di SIMONA BONFANTE – Bravo bravo bravo Matteo Renzi. Ha combattuto una battaglia giusta, l’ha combattuta sapendo di poterla perdere, l’ha combattuta in prima persona. L’ha combattuta fino all’ultimo. Improvvisando fino all’ultimo. E riuscendo, fino all’ultimo, a sparigliare i piani degli avversari – il partito intero, non il solo competitor. Ma non poteva non perdere con quelle regole lì. Avrebbe dovuto essere ‘la’ partita della vita – quella delle regole all’Assemblea Nazionale del Pd. Ma quella partita, Matteo Renzi non l’ha invece nemmeno giocata.

Ha sopravvalutato evidentemente il senso del ridicolo, la faccia tosta, la spregiudicatezza liberticida dei ragionieri della Ditta. Avrà pensato: stai a vedere, una risata li seppelliràIl che è pure vero: ci siamo sbellicati su Twitter. Ma non è bastato, perché le regole, appunto, ormai erano quelle, e i garanti di quelle medesime regole, i suoi avversari. Ma si può competere così?

Renzi ha fatto casino per portare al voto più gente possibile. Ha fatto molto casino con l’instant website domenicavoto.it – e ha fatto bene a farlo. Ma ormai era tardi: i burocrati avevano già deciso di respingere le richieste di iscrizione ai ballottaggi di quei nuovi elettori che avrebbero permesso di giocare una partita vera. L’avevano deciso preventivamente, in realtà. Questo il testo fedele di una mail inviata da un comitato provinciale ad uno (evidentemente potenziale elettore del centrosinistra) che chiedeva di registrarsi per votare al secondo turno:

A causa dell’alto numero di richieste non sarð possibile rispondere direttamente.

In caso di mancata risposta la richiesta deve considerarsi non accolta.

Ci scusiamo per il disagio.

Ecco, Matteo Renzi ha fatto un sacco di errori, in questa campagna: inadeguata pianificazione strategica, mono-tonia del discorso, improvvisazione appunto. Ma niente che alla fine potesse far la differenza. La sua vera idiozia – o irresponsabilità, se vi pare – è stata quella di auto-consegnarsi ad una sconfitta annunciata. E io di questo mi chiedo il perché, senza però riuscire a trovare risposta. E me lo chiedo perché sono una di quelle occorrenze umane politicamente in letargo che Matteo Renzi ha ridestato e che, adesso: oddio, mica mi toccherà ritornare a dormire?

Twitter @kuliscioff  

p.s

Ah, per chi se lo forse perso, qui lo speech della sconfitta. Un leader – vero – quando perde, parla così.