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La mediazione obbligatoria è conforme al diritto Ue e può tornare, dice la Consulta

– Il deposito del testo completo della sentenza della Corte Costituzionale sull’istituto della mediazione civile e commerciale pregiudiziale obbligatoria non può non suscitare alcuni commenti a prima lettura, col deliberato (ed auspicabilmente raggiunto) obiettivo di far chiarezza circa la portata e le conseguenze della pronuncia medesima sull’assetto normativo attuale.

Le questioni di costituzionalità sollevate dai giudici remittenti vertevano, per quanto ora interessa, su due presunte censure di contrasto tra il Decreto Legislativo 28/2010, contenente le disposizioni di regolamentazione dell’istituto mediatizio, e la Carta Costituzionale.

Anzitutto, è stato ritenuto che l’articolo 5 del Decreto Legislativo de quo fosse – nella sua previsione dell’obbligo pregiudiziale di esperimento della mediazione in alcune tipologie di controversia civile e commerciale – lesivo del diritto, consacrato nell’articolo 24 della Carta Costituzionale, del cittadino di accesso alla giustizia in quanto foriero di ritardi di esercizio e pertanto ponesse alcuni cittadini, trovatisi ad esser parti di tali forme di contenzioso, svantaggiati rispetto ad altri versanti in situazioni apparentemente diverse (in ragione del tipo di lite instaurata) ma sostanzialmente eguali, con violazione del precetto fondamentale di eguaglianza ex articolo 3 della stessa Costituzione.

Tale argomentazione non ha trovato ingresso nella decisione finale della Consulta, che ha dichiarato – pervero per ragioni meramente rituali – inammissibili le afferenti questioni.

La Corte Costituzionale, tuttavia, in via di obiter dictum, ha ravvisato che la Direttiva 2008/52/CE – da cui è promanata la recettiva legge delega 69/2009, prodromica al Decreto Legislativo 28/2010 – non osta ad un recepimento, ad opera del legislatore nazionale di qualsiasi Stato membro dell’Unione Europea, creativo di un modello domestico di mediazione delle liti civili e commerciali formalmente o sostanzialmente (in quanto munito di incentivi per il suo esperimento ovvero sanzioni per la sua mancata attivazione) obbligatoria.

Ed all’uopo ha richiamato la Consulta la sentenza emanata dalla sezione quarta della Corte di Giustizia dell’Unione Europea in data 18 marzo 2010 nelle cause riunite da C-317/08 a C-320/08, attraverso cui la Curia comunitaria mandò scevro da rilievi il sistema della conciliazione obbligatoria pregiudiziale nelle controversie tra operatori ed esercenti di servizi di telecomunicazione di cui all’articolo 34 della Direttiva 2002/22/CE.

In secundis è stato supposto che la citata legge 69/2009 avesse recepito la Direttiva 2008/52/CE senza tracciare uno schema di mediazione pregiudiziale obbligatoria e che, dunque, il Governo, nel processo nomopoietico di attuazione del medesimo atto di delega, avesse esorbitato dalle indicazioni del legislatore delegante, dando adito alla violazione dell’articolo 77 della Carta Costituzionale.

Orbene, tale vizio procedimentale è stato riconosciuto come sussistente ed ha determinato la caducazione dell’intero sistema della mediazione obbligatoria pregiudiziale, lasciando intatto l’istituto nella sua connotazione facoltativa.

Ma, nel merito, la mediazione pregiudiziale obbligatoria è salva.

Occorre quindi, adesso, reintrodurre tale istituto con legge ordinaria a sé stante.

Gli addetti al lavoro sono, appunto, già al lavoro.


Autore: Mario Tocci

Nato nel 1979, è avvocato in Cosenza. Autore di pubblicazioni di carattere giuridico, è dottore di ricerca in “Impresa, Stato e Mercato” presso l’Università Statale degli Studi della Calabria e già membro del Consiglio Esecutivo Nazionale dell’Associazione degli Avvocati Giusconsumeristi Italiani.

43 Responses to “La mediazione obbligatoria è conforme al diritto Ue e può tornare, dice la Consulta”

  1. Alberto scrive:

    Anch’io ho sentito parlare della possibilità, ragionevole e – alla luce della sentenza della Corte – assolutamente giustificata, della reintroduzione dell’istituto con legge ordinaria.
    La mia domanda è la seguente: anche a causa dell’attuale crisi di governo e dell’imminenza delle prossime elezioni politiche, quali potrebbero essere i tempi entro i quali questa nuova legge sulla “mediazione” potrà essere emanata?

    E’ importante avere un’idea sui tempi perchè l’istituto al momento risulta “congelato” e in rapporto ad esso, sono stati spesi milioni di euro. Gli operatori del settore si attendono quindi una risposta in tempi relativamente rapidi.

    Alberto

  2. Mario Tocci scrive:

    E’ ragionevole confidare che tutto avvenga a breve

  3. Matteo Gallo scrive:

    Caro Mario speriamo che sia come dici tu.
    Se il governo cade la vedi dura…

  4. Sergio scrive:

    Gent. Avvocato Tocci.
    Da quanto ho appreso, pare che il tentativo di reintrodurre la mediazione obbligatoria (con emendamenti varic..) sia stato definitivamente abbandonato per alcune materie tra le quali le controversie ereditarie. E’ vero? Se è così quindi oltre alla conciliazione bonaria non resta che il tribunale?

  5. Andy scrive:

    Bravissimi … peer favorire le societ’ di capitali che si improvvisano giuristi o simili …. FLI 1,5% secondo gli ultimi sondaggi uuna ragione ci sara …. continuate a difendere la mediazione Alfaniana …..

  6. Andy scrive:

    Far passare questa sentenza come favorevole alla mediazione e quanto di piu acrobatico si possa immaginare complimneti

  7. Ettore scrive:

    Andy, far passare questa sentenza come NON favorevole alla mediazione, adducendo peraltro elementi di tipo politico – come sta facendo Lei – dimostra due cose: che Lei non ha capito gli aspetti sostanziali della sentenza in oggetto e che Lei probabilmente è il solito avvocato poco avveduto che – dalla futura reintegrazione dell’obbligatorietà dell’istituto – teme danni economici per mancate parcelle……

    E sottolineo che è ridicolo addurre – come Lei ha fatto – fattori
    politici per argomentare contro l’istituto..
    Se Lei fa l’avvocato, penso che a questo mestiere ci sono alternative per Lei più adatte..

  8. Andy scrive:

    Non temo affatto la sua reintroduzione … La sentenza della Corte l’ho letta benissimo e mi dà sufficente tranquillità… Non mi piace quando si scade sul piano personale e non mi abbasserò a scenderci pure io! … Voi mediatori quando non sapete più cosa controbattere offendete sempre .. alla faccia della mediazione!!!!
    Si legga l’ultima parte della sentenza laddove argomenta che l’obbligatorietà non è di per SE’ insita nella mediazione ( obbligati a mediare.. un controsenso più grande di questo.. e a rinunciare ai propri sacrosanti diritti!) come poteva essere diversa la sentenza?

  9. andy scrive:

    Guardi che la mediazione era di per sè fallita sentenza o non sentenza..non scendo sul piano personale come ha fatto Lei e non mi abbasso a rispondere alle sue offese Del resto voi mediatori quando non avete argomenti preferite aggredire l’interlocutore, colpevole soltanto di non pensarla come Voi.alla faccia della mediazione mi spiace ma devo mio malgrado rilevare che pima ancora di mediare si deve imparare ad avere RISPETTO delle opinioni altrui.posso però capire l’irritazione che si ha quando si riceve una sentenza così diversa da come ci si aspettava..tanto che non potendo criticare la Corte Costituzionale.ci si sforza davvero arrampicandosi sugli specchi di far passare come favorevole qulacosa che DECISAMENTE non lo è. Lei dice che i miei argomenti sono di natura politica e allora… il diritto è prodotto dalla politica e questo è il sito di una associazione politica peraltro rappresentata in Parlamento o sbaglio?? Se poi vogliamo limitarci al piano strettamente tecnico si rilegga l’ultima parte della sentenza laddove argomenta che la mediazione è di per estranea al meccanismo della obbligatporietà … La corte si e limitata all’eccesso di delega giudiucando questo motivo assorbente.. gli altro motivi non sono stati esaminati e potranno essere all’occorrenza riproposti .ma ripeto in mediazione e questo lo dico per espoerienza non si presentava mai nessuno .. Avvocati o non Avvocati Corte o non Corte…i soldi sì quelli però si pagavano inutilmente e ame toccava speiagre e giustificare con il cliente un esborso di denaro per me incomprensibile ed è per questo che snon felicissimo dell’abrogazione dell’obbligatorietà

  10. andy scrive:

    Un’ultima considerazione: non ho niente ovviamente contro la mediazone facoltativa anche incentivataSe esercitare i propri diritti tramite azione legale non è obbligatorio, perchè doverebbero esserlo le mediazioni? non lo capisco pro,prio mi dispiace, soprattutto detto da dei liberali. Forse ,non so, si vuol privatizzare la giustizia Se così fosse si dovrebbe parlare più correttamente non di Liberalesimo, ma di Liberismo e di privatizzazioni… ma faccio riflettere chi legge sui danni e guai che queste due ideologie hanno già portato a tutti

  11. Andy scrive:

    P.s. sufficiente mancava la i …. altrimenti riscadiamo di sicuro sul personale…

  12. Ettore scrive:

    Alla luce di quanto letto sopra, mi trovo costretto a demolire quanto da Lei scritto – che invero sta facendo della mera disinformazione sull’istituto – sulla base dei motivi seguenti:
    – anzitutto non si è andati sul piano personale poichè io non la conosco, non so chi è Lei e quali sono le sue idee e neanche voglio saperlo, mi limito esclusivamente a rispondere a quanto letto nelle risposte;
    – continuo a sottolineare come Lei non abbia compreso il senso profondo o la ratio della sentenza della Consulta che – sottolineo – noi tutti operatori e non della mediazione, apprezziamo perchè assolutamente coerente e degna di un tale organo; la sentenza in oggetto infatti ritiene assorbente il vizio di forma e fa convergere tutte le argomentazioni su di esso, da ciò conseguendone implicitamente la assoluta e chiara conformità della mediazione, anche quand’anche disciplinata come obbligatoria, ai principi e articoli della Costituzione Italiana vigente. A questo proposito le interpretazioni che se ne possono leggere (anche sul web) si schierano tutte favorevolmente rispetto ad una nuova disciplina della mediazione e alla reintroduzione dell’obbligatorietà;
    – chi si sta abbassando di livello nel discorso è Lei e non io, in quanto sostiene le sue (dubbie) argomentazioni sul mero piano politico; e, se proprio vogliamo argomentare politicamente, mi trovo costretto ad aggiungere che, anche sul piano politico, la mediazione (obbligatoria) trova ottime basi in quanto:
    1) si colloca coerentemente su un piano di ampia riforma della Giustizia (si veda a questo proposito la recente riforma della materia condominiale);
    2) cosa c’entrano gli ambienti alfaniani, il FLI o un qualche partito della sinistra? vero è che tra poco ci sono le elezioni, ma nulla autorizza Lei – ora come ora – a sostenere che il futuro della mediazione dipenda da uno o da un altro partito o formazione politica; anzi, tutti i partiti (sia di destra che di sinistra) ormai sono consapevoli della necessità di cambiare e di riformare e allontarsi definitivamente dal bieco conservatorismo, e questa necessità ovviamente tocca anche il pianeta giustizia;
    3) sempre sul piano politico, sottolineo come le principali associazioni e/o ordini professionali (salvo la sempre più sparuta minoranza degli avvocati detrattori, facenti capo ad alcuni vertici dell’ordine, ma non tutti) insieme al mondo dell’impresa in generale hanno più volte espresso pubblicamente il loro favore verso questo istituto, avendone capito i vantaggi in termini economici e di tempo;
    – un ultima considerazione: il fatto che nella sua esperienza professionale non si presentasse mai nessuno alle sedute di mediazione, rientra esclusivamente nella sua esperienza professionale; in quanto potrei citarLe di tantissime mediazioni con adesione se non con accordo (mancanza di tempo e spazio non me lo consentono). Perciò questa sua “argomentazione” è assolutamente parziale e non veritiera. Il fatto poi che Lei affermi come la mediazione sia fallita prima della sentenza della Consulta, è un pessimo esempio di disinformazione ed un’offesa verso enti di mediazione e mediatori che hanno operato con successo nel campo, ma soprattutto è un’offesa verso le migliaia di cittadini che con la mediazione e il successivo accordo, hanno trovato una soluzione senza doversi recare in Tribunale, spendendo molto tempo e molto denaro.

    Ovviamente, quanto scritto sopra valga come risposta non solo a Lei, ma a tutti i detrattori (interessati) dell’istituto che ormai usano anche il subdolo mezzo della disinformazione (se non dell’ignoranza) pur di non consentire la diffusione dell’istituto.

  13. Andy scrive:

    Rispondo brevemente:
    Se la sentenza della Corte La rende felice, devo ripeterle che, per le ragioni che ho già esposto rende FELICISSIMO anche me. Inutile che le ripeta l’argomentazone dell’assorbimento dei motivi e l’ultima parte della sentenza laddove in realtà entra anche nel merito dell’obbligatorietà, prendendo una posizione sostanzialemnte contraria E’inutile dal momento che se labrogazione di tutto quanto riguarda l’obbligatorietà( decine di disposizioni non una) dalla legge ci rende entrambi felici, cessa la materia del contendere.
    L’istituto così come era concepito non funzionava di per sè. Le assicurazioni non si presentavano MAI ( i sinistri costituivano il 60-70% delle controversie interessate dalla riforma) e si limitavano a inviare una lettterina dove dichiaravano che l’offerta forumlata era soddisfacente oppure che non vi erano ragioni di pagare ecc ecc. Come facccio a dirle questo? E’semplice.. ho presentato decine e decine di istanze in materia pagando anche un sacco di soldi senza NESSUN RISULTATO (se nn quello ovviamente di pagare l’ente ( ammetto che per qualcuno questo possa già costituire un risultato). Ma non basta LEI nonè il Solo operatore della mediazione, ho una sorpresa: Lo sono anche io: ho frequentato il corso per mediatore, lo ho superato con il MASSIMO dei Voti prsso un ente pubblic0, una tra le più prestigiose UNIVERSITA’ e sono stato ACCREDITATO come mediatore presso un importante ente ovviamente nella materia in cui sono esperto. Ebbene anche in quella sede HO potuto constatere che alle mediazioni che avrei dovuto gestire io la controparte non si presentava MAI ( O meglio nel 10% dei casi forse Si’ ma erano questioni in pratica già transatte) . Stessa cosa mi hanno detto succedeva agli altri mediatori. e stessa cosa avveniva nelle casue di diritto bancario o locatizio In pratica L’avvocatura si era di fatto abituata a questo istitto che era vissuto come l’ennesimo balzello disincentivante (oltre al contributo unificat sempre più esoso) che si pagava prima di sedersi davanti ad un giudice…
    Pertanto non mi preoccupano affatto le conseguenze economiche di un tale istituto, a cui sono contrario, mi creda, per ragioni di principio e di DIRITTO, dal momento che avendo studiato tutta la vita questa materia non posso fare a meno di credeerci ancora.
    Quanto al piano politico. NON e’ affatto vero che tutte le forze politiche vogliano la mediazione, perlomeno nei termini in cui la vorrebbe Lei. Prova ne è che, prima ancora della sentenza di cui siamo qui a discutere, era stato presentato in Parlamento un disegno di legge di Silvia Della Monica ( insigne magistrato e giurista responsabile giustizia del PD, partito che sarà SICURAMENTE al Governo tra breve) volto alla eliminazione dell’oBBligatorietà della mediazione. Si vada a vedere pure le reazioni del PD alla sentenza e vedrà quali sono state.
    Ripeto: parlo di politica e non ritengo un’ eresia farlo, perchè l’OBBLIGATORIETA’ allo stato attuale NON ESISTE PIU’nelle norme e pertanto di essa non si può più parlare in senso giuridico; ma, casomai si può appunto disquisire sull’opportunità POLITICA o meno di una sua reintroduzione ( Corte Costituzionale permettendo beninteso!).
    Del resto le norme sono prodotte dal legislatore e quindi da un politico e non giungono sulla terra per intervento divino. Questo vale per tutte le norme giridiche, perlomeno per quelle di Diritto positivo, tra cui rientra ovviamente la mediazione.
    A precindere da tutto doverbbe spiegarmi come sia mai possibile consentire ( perchè la legge alfaniana sulla mediazione questo consente !) ad laureato TRIENNALE in una qualsiasi disciplina – anche in scienze motorie o marurali o filosofiche – la gestione di un contenzioso in una materia che può essere anche quella ereditaria o bancaria, su cui francamente anche io avrei qualche problema ! Per il semplice fatto di aver frequentato un corso di 52 ore ? ???
    Infine Lei potrà anche non credere a quello che dico e ritenere i miei commenti interessati, ma potrei Io allora obbiettarLe che anche gli operatori della mediazione hanno ineteressi economici legati all’obbligatorietà e alle conseguenti indennità OBBLIGATORIE, no? Ripeto potrei ( uso il condizionale) ma non lo faccio poichè fino a prova contaria credo nella buona fede del mio interlocutore e parlo sempre per massimi sistemi. Non è questa una delle regole di ogni buon mediatore?

  14. Ettore scrive:

    Mi trovo nuovamente costretto a smontare tutto quanto da Lei scritto, e ciò per un semplice dovere di contrastare la disinformazione (se non l’ignoranza) che alcuni stanno facendo sull’istituto.
    Anzitutto sul piano generale, occorre sottolineare la totale parzialità delle sue affermazioni nonchè una certa connotazione di superbia che esse hanno (come se Lei si facesse rappresentante dell’intera categoria professionale forense e come se le sue “idee” rappresentassero la totalità e l’effettività della situazione reale).
    Smonterò le sue “affermazioni” punto per punto, in modo che Lei riesca finalmente a seguirmi nel discorso, e ripeto Le rispondo solo per un obbligo verso i lettori di contrastare la disinformazione, perchè altrimenti l’avrei già ignorata.
    – la sentenza oltre a ritenere assorbente il vizio di forma dell’eccesso di delega, dichiara inammissibili tutte le istanze presentate e, insieme alle linee guida implicitamente contenute nel testo, invero indica la direzione da seguire in caso di una disciplina “ex novo” dell’istituto; quindi ciò che sostiene Lei è inesatto e parziale, in quanto la sentenza va interpretata nel suo insieme e non come Lei fa, e cioè per singoli periodi, estrapolando ciò che Le conviene e interpretandolo in modo parziale e fuori dal contesto. Se Lei è un avvocato, questo non si confa al buon modus operandi professionale e può lasciar dubbi sull’effettiva preparazione..
    – Lei continua a citare singole materie o settori, come quello assicurativo o bancario, forse consapevolmente facendo finta di ignorare che i settori coinvolti dalla mediazione sono molti di più. Le potrei citare di molte controversie in materia condominiale o diritti reali mediate positivamente e con soddisfazione delle parti. Le ripeto come la sua singola esperienza professionale non rappresenti assolutamente la totalità dei fatti e che probabilmente Lei la sta citando per mera convenienza..
    I dati statistici conservati presso il Ministero, parlano di un incremento progressivo sia delle mediazioni con adesione sia degli effettivi accordi raggiunti, considerando nell’insieme le materie coinvolte dalla mediazione, e non come fa Lei per convenienza, solo alcune materie…
    – Lei ha svolto il corso di mediatore? Bene, sappia però che non tutti gli enti di mediazione hanno la stessa efficacia e operatività sul territorio.. chissà forse, poco avvedutamente, si è iscritto ad uno di quei tanti enti “fittizi” che sono sì registrati al Ministero, ma che di fatto non operano o lo fanno pochissimo..
    – vedo che Lei insiste ancora sul piano politico, questa volta tirando in ballo il PD e facendo il nome di un magistrato contrario alla mediazione. Vedo che ancora una volta fa delle affermazioni parziali e di convenienza, in quanto si riferisce ad un solo partito e ad un solo magistrato. Potrei a questo punto citarle i nomi di parecchi magistrati, uomini politici, esponenti di associazioni e imprese favorevoli all’istituto, giusto per ricordarle che la politica è fatta da più persone e non da una sola che presenta un disegno di legge. E poi, volendo anche ritenere che il PD farà parte del prossimo governo, ci si troverà molto probabilmente con un governo di coalizione di tipo riformista, che verosimilmente proseguirà sul piano delle riforme…
    – mi trovo d’accordo con Lei esclusivamente sul punto dei titoli di studio: è giusto che la nuova disciplina sulla mediazione sia più “restrittiva” circa i requisiti relativi al titolo e sulla formazione teorica e pratica del mediatore
    – l’ultima considerazione riguarda il da Lei sostenuto “interesse”.. in questo discorso, dal tono parziale, disinteressato e di convenienza che Lei ha avuto sin dall’inizio, il primo a esprimere tutto il suo interesse è Lei e non io, in quanto io mi sono limitato a risponderLe con una visione definita e di insieme, mentre Lei – lo ribadisco per l’ultima volta – ha sostenuto “argomentazioni” chiaramente interessate.. anzi ritengo un’offesa e non Le fa onore, insinuare che sia proprio io ad argomentare in modo interessato.

    Questa risposta – lo sottolineo – non vale tanto come risposta a Lei, ma come risposta a tutti coloro che stanno cercando di fare DISINFORMAZIONE interessata sull’istituto.

  15. Andy scrive:

    Rispondo brevemente:

    – in primo luogo faccio osservare a questo punto non a Lei ma a chi legge la differenza sostanziale tra i miei iterventi e i suoi. mentre io mi limito SEMPRE a discorsi di carattere generale e ad una diisamina dell’istituto ( o di ciò che era e di ciò che di esso è sopravvissuto alla sentenza ), Lei continua a rivolgere Direttamente a me epiteti e sostantivi assai poco piacevoli in un tono sempre più accalorato, rischiando forse anche involontarimente di trascinare il discorso in una bagarre tediosa ed incompprensibile per chi legge. La tranquillizzo. Non la seguirò su questo terreno.Reazioni scomposte non sono mai un sintomo della validità dei propri argomenti. Qusto vale per i miei argomenti ma vale ovvviamente anche per i suoi. Il bello è che allorchè Io le faccio notare che anche per quanto La riguarda si potrebbe ( risottolineo il condizionale come SEMPRE ho fatto ci mancherebbe!!) intravedere un chiaro interesse economico, Lei dice che un discorso del genere la offende e che non mi fa onore.Benissimo!! Ma allora discorso analogo deve giocoforza valere per gli argomenti che Lei usa contro di me! lei ha infatti ripetuto continuamente ed in tono davvero stucchevole ( usando l’indicativo presente non il condizionale come me!!) che io HO interessi da difendere Ovviamente il sottoscritto di tutto questo non dovrebbe offendersi ci mancherebbe! I soldi che incassano gli enti di medizione privati ( società commerciali di capitali quali S.r.l. S.p.A…. NON associazioni, NON ONLUS, NON cooperative !! ) devono essere diversi da quelli che percepiscono gli avvvocati, altrimenti non si spiegherbbe l’applicazione da parte del mio interlocutore della famosa regoletta ” due pesi e due misure”.
    Ma ripeto …lasciamo perdere tutto questo perchè non ho davvero voglia di attardarmi in polemiche sterili e fini a sè stesse.
    Torniamo alla sentenza: la sentenza ha dichiarato incostituzionale l’obbligatorietà della conciliazione ( abolendo una DOZZINA di norme non UNA.. sono stati scrupolosi..volevano essere sicuri mi sa..)per eccesso di delega, ovverosia il Governo non ha rispettato le indicazioni del Parlamento.NON è affatto vizio formale. Ricordo che è il Parlamento espressione della volontà popolare e del corpo elettorale, non il Governo, che è nominato dal Parlamento ed ha potere ESECUTIVO ( Robespierre diceva al riguardo: se è esecutivo NON è potere. e non aveva tutti i torti!..)Gli altri vizi NON sono stati rigetti, ma semplicemente non sono stati esaminati, in quanto sono stati ritenuti assorbiti dal MACROSCOPICO vizio suddetto. Essi pertano potranno – ripeto- essere riproposti sempre davanti alla Corte Costituzionale-, ma non credo che ce ne sarà bisogno!
    – lei dice di essere d’accordo con me riguardo alle qualifiche che dovrebbero essre richieste ai mediatori e che di fatto sono assenti nella legge istitutiva la cosa mi rallegra da un lato ma dall’latro mi sbigottisce davvero! Dal momento che dovrebbe bastare questo a Lei e a chi legge per giudicare in termini negativi la legge di cui si dicute!! La qualifica di colui a cui viene affidato dallo STATO un compito così delicato secondo Lei sarebbe una questione di poco conto? Chi si farebbe operare da un soggetto che non è medico?, chi si farebbe progettare una casa da un soggetto che non sia un architetto o un ingegnere ? E allora per quale mai arcana ragione si affida la gestione di questioni di altrettanto vitale importanza per la vita di una persona a soggetti a cui non viene richiesta altra qualifica se Non: una qualsiasi laurea Triennale ( anche in Filosofia o Lettere con il massimo rispetto per queste materie che però nulla c’entrano con il diritto ereditario o bancario) e un corso di 52 ore!! Perchè di questo si parla, questo la Legge stabilisce! Un Laureato in pedagogia o chimica ( con il massimo rispetto ripeto che ho per queste materie sia ben chiaro!!) che potrebbe anche occuparsi di una controversia bancaria o erditaria di milioni di euro o magari di un danno biologico alla persona invalidante di centinaia di migliaia di euro. E questa -dico – sarebbe una legge ben congegnata?
    Lei dice che il sottoscritto a causa della sua Superbia si fa portatore delle idee dell’avvocatura. E’l’esatto contrario: casomai sono stati L’OUA ( Organismo unitario dell’avvocatura) il CNF( Consiglio Nazionale Forense)e l’ANF ( Associazione Nazionale Forense) Organi Istituzionali e Sindacali dell’Avvocatura ( professione a cui viene conferito un rango costituuzionale di Tutela dei Diritti dalla Carta e dalla recente Legge ) che hanno sostenuto critiche a questo istituto ben più forti e radicali delle mie. Prova ne è che il ricorso al TAR da cui poi è scaturita la Sentenza è stato introdotto dagli ordini forensi! Non è nato per magia!!
    Ancora le mie considerazioni sulla realtà sarbbero dettate da esperienze personali. nulla di più lontano dal vero. i dati dicono infatti che nella grande maggioranza dei casi una dele parti ( la convenuta di solito) nemmeno si presentava tanto che si concludeva quasi sempre con il cosiddetto e fatidico verbale di ” accordo fallito per mancanza di coomparizione” che finalmente consentiva al soggetto di andare davanti al giudice per far valere i propri diritti, dopo aver pagato l’ente di mediazione in ogni caso, sia chiaro. Vede Io mi intendo e bene di mediazione mi creda dal momento che, sapendo fare bene il mio lavoro ( al contario di come ritiene Lei) non solo ho esercitato anche l’attività di mediatore ( senza grossi esiti per le ragioni che ho spiegato!)e di arbitro – non sui campi di calcio- ( con maggiore soddisfazione economica e professionale)ma ho curato anche la redazione per enti di arbitrato e mediazione degli Statuto, de regolamenti e degli atti costitutivi, dei Codici Etici e dei Documenti programmatici per la sicurezza. E tutte queste attività mi creda le ho svolte anche molto bene. Come ben vede Io non ho davvero grossi interessi da difendere, essendo un professionista serio e soprattutto versatile ed aperto alle novità ovviamente se queste sono valide si intende!!.

  16. Andy scrive:

    ah dimenticavo: altra parte interessante del discorso del mio interlocutore “tanti enti “fittizi” che sono sì registrati al Ministero, ma che di fatto non operano o lo fanno pochissimo” Riporto testualmente lasciando ai lettori ogni commento, altrimenti il mio interlocutore mi ripeterebbe che non mi appartiene il “buon modus operandi professionale e può lasciar dubbi sull’effettiva preparazione”. Ma il sottoscritto non si deve offendere ci mancherebbe!

  17. Ettore scrive:

    Ho due cose ancora da aggiungere:

    – anzitutto mi complimento con lo Staff per la realizzazione di questo sito e per gli articoli contenuti in esso, puntuali e soprattutto capaci di rispecchiare la realtà dei fatti, al di là di connotazioni politiche o di convenienza. In particolare, quest’ultimo articolo riguardante la mediazione è sintetico ma fornisce una veritiera ed equidistante intepretazione della sentenza della Corte.

    – quanto a Lei, ho letto con molta sintesi la pergamena che è stato capace di realizzare e mi trovo costretto a puntualizzare alcune cose, prima di chiudere la discussione (anche perchè ho altro di meglio da fare che rispondere a Lei):
    1) ciò che ha scritto conferma che non ha letto e compreso con attenzione quanto da me scritto in precedenza e che sostanzialmente ribadisce le sue “argomentazioni”, già da me smontate più sopra;
    2) si legga l’ultima parte dell’articolo della pagina, dove è argutamente scritto “Nel merito, la mediazione pregiudiziale obbligatoria è salva. Occorre quindi, adesso, reintrodurre tale istituto con legge ordinaria a sé stante. Gli addetti al lavoro sono, appunto, già al lavoro”.
    Ovviamente questo non Le conviene leggerlo e commentarlo, e ritengo per semplice convenienza..
    Un’ultima considerazione: il riferimento agli enti “fittizi” registrati ma che non operano o lo fanno pochissimo, è inconfutabilmente vera in quanto questa è una realtà evidente a tutti (addetti ai lavori e non) e se mai su questo si può discutere riguardo agli aspetti negativi dell’applicazione dell’istituto.. Ed allibisce che Lei abbia da fare un appunto proprio su questo aspetto.

    Per il resto, i miei interventi in questa pseudo-discussione con Lei terminano qui e La lascio da solo a discutere al vento e con quei quattro che forse La stanno ancora leggendo.

    Buona giornata

  18. Paolo scrive:

    Penso che la mediazione “obbligatoria” così come la promosse Alfano, anche ove venisse reintrodotta dal legislatore, non possa risolvere i problemi della giustizia civile italiana.

    A mio avviso le riforme utili erano quelle a cui il legislatore italiano degli ultimi 20 anni non ha mai pensato cioè quelle nel senso di un deciso superamento di principi processualcivilistici datati e inadeguati alla società contemporanea; secondo me si doveva pensare a misure come queste (anche ispirate al sistema anglosassone):

    1-rifacimento totale dell’obsoleta disciplina della prova civile, con: allargamento dell’efficacia probatoria della prova scritta non più confinata alle ammissioni e alle confessioni delle parti ma estesa testualmente anche alle “dichiarazioni dei terzi” conferendo ad esse almeno un certo valore indiziario così come riconosciuto da certa intelligente giurisprudenza; istituzione degli “affidavit” scritti come fonti di prova riconosciute almeno di valore indiziario; espressa previsione del diritto delle parti di controesaminare i testimoni con domande libere non capitolate alla maniera del processo penale, per ostacolare il fenomeno dei testi istruiti; introduzione del diritto della parte di chiedere l’ammissione di se stessa come testimone se lo ritiene opportuno (con le conseguenti responsabilità penali); previsione espressa di criteri di attendibilità testimoniale e di casi di ricusazione testimoniale; istituzione della “testimonianza tecnica” richiesta dalla parte; espressa e testuale ammissibilità della prova atipica.

    2- superamento definitivo del principio indennitario nelle cause risarcitorie ove vengano in rilievo lesioni a diritti di rilievo costituzionale con introduzione esplicita e testuale per tali lesioni del diritto al risarcimento in via equitativa del danno morale-esistenziale in via autonoma e non dipendente da altre voci di danno.

    3-previsione di meccanismi processuali che rendano più impegnativa la scelta processuale nel senso di ostacolare la possibilità di “accordi processuali di fatto” tra avvocati in frode alla verità materiale con abrogazione della previsione esplicità di cui al recentemente modificato art. 115 c.p.c. secondo la quale il giudice deve porre a fondamento della sua decisione anche mere “affermazioni non contestate” (ma non positivamente dimostrate…..)

    4-introduzione di poteri officiosi del giudice rispetto alla prova con attenuazione del pincipio dispositivo.

    5-razionalizzazione del processo esecutivo con possibilità di affidamento all’autorità amministrativa del potere di intervenire nell’esecuzione dei giudicati almeno in quelli relativi ad obblighi di facere o non facere di più difficile coercizione.

    6-abbandonare la nozione “espansiva” del giudicato sposata da certa ricorrente giurisprudenza per la quale qualunque accertamento di fatto ritenuto presuttosto logico del capo dispositivo di una sentenza sarebbe coperto dall’efficacia di giudicato, e prevedere che tendenzialmente gli effetti del giudicato siano riferiti solo al petitum in caso si verta su diritti autodeterminati e solo al petitum e alla causa petendi nel caso si verta in diritti eterodeterminati; per evitare di inibire eccessivamente la ricerca della verità materiale nelle cause fattualmente collegate.

    7-in definitiva innovare il fine politico-legislativo del processo civile evitando che sia limitato come è ora alla definizione e certazione dei rapporti economici estendendolo anche, con pari importanza, alla tensione all’accertamento della verità materiale. Secondo lo scrivente è l’attività istruttoria che “motiva” e quindi accelera il processo, non l’imposizione di rigide scalette alle udienze e alle facoltà delle parti.

  19. Vittorio scrive:

    Debbo fare un appunto a quanto letto più sopra: è vero che, da sola, la mediazione civile obbligatoria non può risolvere i problemi della Giustizia civile italiana, però sicuramente può contribuire alla diminuzione delle cause pendenti, di quelle che si instaurerebbero e in generale favorirebbe un funzionamento meno “lento” del sistema giustizia, con soddisfazione delle parti qualora addivengano ad un accordo.
    Prescindere dal terreno stragiudiziale della mediazione obbligatoria, ormai non è più possibile e si scontra con i dati statistici di altri paesi comunitari e non (dove terreno stragiudiziale e giudiziale si combinano intelligentemente a vicenda) e con quanto sancito dall’Unione Europea.
    Perciò non sono sufficienti nuove “misure processuali”, occorre, rispetto a quella alfaniana, una nuova disciplina della mediazione civile e commerciale obbligatoria, più dettagliata e completa.

  20. Andy scrive:

    Nel resto dei paesi la mediazione è quasi esclusivamente FACOLTATIVA, salvo rare eccezione tanto che la direttiva eurpoea in materia di mediazione NON parlava affatto di obbligatorietà .altrimenti non si spiegherebbe la Sentenza della Corte e l’eccesso di delega!.. Dire che non si può precindere dalla mediazione obbligatoria è pertanto uno slogan privo di qualsivoglia fondamento. Uno stato benchè minimo deve garantire tre cose fondamentali ed in tutto il mondo le garantisce: Scuola Sanità e Giustizia In italia vogliamo trovare il verso di privattizzarle tutte e tre mi sembra evidente!

  21. Andy scrive:

    Mi sembra che il suo intervento vada nella giusta direzione Io sarei per una riforma ancora più incisiva sul processo civile attualmente discpilinato da norme davvero farragginose ed obsolete!! l’unico intervento che servirebbe davvero alla nostra professione e a tutta la cittadinanza

  22. Vittorio scrive:

    Occorre precisare quanto scritto più sopra in modo generico e approssimativo, in quanto la mediazione è facoltativa ed efficace in quei paesi dove sussiste una opportuna combinazione del sistema giudiziario e di sistema alternativo (e non complementare) di risoluzione delle controversie o ADR (per dirla secondo il gergo anglosassone) e laddove allo stesso tempo esiste una cultura o consapevolezza da parte della collettività circa la validità e utilità dei metodi alternativi di risoluzione delle controversie civili.
    Cultura o consapevolezza che, a causa di decenni di mancate riforme, bieco conservatorismo e protezione di interessi personalistici e privilegi, in Italia finora è mancata. Si tratta dunque di diffondere nel paese questa cultura e, per farlo, occorre la scelta dell’obbligatorietà (almeno per un periodo di tempo determinato) in modo che i cittadini possano maturare questa cultura e l’intera collettività possa coglierne i vantaggi.

    A questo proposito vorrei ricordare che recentemente il servizio giuridico della Commissione Europea ha presentato delle osservazioni scritte con le quali sostanzialmente approva il sistema italiano della mediazione obbligatoria; e ciò ad indicare che la strada intrapresa del legislatore è quella giusta. Conseguentemente spetterà al nuovo legislatore disporre una nuova normativa sull’istituto.

  23. Andy scrive:

    Quella di Alfano era abbondantemente dettagliata e completa ( riguardava praticamente tutte le controversie civili) … solo che non funzionava per niente… Grazie a Dio ( e alla Corte ) non c’è più!

  24. Vittorio scrive:

    Affermare che la disciplina in questione è dettagliata e completa in quanto riguardante gran parte – non come sostiene Lei tutte – delle controversie civili è piuttosto superficiale. In realtà la disciplina sulla mediazione civile era ed è lacunosa (diversi aspetti sono lacunosi o non disciplinati e vanno rivisti) ed ha bisogno di un nuovo intervento integratore da parte del legislatore.
    Anche affermare che la disciplina non c’è più è assurdo denota una certa ignoranza in materia, in quanto restano pacificamente in piedi sia la mediazione demandata che quella sulla base di clausola contrattuale.
    A questo punto spetterà al legislatore disporre nuove norme sulla mediazione obbligatoria, così come richiesto da imprese, ordini professionali, cittadini e come auspicato dall’UE e dalla politica economica.

  25. andy scrive:

    Grandi mediatori.. quando non si sa più che dire si ricorre sempre a sostantivi e aggettivi qualificativi poco simpatici ma poco importa .. passiamo ai fatti:
    1) la mia non è ignoranza ciò che dico è la verita allo stato attuale la mediazione obbligatoria non esiste più. L sentenza con tanto di motivazione è stata finalmente pubblicata. I cittadini possono già da ora adire la competente autorità giudiziaria senza dover pagare balzelli obbligatori oltre a quelli che già pagavano prima e che basatavano e avanzavano!
    La mediazione esiste ancora certo .. ma solo facoltativa o demandata dal giudice.e mi creda non la demandano MAI e mai l’hanno demandata chissà perchè ( almeno in tutti gli uffici giudiziari della Toscana e sono tanti…)
    2) la mediazione Alfaniana era anche troppo completa trattandosi di un istituto tipizzatto da una legge, il D.lgs 28/2012, con ben 23 verbosissimi articoli suddivisi in numerosissimi punti e commi,e da un altrettanto corposo regolamento il D.m 180/2010 più volte emendato aggiornato e chiarito con non so quante circolari che hanno fatto la DISPERAZIONE di noi operatori del settore.
    3) l’obbligatorietà ( tanto più se unita all’onerosità) non è richiesta nemmeno auspicata dalla UE, nè formalmente con direttive nè informalmente a livello politico. Basta leggere la sentenza della Corte Costituzionale e anche il parere reso in materia dalla Commissione Eurpoea.

  26. andy scrive:

    Inculcare una cultura obbligando la gente a farla propia e non consentendo il libero accesso alla giustizia.. Obbligati a conciliare. anche se si ha sacrosanta ragione . no, dico ma questo è un sito di liberali???
    A me al contrario sembra quasi di vedere in questi concetti un atteggiamento religioso fideistico che in quanto tale non può ovviamnte essere controbattuto da nessuna argomentazione

  27. andy scrive:

    Insomma.. si ammette che in tutti i paesi la mediazione è facoltativa ma per inculcare nella gente una mentalità o una filosofia o qualcos’altro ( non si sa bene cosa ) in Italia deve essere obbligtaoria Si obbliga la gente a transigere e ( a rinunciare) ai propri diritti, a conciliare facendo leva sull’inefficienza dello stato, come presto o tardi si dirà loro di rinunciare alla sanità e alla scuola pubblica. Il concetto è fatevi la giustizia da soli che lo statpo ne ha le tasche piene ! Vogliamo scommettere però che quando si subisce un torto ( perchè il torto e la ragione esistono eccome con buona pace dei conciliatori) si pretende sempre e giustamente la tutela dei propri diritti? In Italia ci sono troppe cause, falso mito ne venivano introdotte tante, ma adesso con l’aumento del contributo i nuovi contenziosi sono drasticamente diminuiti e sono in linea con il resto dei paesi UE.
    E poi francamente se l i soggetti economici forti ( banche asssicurazioni, compagnie telfoniche) tenessero comportamenti virtuosi ( penso all’anatocismo ai Bond argentini, alle indebite commissioni sui conti correneti ai risarcimenti dovuti ma tante volte negati) come nel resto delgi altrio paesi occidentali ( dove esiston davvero autorità amministrative di controllo che funzionano davvero) state pur certi che ci sarebbero meno ricorsin in Tribunale. Vogliamo eliminare anche quest’ultmima tutela per il cittadino, che è oggi SOLO di fronte allo strapotere di questi soggetti fortissimi e onnipotenti ?

  28. Vittorio scrive:

    Anzitutto, sostenere che l’ho definita con aggettivi o sostantivi poco simpatici è quanto di più falso esiste, in quanto – come scritto sopra – la mediazione c’è ed esiste ancora (anzi tra breve con ogni probabilità verrà riformulata con nuove norme). E se non è ignoranza in materia, allora è disinformazione interessata e le ragioni ormai qui le sappiamo tutti..

    Andy, come noto da quanto scritto più sopra, Lei insiste con il fare disinformazione (interessata) e con il scrivere cose inesatte o non vere al probabile fine di fare pubblicità negativa all’istituto..

    Occorre quindi smentire quanto da Lei opinabilmente scritto, a tutela del dovere di cronaca:
    – anzitutto, non è vero che la mediazione demandata non è utilizzata, anzi negli ultimi mesi si è registrato un progressivo aumento dei casi in cui il giudice demanda alle parti l’utilizzo di questo strumento (vedo che Lei continua, per sua convenienza, a riportare fenomeni locali come quello – a Suo dire, della Toscana – senza tracciare una visione di insieme);
    – affermare che la disciplina alfaniana e le successive integrazioni erano e sono complete e non lacunose è quanto di più falso e conveniente si può sostenere, perchè se è vero che ci sono stati alcuni intoppi nell’applicazione della normativa, questo è stato sostanzialmente dovuto a queste lacune e mancanze
    – del pari, non è vero affermare che l’UE non sia favorevole al sistema italiano, basti ricordare le recenti osservazioni della Commissione Europea, risalenti allo scorso autunno, in cui si sostiene la validità dell’istituto della mediazione civile, così come introdotto in Italia
    – non si tratta di essere obbligati a conciliare, si tratta di essere informati a conciliare, e questo in Italia non è ancora uno stato di fatto, in quanto la mediazione non è ancora entrata pienamente nella coscienza popolare. Inoltre mediare non è affatto un obbligo, in ogni momento è possibile rivolgersi al giudice.. sostenere il contrario è pura convenienza.

  29. andy scrive:

    Mi sembra che lei faccia finta di non capire oppure parliamo due lingue diverse La mediazione esiste sempre non esiste più quella obbligatoria. Altrimenti di cosa stiamo a discuteree di cosa auspica la reintroduzione ? Di tutto si può dubitare fuorchè di ciò che è scritto nel dispositivo di una sentenza della corte Costutuzionale. Su questo almenso spero che saremo tutti d’accordo altrimenti dovremo ripartire dal cogito ergo sum di cartesiana memoria. Lei dice che sarà renitrododtta con sicurezza .Ora posto che in questa legislatura non è ormai possibile una sua reitroduzione dato l’avvenuto sciglimento delle camere, lei sa con certezza come sarà composto il prossimo parlamento?. Se così è devo farle i miei complimenti. La discilina alfaniana non era lacunosa era INCOSTITUZIONALE La Corte Non sanziona le lacune.che possono essere colmate da chi interpreta le leggi ( autorità ammnistrative e Giudici in primis). sanziona l’incostituzionalità
    Secondo lei, se ho capito bene l’ultima parte del suo discorso la legge dovrebbe non obbligare la gente a mettersi d’accordo, ma informare le persone che esiste la conciliazione obbligandole a praticarla.. non mi sembra che ci sia molta differenza….infromarle e basta no ? e perchè?

  30. andy scrive:

    Le chiedo una cortesia: mi risponda chiaramente a questa domanda perchè ciò che dico IO non è disinteressato ?

  31. andy scrive:

    Riporto un passaggio significativo della MOTIVAZIONE della sentenza della Corte Costituzionale ( che IO ho letto nella sua interzza):”Infine, quanto alla finalità ispiratrice del detto istituto, consistente nell’esigenza di individuare misure alternative per la definizione delle controversie civili e commerciali, anche al fine di ridurre il contenzioso gravante sui giudici professionali, va rilevato che il carattere obbligatorio della mediazione non è intrinseco alla sua ratio, come agevolmente si desume dalla previsione di altri moduli procedimentali (facoltativi o disposti su invito del giudice), del pari ritenuti idonei a perseguire effetti deflattivi e quindi volti a semplificare e migliorare l’accesso alla giustizia” Il dispositivo poi che demolisce integralmente TUTTE le disposizioni e sono tante del D.lgs 28/2010: “1) dichiara l’illegittimità costituzionale dell’articolo 5, comma 1, del decreto legislativo 4 marzo 2010, n. 28 (Attuazione dell’articolo 60 della legge 18 giugno 2009, n. 69, in materia di mediazione finalizzata alla conciliazione delle controversie civili e commerciali);

    2) dichiara, in via consequenziale, ai sensi dell’art. 27 della legge 11 marzo 1953, n. 87 (Norme sulla costituzione e sul funzionamento della Corte costituzionale), l’illegittimità costituzionale: a) dell’art. 4, comma 3, del decreto legislativo n. 28 del 2010, limitatamente al secondo periodo («L’avvocato informa altresì l’assistito dei casi in cui l’esperimento del procedimento di mediazione è condizione di procedibilità della domanda giudiziale») e al sesto periodo, limitatamente alla frase «se non provvede ai sensi dell’articolo 5, comma 1»; b) dell’art. 5, comma 2, primo periodo, del detto decreto legislativo, limitatamente alle parole «Fermo quanto previsto dal comma 1 e», c) dell’art. 5, comma 4, del detto decreto legislativo, limitatamente alle parole «I commi 1 e»; d) dell’art. 5, comma 5 del detto decreto legislativo, limitatamente alle parole «Fermo quanto previsto dal comma 1 e»; e) dell’art. 6, comma 2, del detto decreto legislativo, limitatamente alla frase «e, anche nei casi in cui il giudice dispone il rinvio della causa ai sensi del quarto o del quinto periodo del comma 1 dell’articolo cinque,»; f) dell’art. 7 del detto decreto legislativo, limitatamente alla frase «e il periodo del rinvio disposto dal giudice ai sensi dell’art. 5, comma 1»; g) dello stesso articolo 7 nella parte in cui usa il verbo «computano» anziché «computa»; h) dell’art. 8, comma 5, del detto decreto legislativo; i) dell’art. 11, comma 1, del detto decreto legislativo, limitatamente al periodo «Prima della formulazione della proposta, il mediatore informa le parti delle possibili conseguenze di cui all’art. 13»; l) dell’intero art. 13 del detto decreto legislativo, escluso il periodo «resta ferma l’applicabilità degli articoli 92 e 96 del codice di procedura civile»; m) dell’art. 17, comma 4, lettera d), del detto decreto legislativo; n) dell’art. 17, comma 5, del detto decreto legislativo; o), dell’art. 24 del detto decreto legislativo;”
    La Commissione Europea:” la direttiva 2008/52/CE osta IN LINEA DI PRNCIPIO ad una normativa nazionale come quella oggetto della presente causa, che prevede una mediazione obbligatoria ed onerosa”

  32. andy scrive:

    Tutto ciò è davvero favorevole all’obbligatorietà ????

  33. Vittorio scrive:

    Vedo che Lei non ha ancora colto che il punto cruciale non ruota attorno all’obbligatorietà o meno della mediazione, ma attorno all’attività di informazione che va fatta sull’utilità ed i vantaggi di uno strumento come questo.
    Una volta che i cittadini italiani saranno debitamente e opportunamente informati, nei modi ritenuti più consoni da Governo e Parlamento, non ci sarà più bisogno dell’obbligatorietà, poiche il privato e l’impresa vedranno lo strumento come valida opportunità praticabile al fine di non intraprendere l’onerosa e poco producente via giudiziale del Tribunale, con innegabile risparmio di tempo e denaro.
    Come vede, il discorso torna sempre, in ultimo, a favore della mediazione, così come la società moderna impone (si vedano a questo proposito le positive esperienze americana e del nord Europa).
    In un contesto come questo, i cosiddetti detrattori dell’istituto si ritroveranno presto isolati e visti come “corpo estraneo” da cittadini, imprese e realtà economica in generale.

    Quanto a Lei, ritengo chiusa la discussione, in quanto ormai ritengo che venga qui a scrivere solamente per sostenere “ragioni” (assolutamente confutabili e confutate) contrarie all’istituto e – sottolineo – ciò ovviamente per un fatto di convenienza.

    Rimanga pure qui a discutere da solo.

    Saluti.

  34. andy scrive:

    Perchè le mie ragioni sarebbero di mera convenienza e le sue disinteressate?? Lo sapevo che non mi avrebbe risposto!!!….

  35. Achille scrive:

    Ho letto con attenzione la precedente discussione e devo dire che andy, oltre a fare domande risibili, dimostra di non avere capito praticamente nulla del contesto.
    Si rilegga l’articolo in alto nella pagina, forse finalmente riuscirà a capirci qualcosa.

  36. andy scrive:

    Rilegga LEI attentamente non i miei interventi.. ma gli estratti della Corte Costituzionale e della Commissione Europea.. ma forse per Lei quelli non sono molto risibili eh???

  37. andy scrive:

    Contano le sentenze ed i pareri e provvedimenti delle autorità amministrative.. Ho riportato ampi estratti in uno dei miei post di cui sopra
    Voi continuate pure con i vostri sostantivi ed epiteti poco simpatici, che uniti ai vostri silenzi alle mie domande niente affatto risibili mi convincono,se mai ce ne fosse stato bisogno, ancora di più della validità dei mei pensieri ed opinioni, oltrechè della pochezza delle argomentazioni dei miei interlocutori

  38. Adriano scrive:

    Andy, qui non le risponde più nessuno perché a cause delle sue continue domande e risibili, è caduto da un pezzo nel ridicolo.. Sì faccia un bell’esame di coscienza

    Dopo di che continui pure a commentare da solo.

    Saluti.

  39. Andy scrive:

    Eh no.. mi sembra l’esatto contrario… da quando ho comiciato a commentare gli interventi e le risposte sono aumentati del 200% basta guardare.E qualcosa questo vorrà pur dire!!… La invito a leggere gli estratti della sentenza della Corte costituzionale e della Commissoione Europea che IO ho sopra riportato in uno dei miei interventi dopo averle lette varie volte. Dopo averle lette, un bell’esame di coscienza se lo faccia Lei, se lo ritiene opportuno, beninteso. Per quanto mi riguarda non lo ritengo affatto, dal momento che sostenere le proprie ragioni con rispetto ed educazione ( oltrechè con cognizione di causa dal momento che ho spiegato chi sono e cosa faccio) non è attività disdicevole da nessun punto di vista. Voi sostenitori della mediazione obbligatoria e a pagamento, al contrario, dovreste finalmente capire che non è con gli insulti che si zittisce l’avversario, ma con la validità delle proprie argomentazioni allo stato attuale niente affatto dimostrata date le sentenze che ricevete.
    Mi sembra di sentire nei vostri discorsi gli accenti montiani di questi giorni.. se non sbaglio.. si intende silenziare gli avversari magari inultandoli , quando non si riesce a controbattere a ciò che dicono! Altro che liberali….
    Saluti anche a Lei

  40. Achille scrive:

    Andy, qui la gente le risponde per un mero senso del dovere di non disinformare e per rispetto verso gli altri lettori (mediatori, avvocati, operatori del diritto in generale, nonchè gli stessi cittadini), non certo per rispondere nello specifico a Lei che fin dall’inizio dei suoi interventi non ha fatto altro che denigrare questo istituto persino come principio (cosa che la Consulta si è ben guardata di fare).

    E poi come si permette di fare nuovamente considerazioni politiche insinuando che i lettori che hanno commentato appartengano ad uno schieramento politico piuttosto che ad un altro?

    Quindi quello che con i toni usati, offende e non rispetta le opinioni altrui, è Lei e non gli altri; perciò, se non vuole farsi un esame di coscienza, almeno si vergogni.

    E con questo la discussione è definitivamente chiusa, se la vuole portare avanti avrà di fronte il deserto.

    Buona giornata

  41. Andy scrive:

    Essere liberali ed avere rispetto delle opinioni altrui dovrebbero essere cose di patrimonio di tutti non di chi appartiene a questo o quello schieramento politico. Questo sito si chiama poi libertiamo e quindi doverbbe a spada tratta consentire atutti di esprimere LIBERAMENTE leporpie opinioni senza timore di essere offeso o denigrato. Per quanto mi riguarda ho sempre esposto lemie argomentazioni in modo corretto suffragandole SEMPRE con calzante documenatzione al riguardo Non ho davvero niente di cui vergognarmi riportando esratti di provvedimenti della Corte Costituzionale e della Commissione Europea ( o si devono vergognare pure loro perchè hanno emesso provvedimenti e/o pareri contro ciò che a VOI sta a cuora ??) Nessuno Le impone di rispondere e nessuno le impone di leggere i suddetti estratti che ho riportato.
    Non la capisco proprio
    Le auguro un ottima giornata anche a LEI.

  42. Andy scrive:

    Due precisazioni:
    1) mai contestata in linea di principio la mediazione, se due persone si mettono d’accordo liberamente la cosa non può che essere positiva. Sono contrario all’OBBLIGO della mediazione e per di più obbligo ONEROSO E A PAGAMENTO affidato a SOGGETTI PRIVATI, che si era tentato di introdurre. Ma non ho mai detto che sono contrario alla mediazone di per sè. mettere in bocca al proprio interlocutore cose che maiha detto e costruirci critiche sopra è un escamotage vecchio….
    2) ripeto che essere liberali e democratici dovrebbe essere patrimonio di Tutti, tanto più di chi si esprime in un sito chiamato LIBERTIAMO e che si richiama -evidentemente- a idee liberali e democratiche che ovviamente IO condivido

  43. Asinello scrive:

    Fine della mediazione obbligatoria. Game Over. Credo sia arrivato il momento di trovare un lavoro vero.

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