Non è l’Europa a interferire, è la politica europea che chiede all’Italia di non trascinare tutti nel baratro

di PIERCAMILLO FALASCA – Non ci sono governi stranieri vogliosi di interferire nelle elezioni italiane. C’è la politica europea, sempre più interdipendente come la società e l’economia. Le scelte elettorali degli italiani, dei greci, degli olandesi o dei tedeschi influenzano la vita e la prosperità di un intero continente: qualcuno può davvero obiettare alcunché alla libertà delle forze politiche europee di esprimersi liberamente nel dibattito elettorale dei singoli paesi membri?

C’è chi ieri ha scomodato il Risorgimento e le guerre d’Indipendenza, pur di fare ammuina ed eludere la domanda che l’intera classe politica italiana dovrebbe farsi: perché abbiamo guardato con apprensione alle elezioni greche, auspicando la vittoria delle forze relativamente più responsabili, e non accettiamo che lo stesso avvenga in casa nostra? Perde la propria sovranità chi si condanna a dipendere dal proprio debito pubblico, non chi prova a ritrovare stabilità finanziaria e responsabilità fiscale.

Il Ppe sollecita Mario Monti a “farsi” leader e in un certo senso fondatore di un’area politica che in Italia possa legittimamente ancorarsi ai valori del popolarismo europeo e della liberaldemocrazia. Il corollario è che oggi nessuna delle forze politiche della Seconda Repubblica può ormai rivendicare questo ruolo, certamente non il PdL berlusconiano.

Dopo decenni passati a far la gara a chi era più europeista, oggi gli italiani scoprono quanto impegnativo sia l’adesione ad un “patto di sangue” come l’unione monetaria: nei tempi di grassa, abbiamo allegramente sperperato il risparmio sui tassi d’interesse che l’euro ha permesso all’Italia; nei tempi di magra, paghiamo le mancate riforme strutturali di un’economia che non ha saputo sostituire l’arma delle svalutazioni competitive con quelle dell’innovazione continua e della valorizzazione del capitale umano. Siamo il malato d’Europa, possiamo contagiare chiunque, siamo troppo grandi per fallire, ma anche troppo grandi per essere salvati. Pensiamo davvero di cavarcela con il petto gonfio e il motto “Non passa lo straniero”? Altro che intromissione negli affari interni, è il Vecchio Continente a preoccuparsi che i nostri guasti non s’intromettano nelle loro vite e nelle loro economie.

Postilla.  Molti di quanti oggi insinuano strambi complotti stranieri ai danni dell’Italia, ieri lamentavano l’Europa troppo schiacciata sull’economia e poco “politica”. Eccovi la politica.


Autore: Piercamillo Falasca

Vicepresidente di Libertiamo. Nato a Sarno nel 1980, si è laureato in Economia alla Bocconi e ha frequentato il Master in Parlamento e Politiche Pubbliche della Luiss. E' fellow dell’Istituto Bruno Leoni. Ha scritto, con Carlo Lottieri, "Come il federalismo può salvare il Mezzogiorno" (2008, Rubbettino) ed ha curato "Dopo! - Ricette per il dopo crisi" (2009, IBL Libri). Ha scritto anche, nel 2011, "Terroni 2.0", edito sempre da Rubbettino.

One Response to “Non è l’Europa a interferire, è la politica europea che chiede all’Italia di non trascinare tutti nel baratro”

  1. lodovico scrive:

    E’stata ai suoi tempi la Russia o sono stati i paesi satelliti a provocare il fallimento del sistema universale sovietico? e la stessa domanda potrebbe esser posta per la caduta dell’Impero Romano e per tanti altri casi avvenuti nei tempi.Giudicare il presente è sempre difficile e la politica dovrebbe aiutarci per il futuro ma non so se l’Europa ha una ricetta giusta per tante situazioni diverse.

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