Disponibile a tutto, ma non a tutte le condizioni. La vera sfida di Monti è ai montiani

di CARMELO PALMA – Se le parole pronunciate ieri dal Presidente del Consiglio sembrano enigmatiche e appare ancora irrisolta la questione del suo impegno diretto nella prossima competizione elettorale (sebbene manchino poco più di tre settimane alla presentazione delle candidature), ciò si deve ad una ambiguità che Monti sapientemente coltiva per tirare il filo della sua strategia “di Palazzo” o all’obiettiva incertezza delle condizioni che renderebbero possibile (e politicamente profittevole) la sua “salita” in campo?

Monti usa un registro perifrastico e anti-retorico molto particolare, che fa andare in bestia quanti si fanno vanto di parlare come mangiano (e di mangiare come parlano) ma assai lontano dall’insignificanza dalla “neo-lingua” dorotea (il dire per non dire) e dalla dolorosa e illusionistica densità di quella morotea, con le sue parallele che miracolosamente convergono e le sue metafore indecifrabili, che appaiono sempre (non solo nel carcere brigatista) alle prese con una verità urgente e inconfessabile.

Monti parla invece in modo schietto e decisamente didascalico.
Parla non per intendere quel che non può dire, ma per essere inteso in quello che dice. Parla in un modo un po’ impuntato e monocorde, che non trascina, ma non confonde, che non sorprende, ma non imbroglia. Il paradosso è che in una politica naturalmente pirandelliana, come quella italiana, in cui nulla è come appare e tutto è o non è, a seconda di come pare debba essere o non essere, tutti si ostinano a diffidare di una rappresentazione politica puntigliosamente anti-pirandelliana.

Dunque ieri Monti ha detto cose chiare a guardarle da “davanti” (come ha fatto chi le ha capite) e incomprensibili a guardarle da “dietro” (come si ostina a fare chi non le vuole capire). Ricapitoliamole.

1. Monti è disponibile a tutto, ma non a tutte le condizioni. È disponibile a candidarsi a premier, a fare la campagna elettorale, a mettere ai voti la sua agenda e a mettere in gioco una posizione solida e rispettata – da riserva della Repubblica, da candidabile a tutto – per preservare la quale non dovrebbe invece fare “strettamente nulla”.

2. Monti non è interessato ad un centro tattico e “interstiziale”, equidistante e equivicino, minoritario per necessità e per convenienza e circoscritto al perimetro delle forze politiche e civili che fino a ieri si contendevano la sua denominazione d’origine.

3. Per rendere credibile e competitivo un progetto politico abbastanza spericolato e quasi interamente affidato al consenso personale del premier, Monti ritiene essenziale disarticolare un quadro politico che imprigiona, a destra come a sinistra, personalità e intelligenze riformiste nella trappola del “gioco bipolare”. Alla forze politiche montiane il premier non chiede quindi di accettare la sua agenda (cosa facile), ma un impegno per allargare il campo e il sostegno alla sua leadership (cosa molto difficile, perché tutti si erano fatti i loro comprensibili conti e sono costretti ora a ripensare la forma e la sostanza della compagine, che dovrebbe sostenere la leadership del premier).

4. La partita della prossima legislatura si giocherà nel rapporto con Bersani. La partita elettorale si giocherà però nella competizione con il Pd. Berlusconi è fuori dai giochi, la gran parte del suo elettorato può tornare in gioco (e al voto) se incrocia un’offerta politica coerente con le ragioni per cui era stato berlusconiano e per cui non lo è più (né può tornare ad esserlo, tra le macerie del berlusconismo terminale).

Cosa ci sarebbe di ambiguo in questo discorso?


Autore: Carmelo Palma

Torinese, 44 anni, laureato in filosofia. E' stato dirigente radicale, consigliere comunale di Torino e regionale del Piemonte. Direttore dell’Associazione Libertiamo e della testata libertiamo.it. Gli piace fare politica, non sempre gli riesce.

One Response to “Disponibile a tutto, ma non a tutte le condizioni. La vera sfida di Monti è ai montiani”

  1. Piccolapatria scrive:

    Tutto chiaro dentro e oltre le parole! I giochi sono già fatti…tutto il resto ( il voto) è “nuvola”…

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