di SIMONA BONFANTE – Le prossime politiche le vincerà il centro-sinistra. Il primo partito sarà il Pd. Il candidato Premier scelto dalle primarie del Partito Democratico sarà la persona che assumerà (o designerà chi dovrà assumere) il governo del paese. Le opzioni sono due: o vince Bersani o vince Renzi. Se vince Bersani, il prossimo governo nascerà da un accordo tra establishment – gli stessi di sempre – stavolta declinati al centrosinistra del centro. Se vince Renzi, il prossimo sarà il primo governo (da diciamo sempre) con l’interesse di governare – cioé allargare, non restringere, le opportunità dei molti, non dei pochi – invece che di occupare spazio pubblico per sottrarre potere alla parte politica avversa. La inibente guerra civile permanente tra feudi auto-conservativi: è quella roba là che la vittoria di Matteo Renzi alla fine rottamerà. E non potrà che venirne del bene, al sistema politico ed alla democrazia nazionale, mica solo al centrosinistra.

Le primarie del centrosinistra non vanno prese come una cosa interna a quella parte là, perché è il risultato del voto di domani che stabilirà, nei fatti, chi deciderà della nostra sorte per i prossimi cinque anni. Se quel qualcuno fosse chi ha già contribuito in passato a decidere della nostra sorte, regalandoci la condizione di sottosviluppo attuale, i prossimi saranno cinque anni persi. E non possiamo permettercelo. Non servono piccole novità di carrozzeria, al nostro paese: serve un’ingegneria (istituzionale, politica, democratica) tutta nuova. Ed una nuova meccanica anche: amministrativa, di governo, di controlloUna meccanica funzionale al potenziale dei cittadini, non alla autopoiesi della struttura.

L’alternativa a Matteo Renzi è Bersani, con Vendola e Casini. I tre à coté l’uno dell’altro. Un usato che di sicuro ha solo la diversamente articolata propensione alla conservazione. Questo blocco conservativo ed inibitore di progresso è un blocco eminentemente politico. E politicamente deve essere decomposto. Confidare nel movimentismo para-civico o meta-politico dei terzi è un esercizio velleitario. L’unico che ha davvero la chance di stendere al tappeto i pesi minimi che hanno reso una farsa questa parentesi pubblicitaria chiamata seconda repubblica è Matteo Renzi.

La ‘rottamazione’, paradigma politico della liberazione dal ventennio, è il presupposto di una ricostruzione che verrà da nuove ‘regole del gioco’ – democratico, civile, istituzionale – e da nuovi giocatori. Che questo avvenga è interesse di tutti. La vittoria di Matteo Renzi è il riscatto della volontà popolare tradita sul finanziamento ai partiti, la rivincita dell’audacia sulla compiacenza, la pacificazione – ovvero la razionalizzazione – dei termini in gioco nel conflitto che i partiti più immorali della storia hanno preteso di defire ‘etico’. Francamente, è proprio questa ipocrisia che dobbiamo tutti, convintamente, metterci in testa di mandare al macero, in maniera rapida e indolore, in questa concretissima opportunità che ci si presenta domani, domenica 25 novembre 2012: un quarto d’ora di fila, forse un po’ di più, per votare Renzi alle primarie del Pd, ovvero un vero ganzo alla guida del paese.

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