarsi doni: finora è stata disponibile solo negli Stati Uniti, ma nel 2013 altri Paesi potranno usufruirne. Tutto dipenderà da quanto Facebook riuscirà a trasformarsi – come già abbiamo detto – da un semplice social network in una piattaforma capace di produrre servizi premianti a livello economico.

Questo, in sintesi, quanto ci aspetterà il prossimo anno. Nessuno degli attori in campo sarà in grado di sferrare un colpo decisivo, non ci sono all’orizzonte colpi di scena o ribaltamenti di fronte clamorosi, anche se la traiettoria sembra essere già tracciata (e sembra essere favorevole soprattutto per Samsung).


Autore: Luca Martinelli

Nato nel 1985 a Benevento, laureato triennale a Roma Tre e magistrale alla LUISS in Scienze Politiche, scrive da quando ha 16 anni e mezzo. Dopo anni passati a far gavetta e studiare, è diventato un giornalista pubblicista freelance. Siccome non ama starsene con le mani in mano, nel suo tempo libero è anche utente di Wikipedia in italiano da più di sette anni.

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