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Internet per la cultura e la cultura di Internet

– Cos’è la cultura? Non pretendiamo di spiegarvelo in un articolo di poche battute.
Cos’è Internet? Anche questo, ormai raccoglie in sé talmente tanti significati da non potersi certo trattare in poche righe.
Quello che, più modestamente, possiamo provare a fare è analizzare le interazioni fra i due, e, con qualche esempio, raccontare come Internet possa aiutare a diffondere la cultura al di là delle barriere geografiche e sociali.

Il progetto “Google Cultural Institute“, nato nel 2010 e presentato ieri 21 novembre a Roma alla presenza di molti esponenti della cultura italiana, in occasione della collaborazione con l’Istituto Luce-Cinecittà sul progetto “Years of Dolce Vita, si pone come obiettivo quello di portare opere d’arte famose e documenti storici importanti a disposizione di quante più persone possibile.

“Internet for Culture”, come è stato definito, è un progetto vastissimo, dalle potenzialità immense: in una sua parte fotografie significative e rappresentative della storia del Novecento sono raccolte, a definizione altissima e in rigoroso ordine cronologico, in “mini-mostre” accessibili da chiunque abbia una connessione e un computer (uno smartphone, un tablet); su YouTube si possono ammirare, grazie appunto alla partnership con l’Istituto Luce, ore di filmati che raccontano la transizione dell’Italia da Paese agricolo e povero a industriale e ricco fra gli anni ’50 e ’60 del Novecento; grazie all’Art Project ci si può fare un’idea molto precisa di migliaia di opere d’arte esposte in musei di città distanti migliaia di chilometri, contemporaneamente e senza muoversi da casa, si può fare una cartellina con quelle preferite, si possono fare ricerche per autore, per opera, per periodo e per tanti altri parametri; con World Wonders si può fare una metaforica, virtuale passeggiata in alcuni tra i luoghi universalmente riconosciuti come i più belli del mondo (per dire: la barriera corallina, Pompei, Stonehenge, Praga, Salamanca, Versailles, Kyoto).

Cose impensabili fino a una ventina d’anni fa, quando lo studente medio aveva a disposizione nient’altro che qualche foto sbiadita sul libro di storia dell’arte e qualche descrizione nebulosa per immaginare come fossero davvero le opere che studiava (o magari, per bene che gli andasse, Ryanair che lo portava a visitare i musei europei, ma solo quelli europei, e nemmeno tutti, a poco prezzo e orari scomodi); cose che certamente arricchiscono il patrimonio culturale di ciascuno di noi e ci portano (per quanto questa, ne siamo coscienti, possa suonare come una banalità) ad allargare i nostri orizzonti verso forme, artisti e luoghi di produzione dell’arte che coi mezzi “tradizionali” non avremmo mai preso in considerazione.

Cose di fronte alle quali i luoghi comuni del tipo “Internet è il futuro”, “I giovani e Internet”, “Internet è pericoloso” risultano più che mai obsoleti, anche se  (come in generale tutti i luoghi comuni, peraltro) un fondo di verità ce l’hanno. Certo che Internet può essere pericoloso; ma, se lo si sa usare, rappresenta una possibilità di arricchimento culturale troppo grande per lasciarsi spaventare dagli eventuali pericoli.

Certo che più si è giovani e più Internet fa intrinsecamente parte della vita; ma anche le mamme, i papà, i nonni e i bisnonni (che magari non prenderebbero mai un aereo per andare a vedere il Louvre o il MOMA) possono trarre gioia dall’osservare sullo schermo di un computer le più belle opere d’arte del mondo, o dal vedere, raccolti e commentati, video e fotografie del periodo in cui i ggiòvani erano loro.

Certo che Internet è il futuro; lasciatevelo dire, però, signori, Internet è soprattutto il presente,un presente in cui la possibilità – offerta, ribadiamo, a chiunque al mondo disponga di computer e connessione veloce – di passeggiare in un museo virtuale non sostituisce l’esperienza reale, ma la arricchisce e la fa desiderare ancora di più.

Non abbiate timore: Internet for Culture non ci trasformerà tutti in obese e insoddisfatte Madame Bovary del Ventunesimo Secolo, intente a passeggiare virtualmente dalla loro poltrona nella mappa di quella Parigi che non vedranno mai in vita loro. Ci stimolerà, piuttosto, ad andare a vedere non solo Parigi, ma anche Kyoto, Bellinzona o Segovia, ci porterà a scoprire idee e prospettive nuove sulla storia recente, ci farà capire che la “cultura di Internet”, per sua natura, non può essere racchiusa in una serie di luoghi comuni, sempre gli stessi da quindici anni, ma deve aggiornarsi insieme al mezzo.

Insieme a noi, se lo vorremo.


Autore: Marianna Mascioletti

Nata a L'Aquila nel 1983. E’ stata dirigente politica dell’Associazione Luca Coscioni e tra gli ideatori del giornale e web magazine Generazione Elle. Fa cose, vede gente, cura il sito.

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