di CARMELO PALMA – Se i miei sostenitori più affezionati e gli alfieri di un montismo così acceso da apparire perfino conformistico neppure riescono a mettersi d’accordo tra di loro – che sarà difficile, ma non più impossibile che governare l’Italia; se il messaggio dell’unità e della responsabilità di governo si ferma irrimediabilmente sulla porta dei partiti e dei non-partiti montiani che neppure riescono a far tornare i conti del dare e dell’avere di questa impresa comune e continuano a preferire l’ognun per sé e il Monti-per-tutti; se tutti giurano di pensarla allo stesso modo, ma non riescono a pensarsi in uno stesso luogo, se dicono di parlare lo stesso linguaggio, ma non riescono a capirsi o si capiscono fin troppo bene e quindi continuano a diffidare gli uni degli altri; se è così che stanno le cose, non è perché siamo solo all’inizio, ma perché avete iniziato decisamente male, oltre che in ritardo, la rincorsa al voto della prossima primavera.

Se insomma, cari amici,  volete continuare a giocare a chi è più montiano dell’altro secondo una logica opportunistica e gruppettara, politicistica e parassitaria allora trovatevi una nuova icona, un altro santo salvatore, un diverso feticcio elettorale. Not in my name.

Io me ne vado al Quirinale, se mi ci mandano i “nemici”, o me ne torno a Palazzo Chigi ad amministrare il nulla di fatto elettorale che con la riforma del Porcellum state, proprio voi, precostituendo. Ma per far questo non ho bisogno di una o due o magari tre liste montiane che si arrabattano attorno alla soglia di sbarramento – un po’ sopra o un po’ sotto, poco importa – e si contendono il privilegio dell’investitura. Avrei al più bisogno che ad un identico nome – il mio – corrispondesse una identica cosa, che fosse mia in un senso meno personale e più reale e che fosse una, non due, tre, o quattro secondo la vostra convenienza, ma evidentemente non la mia.

Se Fassina e Ichino riescono a stare nello stesso partito e Casini e Montezemolo neppure nella stessa lista elettorale (e non m’importa per colpa di chi) ma io devo stare con la mia “faccia” in entrambe, capirete anche voi che c’è qualcosa e anche più di qualcosa che non va, e che non sono il solo ad accorgersene. Il “meno male che Monti c’è” mi sembra un modo troppo ateo e troppo devoto, se così posso dire, per essere montiani. E io non sono Berlusconi e non ho ragione per trarne soddisfazione né conforto, perché come sapete ho un senso abbastanza acuto e onesto della realtà.

Mario Monti

Prima la spedisce, questa lettera, meglio è.

Twitter: @carmelopalma