Berlusconi torna. Tutti contenti, tranne noi

di MARIANNA MASCIOLETTI – Torna, torna. Dice che stavolta torna veramente.
E non abbiamo motivo di dubitarne.

Come un opossum delle Americhe, s’è finto morto per qualche mese ed è stato a vedere che cosa succedeva. E ci hanno creduto persino molti dei suoi, che, interpretando il suo silenzio come un sostanziale “liberi tutti”, hanno cominciato chi a organizzare le primarie, chi a cercare sponda altrove, chi addirittura (tradimento massimo!) a tirare qualche malcelato sospiro di sollievo.
Ma il Cav., con un coup de théâtre degno di un par suo, improvvisamente ha ripreso vita: capelli più lignei che mai, colorito sano, riscende in campo per l’ennesima volta, è il popolo che glielo chiede.

Ecco che i giornali, i telegiornali e i social network sembrano tornati, tutto d’un colpo, a poco più di un anno fa: basta parlare di economia e di esteri, si ritorna a parlare di lui, sempre di lui, solo di lui (e la nostra testata non può fare eccezione, visto che è la notizia del giorno). Ritorna, nei cuori e negli status dei berlusconiani, la speranza, nella forma di un’agguerrita crociata antibolscevica contro il PD dato per vincente e contro il governo Monti che non avrebbe fatto altro che vessare i cittadini con nuove tasse (in realtà molte di esse fu l’inesauribile creatività di Tremonti a inventarle; ma pare che la realtà in questo Paese non sia mai andata molto di moda); ritornano in auge, presso gli antiberlusconiani finora smarriti e incerti, vignette e stornelli (nelle intenzioni degli autori) satirici che si supponeva fossero ormai relegati definitivamente al passato.

Un passato che, secondo alcuni, non sarebbe tornato più: ma, evidentemente, ad auspicare che invece tornasse c’era moltissima gente.
Gente che, da una parte e dall’altra, senza il Cav. non avrebbe saputo che fare, che solo in lui (o contro di lui) trova il suo ubi consistam, la sua ragione di vita; gente che ha vissuto questi mesi di governo tecnico come un brutto sogno, in attesa che il bell’addormentato si svegliasse.

E così, dagli con “il governo Monti non ha fatto le riforme” (spesso bloccate in Parlamento dallo stesso PdL che oggi si lamenta della loro assenza), dagli con l’eterna promessa del partito liberale di massa, dagli con il solito armamentario retorico. Retorico e basta, come hanno dimostrato i due governi Berlusconi dal 2001 ad oggi, i cui risultati disastrosi oggi il PdL cerca di addebitare ai malvagi tecnici montiani.

La campagna elettorale è iniziata, e ancora una volta non si parlerà seriamente dei problemi del Paese, non si cercheranno soluzioni sostenibili nel lungo periodo, non si discuterà di economia, di esteri, di istituzioni, insomma di politica: si tornerà ad azzuffarsi su temi certamente più stimolanti per l’emotività dell’elettorato, ma altrettanto certamente irrilevanti per un’Italia che dal baratro non si è poi allontanata tanto.

Saranno contenti i comici di sinistra, che finalmente potranno smettere di lambiccarsi il cervello con spread, Bund e BTP e tornare a far ridere su argomenti di alta filosofia quali la statura e la virilità del (sic) “nano di Arcore“, “povero Silvio“, “c*** flaccido“.
Sarà contenta la redazione di Repubblica, che finalmente potrà ricominciare a piazzare le sue inchieste sul bunga-bunga, stile Novella 2000, in prima pagina, anziché scrivere di noiose riforme istituzionali ed economiche – saranno pure utili, signora mia, ma la robba de sesso, si sa, fa vendere più copie.
Sarà contento Bersani, che finalmente può tornare a fare appello all’unione di tutte le forze in campo (Vendola, salvatore della Patria, vieni qua, dove pensavi di andare, bello di zio?), al PD antiberlusconiano “de panza”, sai quanti voti recupera a Grillo.
Sarà contento Grillo stesso, che trova in Berlusconi un degno demagogo contro cui battersi.
Saranno contenti, naturalmente, i fedelissimi del capo, che ormai si sono specializzati troppo in quel ruolo per riuscire ad assumerne un altro, sarà contento Lavitola che potrà riprendere a governare per interposta persona.
Saranno contenti pure i (supposti) animatori del Terzo Polo, che, se in un anno e rotti non sono riusciti ad offrire un’alternativa credibile e coerente alla sinistra, limitandosi a nascondersi dietro la bandierina di una non meglio specificata “Agenda Monti”, beh, significa che tanta voglia di governare e di fare le cose sul serio non ce l’avevano. Hanno preferito tirare a campare alla bell’e meglio, ora ringraziamoli tutti insieme di questo bel risultato.

Tutti contenti, insomma, che bello. Tutti contenti tranne noi e pochi altri, che in un centrodestra vero, serio e alternativo alla “destra cazzona” (cit.) avevamo sperato e creduto, e per cercare di costruirlo abbiamo lavorato senza risparmiarci, con passione e sacrificio.
Forse è ancora possibile unire chi crede davvero in questo scopo, forse è già troppo tardi, forse chi crede davvero a questo scopo è una minoranza infinitesimale, forse è solo una maggioranza disorganizzata; resta comunque il dato di fatto, sconfortante quant’altri mai, di un’Italia politica che, senza Berlusconi, non sa cosa fare.

E di questo, davvero, c’è poco da essere contenti.


Autore: Marianna Mascioletti

Nata a L'Aquila nel 1983. E’ stata dirigente politica dell’Associazione Luca Coscioni e tra gli ideatori del giornale e web magazine Generazione Elle. Fa cose, vede gente, cura il sito.

15 Responses to “Berlusconi torna. Tutti contenti, tranne noi”

  1. Marco scrive:

    Lucida e purtroppo centratissima analisi. Complimenti per la passione nelle parole.

  2. Zamax scrive:

    1) Lavorare a una destra “non cazzona” significa semplicemente cadere nel pensiero egemone imposto dalla propaganda di sinistra in Italia. Anche ai tempi della Dc c’era una “sinistra” Dc che cercava legittimazione a sinistra. Allora la “destra” neppure esisteva come soggetto politico accettabile. E la Dc, per il pensiero unico, era brutta e corrotta come poi craxiani e berlusconiani. Compreso il signor Moro, poi santificato a sinistra. Questa è storia.
    2) Il centrodestra perbene, serio e vero è un capriccio intellettuale. Non esiste da nessuna parte nel mondo. Bisogna essere ingenui per crederlo. Come non esiste la sinistra perbene, seria e vera. Il centrodestra prima di Berlusconi non esisteva nemmeno, pena l’anatema. Per questo Berlusconi è stato tanto odiato. Perché Berlusconi, storicamente parlando, significa la normalizzazione della politica italiana. Oggi si riparte da sinistra col grande attacco al populismo delle “destre” (al plurale, il gergo di questi cretini non ammette deroghe). In verità l’anomalia italiana è sempre stata, dalla fine della seconda guerra mondiale in poi, il radicalismo di massa a sinistra. Che ancora oggi esiste. Basta mettere insieme comunisti, arancioni ingroiani, vendoliani, grillini, CGIL, una buona parte del PD, vedi il neanche socialdemocratico Fassina, responsabile economico del partito cosiddetto “democratico”. Coscienti di questa anomalia a sinistra si è sempre cercato di deviare l’attenzione su una anomalia supposta, sul criptofascismo delle destre. Le anime deboli ci cascano.
    3) Non esiste alternativa politica alla sinistra che non sia il centrodestra, o meglio, la destra. Chi cerca altre soluzioni o è ingenuo, o vuole piacere. Un anno di governo Monti l’ha dimostrato abbondantemente.
    4) E’ ridicolo paragonare Grillo a Berlusconi. Non è nemmeno serio parlarne.
    5) La volontà riformistica del governo Monti non si è vista proprio. E ogniqualvolta la sua compagine minacciava, ma proprio alla lontana, di far qualcosa sul serio è stata la sinistra di lotta a mandare per tempo robusti messaggi al governo Monti, con la complicità di certi personaggi del Pd e nel silenzio di tutto il Pd. Questi sono stati i veri ostacoli. Il Pdl non c’entra niente.
    6)Quindi nella realtà italiana la destra politica è quel che è, né peggiore né migliore della gente che la vota, e non è molto diversa dalle “destre europee” che nel pensier si finge la razza delicatissima dei liberali italiani. La politica si fa lì, non in luoghi immaginari. E’ stupido essere velleitari e poi incolpare il volgo se per disperazione sceglie – giustamente – il Berlusca.
    7) Di Casini, Fini e Montezemolo non vale neanche la pena di parlare, così come di certi ministri del governo Monti, e infine dello stesso Monti: campioni mediocri di una prudentissima nomenklatura, i quali, per miracolo straordinario, dovrebbero dare nuovo sangue ad una destra, che, come da triste copione, non hanno nemmeno il coraggio di nominare.

  3. Zamax scrive:

    8) Ed inoltre, fattore decisivo, i centristi e i montiani non possono chiedere al Pdl, dopo il “passo indietro” del Caimano, perfino l’abiura e la liquidazione dell’eredità berlusconiana, neanche si trattasse del ventennio fascista. Farlo significa liquidare l’idea stessa del “centrodestra” e riportare il berlusconismo nel solco retorico dell’anomalia da espellere. Significa ritornare al bipolarismo sinistra Vs. centro, l’anomala architettura politica italiana, che era il risultato, ovviamente, dall’anomalia comunista.

  4. Zamax scrive:

    LA REPUBBLICA
    “Sarà tutta contro la politica del rigore e l’euro la campagna del Cavaliere e del leader 5 stelle, che hanno in comune l’estremismo populista. Il commento del direttore Ezio Mauro, nella riunione di redazione.”

    GRILLO = BERLUSCONI
    Il pensiero unico, prevedibilissimo, demagogico, egemone, settario…

    e chi lo subisce….

    e non lo chiamo utile idiota sennò si offende…

    (intanto però l’ho detto)

  5. creonte scrive:

    il problema è che libertiamo esiste solo su internet…

  6. lodovico scrive:

    Una destra fatta da Fini, da Bocchino e da Della Vedova. In cosa altro sperare: qui troviamo in pefetta successione tutti i valori che hanno fatto grande l’Italia.

  7. Zamax scrive:

    Rileggendomi, mi trovo un po’ troppo abrasivo e forse sgradevole. Non c’è nulla di personale, ovviamente. E’ che sono stufo di vedere un paese irretito in questa plateale mistificazione della storia recente e contemporanea.

  8. Carmelo Palma scrive:

    Marianna è penna eloquentissima, che esprime meglio di altre, per un evidente (e snobistico..:-)) disinteresse alla politica “politicata” la sensibilità che penso prevalente tra gli autori e i lettori di Libertiamo.
    Non è questo un articolo corrivo e compiacente – come Zamax accusa – verso il conformismo antiberlusconiano. E’ una giusta e liberatoria censura al berlusconismo coatto degli amici e dei nemici, un invito alla relativizzazione di un fenomeno molto grande e purtroppo anche molto piccolo, che gli estimatori e i denigratori vogliono invece “assoluto”.
    Non c’è forse un solo articolo in quattro anni di pubblicazioni di Libertiamo che descriva il berlusconismo come una causa e non invece – come è – un effetto dell’anomalia italiana. Infatti non lascerà il campo alla normalità, purtroppo.
    Che la destra liberal-conservatrice di qualunque Paese occidentale non sia questa miserabile rassegna di opportunismi, servilismi, agnosticismi e paraculismi, di populismo di lotta e di qualunquismo di governo, come quella berlusconiana si è rassegnata ad essere, invece lo diciamo forte e chiaro. Dalle vacanze moscovite, alla diplomazia estemporanea coi potenti del mondo che gli ridevano in faccia (non perché glielo dicesse Ezio Mauro) fino alle amicizie pericolose con piccoli delinquenti senza mestiere e ad una gestione del governo scriteriata e negligente, il berlusconismo è stato purtroppo anche la parabola triste di un uomo perduto nella propria vanità, che finirà politicamente peggio di come sarebbe finito in qualunque partito “normale”, che ad un certo punto, “normalmente”, avrebbe segnato il game over. Io che sono stato berlusconiano con molte riserve ma senza riserbo lo posso dire liberamente, con tristezza ma non recriminazione. E’ andata così, passi.

  9. spago scrive:

    Berlusconi ha tradito ogni pronmessa elettorale fatta in tanti anni. Chi l’ha votato dovrebbe essere con fiaccole e forconi sotto casa sua. Perchè Beralusconi è la garanzia definitiva che la “rivoluzione liberale” non si farà, neanche un po’, neanche appena appena o poco o poco.. Berlusconi=tasse più alte, più province, più protezionismo, più spesa clientelare, più conflitti d’interessi, più commistione pubblico privato, etc..

  10. Piccolapatria scrive:

    Se Berlusconi rappresenta tutte le nequizie, disgrazie nostre, l’altra B., il vecchionuovo che avanza vincitor ci prefigura un avvenire fosco e losco con programmi di UGUAGLIANZA ( tutti poveri uguali) e la magica PATRIMONIALE per ben attuare la rapina delle sostanze residue dei sudditi pagatori a favore della fornace ardente della spesa pubblica inarrestabile. Tutto il resto dei vostri discorsi è mera retorica; nient’altro che un eloquente argomentare che rivela la vostra incapacità a vedere la miserabile realtà del disastro effettivo operato dai provvedimenti dei famigerati tecnici, biechi gaudenti alla prima della Scala, mentre i più non hanno un soldo in tasca e, per pagare le tasse, si devono indebitare e/o ricorrere all’ultima risorsa dei sudatissimi risparmi passati in via di estinzione a breve. Tutto ciò mentre il deserto economico dilaga e continua a provocare suicidi “umani” sui quali si tace con indecoroso non cale.

  11. lodovico scrive:

    Dispiace che “libertiamo” non abbia ancora individuato cosa sia la “destra” e si accontenti, come Gaber di distinguere cosa sia esser “ cazzoni di destra” oppure non esserlo.
    Per la destra la Repubblica è fondata sulla libertà degli individui e sulla eguaglianza dei diritti degli individui e sulla eguaglianza del diritto alla giustizia che si riverbera nei confronti di tutti. Perché ci sia protezione dei diritti degli individui o dei cittadini occorrerà poi un sistema di tutele per i cittadini medesimi che li protegga da interventi esterni o contrari………etc.
    Molte cose non hanno funzionato nel dopo-guerra fino a Berlusconi , non ha funzionato il sistema di protezione nei confronti della mafia e della corruzione o dell’inquinamento o della disoccupazione etc……. ma le vostre analisi spesso non centrano i problemi e questo mi dispiace ( la destra è altro dalla social-democrazia)

  12. Zamax scrive:

    La grande nullità Montezemolo annuncia ora che non sa ancora cosa farà da grande… se Monti non si candida… indecisi a tutto… vogliono essere nuovi, “liberali”, pionieri ecc. ecc. ma vogliono essere allo stesso tempo applauditi dall’establishment, dal Sole24Ore, e dal Corrierone e magari pure battezzati da Scalfari… Lo sapevo che sarebbe finita così. Hanno fatto il vuoto a destra, ma a “destra” non vogliono andare. Sudditanza culturale. Che almeno il Berlusca non ha mai avuto. Martinazzoli si nasce…

  13. step scrive:

    In Italia chi non si adegua al conformismo “progressista” della sinistra viene comunque criminalizzato, non penso che senza il Berlusca la sinistra avrebbe avuto maggiore “pietà” di chi la pensa diversamente, non credo che la violenza indiretta della sinistra sarebbe stata inferiore nei confronti di chi non è allineato al politically correct egualitarista. Certo che scegliendo il Berlusca chi non è di sinistra si è dato proprio la zappa sui piedi, questo è vero, e occorreranno decenni per creare da queste macerie un soggetto politico sullo stile dei conservatori britannici, ad esempio. La colpa è di tutti noi. Sapevamo che Berlusconi non è un liberale, né tantomeno un liberista, e quindi neanche uno di destra; ma non dimentichiamo che tale prodotto era in qualche misura inevitabile, dato che è la sinistra italiota che si pone in maniera etnica e dogmatica, sempre alla ricerca di un nemico speculare con il quale poi si alimenta a vicenda.

    In ogni caso non mi va che la mia identità venga costruita dagli altri: non sarà certo la sinistra spaghettara, catto-comunista e moralista, a dire chi e cosa devo essere io, a dire chi e cosa deve essere un libertario, a dire chi e cosa deve essere la destra (ammesso che di destra debba essercene una soltanto). Liberiamoci pure – sacrosantamente – di Silvio e delle sue scaturigini, ma per favore, basta con la soggezione nei confronti della sinistra. Viva tutte le destre, cazzone e non, e viva anche tutte le sinistre, cazzone e non. Viva la diversità. E della “rispettabilità” me ne frego! (cit.)

  14. Zamax scrive:

    Ultima annotazione. Poi tolgo il disturbo per non diventare noioso. Vedo che Monti già si confessa da Ezio Mauro… insomma da Repubblica …insomma da Scalfari.
    Leggasi mio precedente commento. Pietà.
    L’unica cosa che il centrista italico sa fare è negoziare la resa, in cambio di considerazione e un posticino caldo e magari illustre, prima di farsi ingollare dal Leviatano Postbolscevico. Il povero, derelitto, volgare, disprezzato elettore conservatore l’ha capito da decenni. E’ colpa sua se vota gli unici che gli parlano?
    This is the question.

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