Scenari politici tedeschi, fra calma apparente e dubbi elettorali

– Mentre in Italia lo scenario politico si complica di settimana in settimana, in Germania regna una calma apparente anche per quanto riguarda gli apparentamenti politici per le elezioni federali in programma per il 22 settembre 2013.

Il quadro si è chiarito negli ultimi dieci giorni ad Hannover, il capoluogo del Land Bassa Sassonia, nel quale a gennaio si rinnoveranno le cariche politiche regionali. Prima la CDU e poi la SPD hanno infatti tenuto in città il loro congresso federale; nel primo, la signora Merkel è stata nuovamente rieletta alla guida del partito con quasi il 98% dei consensi; nel secondo, Peer Steinbrück è stato incoronato candidato della socialdemocrazia al Kanzleramt con il 93% dei voti dei delegati.

Tradizionalmente spaccata a metà, la Bassa Sassonia è attualmente governata da un premier democristiano, David McAllister, succeduto a Christian Wulff, dopo la sua elezione a Capo dello Stato. I sondaggi indicano che la CDU, pur perdendo consensi, dovrebbe rimanere primo partito, staccando di sei-sette punti percentuali l’SPD. Vista l’estrema debolezza dei liberali, dei pirati e dell’estrema sinistra (dati ciascuno tra il 3 e il 4%), il nuovo parlamentino sarà tuttavia composto da tre sole forze politiche: cristianodemocratici, socialdemocratici e verdi. I numeri per un’alleanza rosso-verde sotto la guida dell’attuale sindaco di Hannover, Stephan Weil, dovrebbero quindi esserci.

Per capire le mosse dei due contendenti alla Cancelleria occorre quindi partire proprio dalla Bassa Sassonia. Sia la signora Merkel, sia il suo ex-Ministro delle Finanze Steinbrück hanno confermato di voler chiedere il voto degli elettori sulla base del tradizionale ticket, l’una con i liberali, l’altro con gli ambientalisti. In altre parole, CDU prima ed SPD dopo hanno escluso l’ipotesi, molto discussa dagli organi di stampa, di una nuova Große Koalition tra i due grandi partiti popolari. In realtà, il fatto che questa decisione sia stata annunciata così presto con il crisma dell’ufficialità, dopo che da settimane liberali e ambientalisti erano in forte pressing sui rispettivi alleati, nasconde una tattica ben precisa.

Dopo più di tre anni insieme al governo, i rapporti tra FDP e CDU/CSU sono logori: i liberali imputano all’abbraccio mortale della signora Merkel il loro crollo nei sondaggi. D’altra parte, davvero poco di ciò che avevano promesso è stato realizzato, in primis il famigerato taglio delle tasse. Nondimeno, la dirigenza dell’FDP sa bene che senza il traino cristianodemocratico, i liberali saranno condannati a restare fuori dal Parlamento e quindi a sparire. Di qui la richiesta insistente alla signora Merkel di menzionare la sua volontà di proseguire l’esperienza di governo giallo-nera.

Tirata per la giacchetta, la Cancelliera ha accettato e con un po’ di enfasi ha perfino definito il suo governo il migliore dai tempi della riunificazione. Si tratta dell’ultimo atto di cortesia nei confronti del suo Vicecancelliere, Philipp Rösler, già con le dimissioni da presidente del partito in tasca, se l’FDP non dovesse superare l’asticella di sbarramento in Bassa Sassonia. Ed è proprio la situazione ambigua nel Land ad aver convinto la Cancelliera all’endorsement: senza i liberali nel Landtag, il governo della regione è perso. Non proprio un buon inizio per l’anno elettorale che dovrebbe riportarla per la terza volta al Kanzleramt. Dopo gennaio, insomma, il ticket giallo-nero potrebbe più o meno apertamente disintegrarsi.

Come scriveva a metà novembre la FAZ, le vie per un nuovo esecutivo verde-nero non sono del tutto ostruite. Tanto più che Peer Steinbrück, con un po’ di prepotenza, aveva detto, salvo poi ritrattare, che in un futuro governo rosso-verde, gli ambientalisti non avrebbero potuto trattare alla pari con i socialdemocratici. Sebbene i verdi smentiscano qualsivoglia ipotesi di alleanza con i cristianodemocratici della signora Merkel, i numeri potrebbero alla fine persuaderli a piegarsi a questa via d’uscita. A livello nazionale, infatti, la maggioranza rosso-verde è appesa un filo.

Tutto dipende da quali e quanti saranno gli altri partiti che riusciranno a superare la soglia di sbarramento. In caso di stallo, anche la più volte smentita opzione per una Große Koalition potrebbe tornare d’attualità.


Autore: Giovanni Boggero

Nato nel 1987, si è laureato in giurisprudenza a Torino con una tesi in diritto internazionale. Ha studiato anche a Gottinga e Amburgo. Svolge un dottorato in diritto pubblico presso l'Università del Piemonte Orientale "Amedeo Avogadro" e si occupa di Germania per il quotidiano Il Foglio, la rivista Aspenia e per FIRSTonline.

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