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Né col Pd né tantomeno col PdL, serve un’offerta nuova, montiana e maggioritaria

Le primarie del Pd mostrano come la sinistra italiana sia entrata nel modo peggiore nella Seconda Repubblica (la “gioiosa macchina da guerra”), ma ne stia uscendo in quello migliore, attraverso primarie vere. Ma è pur sempre la sinistra italiana, condizionata dalla CGIL, conservatrice e desiderosa di archiviare Monti e soprattutto il montismo, cioè il coraggio delle riforme difficili contro le facili illusioni per tornare ad un socialismo anacronistico, che rassicura, ma non funziona, come dimostra in Francia il fenomeno Hollande.

Per il resto nel sistema politico italiano non c’è comunque nulla da conservare, ma tutto da ricostruire secondo progetti nuovi. Nulla di buono per il futuro uscirà dalla resa dei conti interna a quel che resta del PdL, che è rimasto prigioniero della biografia di Berlusconi e oggi partecipa senza possibilità di scampo al suo triste tramonto.  Questa è però una ragione in più per costruire un progetto politico nuovo rivolto in primo luogo agli elettori orfani della rivoluzione liberale, forse mai voluta e sicuramente tradita; elettori che riconoscono indubbi meriti a Mario Monti non solo per avere reso l’Italia più rispettabile e rispettata di fronte ai mercati e agli interlocutori internazionali, ma per avere riaperto – pur tra mille resistenze e battute d’arresto –  il dossier di riforme necessarie che l’Italia, da destra, come da sinistra, considerava politicamente troppo costose o impossibili.

Se quanti fanno politica e quanti si candidano a farla fuori dallo schema coatto – o con Berlusconi o con la sinistra – degli ultimi vent’anni sapranno unire le forze, sarà possibile offrire al Paese e ai milioni di elettori in fuga da questo sistema dei partiti un’alternativa vera, a vocazione maggioritaria. Quanti ritengono che Monti e la sua agenda siano una prospettiva necessaria per il governo dell’Italia anche nella prossima legislatura prenderanno in considerazione solo un’offerta politico-elettorale nuova e adeguata a questa ambizione, distinta e alternativa tanto a quella del Pd quanto, a maggior ragione, a quella tardo berlusconiana. Ma il tempo è poco e le resistenze – temo – molte.


Autore: Benedetto Della Vedova

Nato a Sondrio nel 1962, laureato alla Bocconi, economista, è stato ricercatore presso l’Istituto per l’Economia delle fonti di energia e presso l’Istituto di ricerca della Regione Lombardia. Ha scritto per il Sole24Ore, Corriere Economia, Giornale e Foglio. Dirigente e deputato europeo radicale, è stato Presidente dei Riformatori Liberali. Presidente di Libertiamo, è stato capogruppo di Futuro e Libertà per l'Italia alla Camera dei Deputati. Attualmente, è senatore di Scelta Civica per l'Italia.

8 Responses to “Né col Pd né tantomeno col PdL, serve un’offerta nuova, montiana e maggioritaria”

  1. Zamax scrive:

    Campa cavallo. E’ facile distruggere. Difficile costruire. Ora ci si accorge che la sinistra ha appoggiato la nascita del governo Monti solo per opportunismo. Salvo poi mettergli il bastone fra le ruote quando il non intrepido Monti ha appena accennato a fare qualcosa di serio; e a mettersi insieme in una coalizione che non è nemmeno socialdemocratica. E’ molto peggio, al di là delle etichette. Siamo arrivati qui, dopo un anno, col centro a fare la solita figura dell’utile idiota. E adesso? Adesso o si riunisce tutto il centrodestra, Lega compresa, o vince la sinistra, con contorno di millenarismo grillino. Bel capolavoro degli strateghi del “fare presto” e di chi sognava un’Italia “liberale” che oggi non può esistere, visto che – come tutti sanno – non esiste nemmeno un’Europa liberale.
    Né col Pd né col Pdl significa scegliere il peggio, far trionfare il populismo vero per fare un dispetto al populismo tutto in superficie del Berlusca.

  2. lodovico scrive:

    Insomma: fermare il declino.

  3. Lorenzo scrive:

    Unire le forze ma non con un progetto annacquato e democristiano. L’agenda Monti e’ una prospettiva utile e necessaria se va al di la’ dell’emergenza e finalmente pone le condizioni (meno spese e meno invasione della politica) per meno tasse e piu’ liberta’ economica. Altrimenti vanno bene anche Renzi o Bersani.
    Insomma, come ha detto lodovico prima di me, fermare il declino.

  4. Lontana scrive:

    Visto che voi insieme al traditore Fini siete stati la causa della caduta del governo Berlusconi e dei mali susseguenti, abbiate almeno il pudore di tacere e cambiare mestiere, che la politica non fa per voi. Amen.

  5. Giorgio Frabetti scrive:

    Il “popolo di Sinistra” ha votato Renzi, a dispetto dalla Camusso, che pure ha compiuto uno “strappo” dalla tradizione che vuole la formale distinzione CGIL-Partiti di Sinistra e ha dichiarato non solo il proprio voto per Bersani, ma ha anche “denunciato” il pericolo Renzi. Nonostante questo, gli elettori PD (specie delle roccaforti dell’Italia Centrale) hanno votato massicciamente per Renzi. La Sua analisi, Onorevole “Tanto la Sinistra resterà quella solita della CGIL” deve andare rivista! Eravamo preparati ad immaginare un voto a Renzi di “berlusconiani” in libertà; questo è un voto di Sinistra a tutti gli effetti, per una Sinistra nuova! Sul punto, vedi anche il mio: http://cincinnato-politikamentescorretto.blogspot.it/

  6. lodovico scrive:

    I redditi di locazione, in regime agevolato, non godono di nessuna agevolazione ai fini irpef. Nulla da ridire ma l’ufficio del registro chiede una aliquota del 1,40% per la registrazione ed una cifra fissa per finita locazione. La lotta all’evasione parta da presupposti credibili.

  7. raffaele scrive:

    ma mi facci il piacere …

  8. marcello scrive:

    Poi hanno fatto quella legge disdoro sulla cedolare che fa un regalo da vincita al totocalcio all’affittuario, prima connivente, che poi denuncia il proprietario che non ha registrato il contratto. In questo modo se uno riceveva un affitto basso, solo per andare avanti perché era disoccupato, rischia di ricevere, in caso di 4 + 4 applicato per legge, meno di 100 euro, e su questo lo Stato non riceve quasi nulla.
    Quindi con questa legge, che era concepita per combattere l’evasione (qualsiasi, anche se il proprietario è povero), alla fine lo Stato riceve molto poco e l’affittuario può fare il parassita nell’immobile. Neanche Democrazia proletaria aveva pensato mai di fare questa legge. L’ha fatta un governo di destra che invece ha modificato (o comunque voleva modificare e c’è l’ha fatta con Monti) l’art. 18.

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