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Hamas può attaccare, Israele non deve reagire. E la Siria? Dimenticata

– In questo conflitto abbiamo di fronte uno scenario facilissimo, l’ideale persino per chi voglia vedere la realtà in bianco e nero.

Togliamo pure i nomi dei Paesi in campo per capire quale sia la situazione. Un regime autocratico, che ha conquistato il potere con la forza in una piccola ma popolosa regione, mai riconosciuta da alcuno, nemmeno dal nascente Stato che dovrebbe rappresentare, lancia centinaia di razzi al giorno contro le città di una nazione sovrana, riconosciuta all’Onu sin dal 1948. La nazione sovrana in questione risponde, non con un’invasione di terra, né con bombardamenti a tappeto, ma con raid selettivi. Questi ultimi sono indirizzati ai soli obiettivi militari. Per risparmiare vite civili, vengono persino lanciati volantini in lingua locale, per avvertire tutti di stare lontani dagli obiettivi militari. Nonostante ciò, il regime autocratico, che continua a lanciare razzi contro i civili (altrui), posiziona le sue armi e i suoi arsenali proprio in mezzo ai (suoi) civili. Rendendosi moralmente responsabile sia dei morti che provoca, sia di quelli che subisce.

Cerchiamo di essere sempliciotti. E cerchiamo di guardare la realtà in bianco e nero. In una situazione come quella descritta sopra, chi sono i buoni e chi i cattivi? Chi sono gli aggressori e chi gli aggrediti? Chi sta combattendo lealmente e chi sta commettendo crimini? Nessuno avrebbe dubbi (presumo).
Abbiamo volutamente omesso i nomi delle parti in guerra, proprio perché una situazione simile potrebbe capitare ovunque vi sia tensione.
Invece, tutto ciò sta accadendo, adesso, nel Medio Oriente. La nazione aggredita si chiama: Israele. Il regime autocratico aggressore si chiama: Hamas. E allora la realtà resta sempre in bianco e nero, ma i colori, magicamente, si invertono. Hamas diventa l’aggredito buono, senza macchia, che si batte per proteggere i civili dagli aggressori israeliani. L’azione militare di Israele viene paragonata, di volta in volta, ad un crimine pari allo sterminio dei pellirosse, alla Shoah, alle Fosse Ardeatine. Dimenticatevi la storia e la genesi di questo conflitto: se Israele sgancia una sola bomba su Gaza, è lui l’aggressore. E nessuno ha dubbi in merito. Non serve nemmeno dire “la realtà è complessa”. Sarebbe un gesto inutile e snob. La realtà sarebbe semplicissima. E’ la narrativa che leggiamo, ascoltiamo e vediamo nei media che la rende confusa e a tratti anche ribaltata.

Perché Israele è sempre sotto accusa, anche quando gli israeliani sono aggrediti in casa loro? Perché, nei decenni, si sono accumulati pregiudizi e narrative completamente ideologizzate su quel Paese. Quante volte si sente definire Israele uno “Stato teocratico”? Molti intellettuali, anche ebrei, sono convinti che non sia più una democrazia, ma un regime religioso. Strano che al suo interno vi sia piena libertà di culto e sia uno dei pochi Paesi del Medio Oriente in cui le Chiese possono suonare le loro campane, senza che i cristiani subiscano pogrom. Se bevo una birra e mangio un panino al salame, il venerdì sera, nessuno mi frusta o mi sbatte in galera. Dove saranno mai i guardiani di questa teocrazia?

Lo storico Ernst Nolte lo ha definito “ideocrazia”, eufemismo per definire un regime para-totalitario dominato da una sola ideologia (il sionismo). Strano, però, che viaggiando in Israele chiunque possa constatare che le elezioni sono libere, così come i partiti, le associazioni, le idee e la possibilità di criticare, anche condannare, il governo. Quante volte sentiamo dire che Israele è uno “Stato fondato sull’apartheid”, manco fosse un novello Sud Africa? Anche qui, non si capisce perché vi siano così tanti arabi che vivono, votano e lavorano liberamente in quel “regime” che dovrebbe essere razzista e segregazionista. E che dire della definizione “Stato etnico”, costituito da soli ebrei? E allora cosa ci fa quel 20% di arabi (per non parlare di beduini, circassi, drusi e altri) che non sono ebrei, non professano l’Ebraismo, eppure godono degli stessi diritti degli ebrei? Strana forma di etnicismo tollerante…

Questa visione nera di Israele, accusato di tutti i mali del Ventesimo Secolo, condiziona tutto il resto della (dis)informazione. Se i malvagi israeliani costruiscono una barriera per difendersi dai terroristi, vuol dire che è solo una scusa per segregare i palestinesi. Se si ritirano da Gaza, lasciando la popolazione locale libera di autogovernarsi, lo fanno “da arroganti”, unilateralmente. Se dopo due anni pongono l’embargo a Gaza (dopo aver subito attentati, razzi, rapimenti) vuol dire che vogliono far morire di fame e di stenti quella popolazione. Gaza diventa il “nuovo Ghetto di Varsavia” (William Robinson, Richard Falk e molti, molti altri). E’ un “carcere a cielo aperto” (Ron Paul). E’ “genocidio” (Ilan Pappe). Salvo scoprire, poi, che la popolazione di Gaza cresce ogni anno. Strana forma di genocidio, allora…

Se Hamas lancia razzi contro Israele, è sicuramente una loro (loro disperati, loro novelli ghettizzati di Varsavia) reazione esasperata al genocidio che stanno subendo. Lo fanno con razzi rudimentali, paragonabili a sassi. Sono fabbricati in Iran, arrivano sino a Tel Aviv e Gerusalemme, se centrano una casa ammazzano tutti quelli che ci abitano. Ma sono solo razzetti da ragazzi, roba da disperati. I missili israeliani, invece… solo quelle sono armi vere. Sono le armi del genocidio. E servono solo ad uccidere i bambini (tutti bambini, a Gaza? Gli adulti dove sono? Chi spara i razzi? Chi presidia le basi militari colpite?). Le foto di bambini morti ammazzati abbondano. Qualcuna non è proprio stata scattata a Gaza. Talvolta si scopre che quegli innocenti sono stati uccisi in Siria, dal regime di Assad, o dai ribelli, in un’altra guerra. Ma inizialmente, stando alle didascalie, tutti i bambini arabi morti sono vittime dei bombardamenti (anzi: del genocidio) di Israele. Le rettifiche, se ci sono, chi le vede?

Già, indignarsi per le vittime arabe dovrebbe portare ad odiare ancor di più un regime arabo (e dichiaratamente nemico di Israele) quale quello di Bashar al Assad: 35mila morti, anche donne, vecchi e bambini e il massacro continua impunito. Assad è lo stesso che oggi rilascia dichiarazioni a sostegno di Hamas, dopo averlo finanziato e armato per anni e anni e averne ospitato il leader politico (Khaled Meshaal) nella sua capitale, a Damasco. Fino a ieri, i media (a partire da Al Jazeera) piangevano per le vittime di Assad. Non è lecito porsi, a questo punto, almeno qualche domanda sulla natura dei nemici di Israele? No. Non è lecito. Anzi: anche qui interviene la deformazione ideologica che rovina tutto.

La ribellione araba contro i dittatori è stata già accostata al movimento degli Indignados e di Occupy Wall Street, dando per scontato che i capitalisti siano un “regime”, feroce come quello di Assad. Oggi la stessa ribellione araba contro i dittatori viene equiparata alla “resistenza” di Hamas (finanziato da quegli stessi dittatori) contro la “vera tirannia”. Che è sempre Israele. Quindi non c’è scampo. Il male è sempre Israele. Se amavi la primavera araba, se ti sei entusiasmato per Piazza Tahrir, oggi devi stare per forza dalla parte di Hamas. Il pacchetto è all-inclusive.

Lo spettatore medio, poi, non si pone troppe domande. In Tv vede i bambini morti a Gaza e legge le didascalie. E si indigna. Non sta più nella pelle. Se è un fervente islamico, la sua reazione sarà quella di impugnare le armi e andare ad ammazzare i “perfidi sionisti”, in Medio Oriente o fra i vicini di casa. Se non è un fervente islamico, si limiterà a odiare lo “Stato genocida”, magari andrà a lanciare insulti contro la sinagoga della sua città, frequentata da ebrei italiani.

Questo è il “bel” servizio che sta facendo la stragrande maggioranza dei media internazionali. Lo fanno per un solo motivo: i pregiudizi contro Israele sono diventati più potenti della realtà che abbiamo sotto gli occhi. Da cosa derivino questi pregiudizi è una storia lunga e risaputa, che si intreccia con quella dell’anti-semitismo e dell’anti-sionismo in tutte le sue numerosissime sfumature. Israele, oggi, viene dipinto come un mostro, anche da chi versa ancora lacrime per l’Olocausto. Solo quando avremo buttato via quel ritratto deformato dello Stato ebraico, potremo tornare a parlare seriamente del conflitto in Medio Oriente. Ma è un lavoro immane.


Autore: Stefano Magni

Nato a Milano nel 1976, laureato in Scienze Politiche all’Università di Pavia, è redattore del quotidiano L’Opinione. Ha curato e tradotto l’antologia di studi di Rudolph Rummel, “Lo Stato, il democidio e la guerra” (Leonardo Facco 2003) e il classico della scienza politica “Death by Government” (“Stati assassini”, Rubbettino 2005).

31 Responses to “Hamas può attaccare, Israele non deve reagire. E la Siria? Dimenticata”

  1. Oscar scrive:

    6 un sionista, ignorante! stai girando una frittata che su qualunque libro di storia (che racconti i fatti) ti avrebbe smentito.
    I palestinesi sono un popolo che anche se non ha la legittimazione della ONU (organizzazione che ha fatto niente per evitare tutti i conflitti sin da quando era società delle nazioni) vive su quel territorio da migliaia di anni, mentre gli ebrei sene sono appropriati perchè la bancocrazia anglo-americana-giudea l’ha imposto per avere un paese satellite nel medio-oriente, culla della cultura araba che non ha causato l’Olocausto ma siamo stati noi europei. Perchè Israele non l’avete fatto a Berlino o Norimberga eh???.Inoltre si sono appropriati di quel territorio proprio attraverso la forza militare e del capitale contro un popolo povero e militarmente arretrato (tant’è che si sono dovuti invetare la “guerra delle pietre” ovvero intifada). Non fai altro che alimentare fiamma guerrafondaie sioniste. Giustifichi un genocidio decennale, dichiarato da tutti, in nome di inesistente sovranità Israeliana se non pura sovranità militare, se non sovranità della forza bruta e violenta (la legge della giungla insomma!).
    Quando vai a dormire guarda le foto degli infati (di hamas, come se poi i bambini morti fossero terristi o come se un popolo intero fossero terrista) dissanguati e sfreggiati per secoli con il consenso dell’imperialismo occidentale. E non dire FALSITA perchè i raid israeliani colpiscono scuole, stazione, della polizia ed infrastrutture, mica tanti “Obiettivi strategici!?!?!?!.
    Ti meriteresti una bella vacanza premio a gaza proprio in questi giorni!
    SIonista Guerrafondaio 8e mi sono moderato)

  2. Redazione scrive:

    Un commento che dimostra in maniera lampante la giustezza delle argomentazioni contenute nell’articolo.

  3. Alessandra scrive:

    Concordo pienamente con le considerazioni dell’autore dell’articolo,infatti ci sono morti di serie A e di serie B come il povero Tibet massacrato violentato dalla dittatura cinese ma questi scempi non interessano nessuno….come mai? I morti non hanno colore ne nazionalità’! io sono contro tutte le guerre! E contro tutte le dittature soprattutto le religiose!

  4. Daphne scrive:

    Grazie, Stefano. Finalmente un commento pesato e informato, contro il continuo berciare di chi vede la realtà attraverso un velo di pregiudizi, slogan, facili stereotipi e disinformazione. E che accusa di pregiudizio chi non fa altrettanto. Grazie.

  5. Debora scrive:

    Direi che l’analisi che leggo è disinformazione pure e così tanto accorata da essere sicuramente interessata. E la risposta al commento arrabbiato di Oscar ne è la prova del nove. Sono moltissimi i libri di scrittori e giornalisti indipendenti che spiegano quale è la verità storica, completamente differente dalla solita solfa che passa sui media e che nel mondo occidentale ci siamo sorbiti sin da bambini (gli israeliani i buoni e i palestinesi i cattivi). E basterebbe solo osservare i profitti dell’industria bellica e tecnologica israeliana degli ultimi dieci anni per farsi un’idea della cinica realtà. Più bambini innocenti ammazzeranno gli israeliani con la solita spietata e mistificante giustificazione della legittima difesa più sarà chiaro al mondo da che parte schierarsi.

  6. Jan scrive:

    provo pena per omissis del suo calibro, troppo comodo cancellare UNILATERALMENTE IL PASSATO STORICO, di questa “forzatura politica” di nazione che é ISRAELE, “facciamo come sia non sia accaduto nulla” e che non abbiano nome…..?
    LEI E’ SENZA VERGOGNA!
    Io non difendo HAMAS, ne li difendo, ne li appoggio, ma fra la miseria, nella quale é segregata la gente di GAZA e la ricchezza dello stato ebraico, anche solo, in quanto arsenale militare, e all’enormità di mezzi che ha ISRAELE, ma se sono “eletti” e così INTELLIGENTI com’é che non abbiano fino ad ora trovato una soluzione?
    Ma come, non sono quelli che tengono il coltello dalla parte del manico, l’embargo per esempio, o quelli di GAZA potrebbero imporlo ad ISRAELE nello stesso modo e maniera?
    La sproporzione delle forze e delle condizioni di vita mi fanno stare dalla parte degli abitanti di GAZA, non per HAMAS.
    E’ VERGOGNOSO CANCELLARE LE VERITA’ STORICHE DI QUESTO GUAZZABUGLIO UMANO, E DATO IL “PASSATO” DELLA SHOA’, NON DOVREBBE AVER RESO LA COSCIENZA DEGLI EBREI MAGGIORMENTE SENSIBILE, AD OGNI FORMA DI SEGREGAZIONE, O NO, E AVREBBE DOVUTO RENDERLI PIU’ DISPONIBILI A CHE CERTE COSE NON SI RIPETESSERO, NON HANNO UNA RESPONSABILITA’ DI MATURITA’ E COMPASSIONE MAGGIORE DI ALTRI POPOLI? SE FOSSE COSI AVREBBERO GIA’ TROVATO UNA SOLUZIONE, MA SI FANNO SCUDO DEL PASSATO COME HAMAS SI FA SCUDO DEI BAMBINI, MA CHI HA MAGGIOR POTERE ECONOMICO SUL POSTO?
    ALTRO CHE BALLE NON VOGLIONO TROVARE NESSUNA SOLUZIONE E STRUMENTALIZZANO HAMAS, PER CONDIZIONARE LA POLITICA INTERNA, SPINGENDOLA A DESTRA VERSO I MILITARI GUERRAFONDAI.
    STATO COSTRUITO A TAVOLINO IN BARBA A TUTTO E TUTTI, AFFAMATO DI TERRITORIO E ARROGANTE COME SOLO I MILITARI E LE DESTRE POSSONO ESSERE, ALTRO CHE POPOLO ELETTO…..MA LEI SI VERGOGNI.

    NB –> I commenti si scrivono in minuscolo. La maiuscola in rete è contraria alla netiquette. e zero offese, come si dice a un commento più avanti.
    La Redazione

  7. Mario scrive:

    Sono pienamente d’accordo con l’articolo e la redazione. Questi individui l’hanno imboccati per bene dala sinistra anche se ancora mi chiedo come mai abbiano sempre appoggiato questi stati molto pochi democratici e religiosamente fanatici.

  8. Oscar Fontana scrive:

    La cosa veramente divertente è che chiunque parli in maniera equilibrata del conflitto Israelo/Palestinese è Sionista! Tutte, e dico Tutte, le nazioni su questa terra sono nate sul sangue delle popolazioni che vi dimoravano prima. Ora partendo dal presupposto che Israele è lì e nessuno la può spostare pensi sinceramente che mettere una batteria di missili su un palazzo civile per avere il doppio effetto, morti dal missile e morti da piangere della risposta sia un modo non criminale di condurre un conflitto?
    La stessa cosa fatta dai tedeschi durante l’occupazione in Italia è stata giudicata come un’infamia! Perchè fatta da questi “signori” non viene giudicata nella stessa maniera?

  9. Luca scrive:

    Oscar , sei omissis . Israele è uno stato legittimamento costituito e riconosciuto , a cui hanno assegnato un pezzo di deserto che è stato trasformato in un giardino . Gli ebrei hanno la testa e le palle per essere una potenza mondiale , Hamas è solo un gruppo terrorista fatto da 4 coglioni che non sanno neppure costruire una capanna di fango , a cui non frega un cazzo di donne e bambini , tant’è che li usa come scudi umani . PIANTALA DI FARE LO SPOCCHIOSO ARROGANTE , E SCENDI DA QUELL’OLIMPO AUTOCOSTRUITO , omissis ( e mi sono limitato ) . Se israele colpisce asili , scuole , ospedali , è perchè i terroristi di Hamas nascondono li le basi di lancio dei loro missili di fabbricazione iraniana
    RISPONDI , SE HAI RISCONTRI , omissis

    NB –> Commento moderato con espunzione degli insulti. i prossimi saranno direttamente cestinati. Qui si discute, non si tifa nè ci si offende.
    La Redazione

  10. Ale scrive:

    ma se sono gli stessi israeliani che condannano il proprio paese…

    -ricordiamoci i pestaggi dei rabbini da parte della polizia
    -ricordiamoci che i ragazzi che non vogliono fare servizio di leva finiscono 1 mese si 1 mese no in carcere finchè stremati non cedono
    -ricordiamoci che a questa chiamata sono obbligate anche le ragazze
    -ricordiamoci che israele è molto molto in basso nella classifica della liberà di stampa…
    -ricordiamoci che israele ha minacciato il mondo nel caso venga attaccato seriamente, lancerà bombe atomiche a tutti i paesi che non parteciperanno alla difesa.
    -ci dobbiamo anche ricordare che lo stesso paese ha minacciato tutto il mondo con una ritorsione nucleare generale, nel caso
    a-ritorni il fascismo in europa
    b-israele venga sconfitta

    insomma se il regime palestinese è autocratico(e lo è) ma allo stesso modo non s può dire quello che è israele… troppo stato canaglia per poterlo fare.

  11. Gabriele scrive:

    Ahahahah…ALE sei un ignorante , ma dove ti informi? su topolino ?
    Dove hai preso queste informazioni su alquaida.com ?
    Israele non ha mai minacciato nessuno con le atomiche!
    La liberta di stampa in Israele è TOTALE !
    L’obbligo del servizio militare c’è , ed è così in tutti gli stati con servizio militare obbligatorio , purtroppo se non ci fosse l’esercito israeliano non ci sarebbe più israele.

    Impara a distinguere la cacca dalla cioccolata !
    Ossequi

  12. Piero scrive:

    Io ricordo un viaggio in nave da Patrasso ad Ancona quasi venti anni fa. Avevo il passaggio ponte e dormivo per terra. Di fianco a me su una sedia stava una anziana signora israeliana la quale per dignita’ non accetto’ il mio materassino e il mio sacco a pelo. Andava da Israele a Milano via nave con passaggio ponte. Mi ha detto che gli israeliani non sono tutti ricchi. Mi ha anche detto che lei era scampata alla Shoa’ da bambina e dopo la guerra e’ andata nel nuovo stato di Israele, e poi ha fatto tutte le guerre che Israele ha combattuto, ma che adesso se ne andava perche’ in Israele c’era il fascismo. Dolce signora, chissa’ se e’ ancora viva. Secondo me in Israele da quell’incontro non e’ cambiato niente (i fascisti continuano a stare al potere) e fino a quando gli israeliani non cambieranno mentalita’ e politica le cose laggiu’ andranno sempre peggio per tutti.

  13. Daniele scrive:

    mi spieghi quale stato sulla faccia della terra non è una “forzatura politica”?

  14. Adriano scrive:

    Il truculento regime islamofascista di Hamas ha riconfermato con due atti, per chi vuol vedere al di là dei paraocchi, la propria sinistra natura:
    le esecuzioni dei presunti informatori, con carosello di moto e vilipendio di cadaveri da parte di miliziani ridenti;
    il plauso all’attentato al bus a tel Aviv, ennesima riprova dell’approccio genocida e indiscriminato che dovrebbe far inorridire ogni sensato simpatizzante della causa palestinese.

  15. Piccolapatria scrive:

    Grazie all’autore per la lucida e onesta ricostruzione della realtà tragica. Il pre-giudizio su Israele è il frutto della “calcolata” disinformazione e ne abbiamo la prova provata in molti commenti qui sopra. Ma non si scoraggi l’autore, continui a essere “diverso”, a scandalizzare i benpensanti senza testa propria, a suscitare in loro le reazioni scomposte e velenose con le quali si accalorano per dare forza alle tesi e leggende gotiche che molta “intellighenzia” continua a spargere contro il popolo israeliano che ha la imperdonabile colpa primaria di esistere, di aver saputo far prospero un territorio dalla natura ingrata, di essere una nazione più che avanzata nella tecnologia anche militare in forza della necessità di resistere e, colpa massima, di volersi anche difendere dai biechi, vigliacchi terroristi che si fanno scudo a danno degli inermi propri civili. Israele non è del tutto innocente, ne ha fatte delle sue quando ha preso iniziative di esagerata rappresaglia ma, sta di fatto che è sempre prevaricatore infame mentre l’altra parte, quella che ha nel suo statuto e nei suoi atti la distruzione definitva del popolo israeliano, è sempre vittima. Grazie per l’ospitalità.

  16. carlo scrive:

    Forse lei prima di dare dell’ignorante dovrebbe andare a fare un giro in quei bravi paesi “democratici” come sono quelli arabi e poi forse capirà la parola segregazione e il suo vero significato.
    Chi ha maggiore peso economico sul posto….credo che dovrebbe chiedere ai vari dirigenti di hamas che fine fanno tutti quei miliardi di dollari annui che ricevono dall’Iran e da tutti qui paesi del Golfo.
    Lei parla che sono solamente quelli di destra i guerrafondai e i russi che massacrano giornalmente i ceceni o i cinesi che operano il sistematico sterminio dei tibetani mi sembra che si chiamano comunisti e quindi di sinistra.
    Credo che lei si deve vergognare|

  17. Ruben scrive:

    Voglio credere che la realtà sia nel mezzo, le guerre mietono vittime ovunque, purtroppo attualmente le vittime di Gaza sono alquanto superiori a confronto di quelle israeliane.
    Detto questo concordo a pieno su quanto citato dall’autore in merito alla Siria, dove i morti al giorno superano regolarmente tutti i morti causati dal “conflitto di Gaza”.
    Purtroppo, la Siria non fa ancora notizia come dovrebbe, purtroppo i media non fanno il lavoro che devono fare, per avere maggiori informazioni sul conflitto siriano devo collegarmi con la CNN, BBC o Al Jazera, ma questo è un problema cronico dell’informazione, basta ricordare gli anni settanta quanto i morti del regime di Pinochet facevano più notizia dei quasi due milioni di morti di Pol Pot, anche la Cambogia non faceva notizia per evidenti motivi politici post Wietnam..è così che vorrei immaginare un futuro un po’ più oggettivo e meno (passatemi il termine…) ipocrita nell’informazione, a partire da noi, che dovremmo usare questi spazi per un confronto civile e meno violento.

  18. carlo scrive:

    Ultima cosa forse non hai visto il carosello di moto che trascinavano quella persona da parte dei tuoi bravi ometti di hamas….vai a vedere,
    specchiati e vergognati!

  19. Mario scrive:

    Tutti bravi a parlare. ad additare israele. invece di capire voi Antisionisti/antisemiti, che confondete cosi facilmente le cose. Dimenticate il vostro “poverino” popolo palestinese che succube della tirannia del terrorismo non fa altro che crescere la popolazione nel l’odio verso il prossimo, nella distruzione dei propri figli armandoli di bombe e missili, è solo l’unica via di uscita che pensate ci sia. dove a babbo morto, israele passa LUCE, FERITI ai proprio ospedali israeliani e che voltantina il posto prima di borbardare dicendo al proprio avversario attento che sto bombardando quindi vattene se non vuoi morire… quale altro paese in conflitto fa cio?????
    vedete solo il sangue. niente altro…. potrei aggiungere decine di fatti…. ma putroppo siete accecati dall’odio e dal vittimismo del lavaggio del cervello che il mondo arabo e la sinistra fa contro ebrei ed israele… poveri illusi.

  20. Alexandra scrive:

    Non esiste niente che possa giustificare la guerra. Ma mi domando: se i lidere di un paese povero dichiara liberamente che vuole cancellare un altro dal mapa, e attraverso attacchi terroristi (opportuni perche economici e, non di meno, crudeli) prova di distruggere questo paese, allora come dovrebbe reagire?

    Ricordo a tutti che esistono alcune fonti che dicono che Hamas sta costruendo la bomba atomica. Spero che non sia vero, ma si o fosse, non ho dubbi di dove andrebbe usata.

    Quello che c’è in gioco è molto complesso. Non credo che esista un modo di giudicare tale faccenda e dare ragione ad un lato più tosto che l’altro, perche dipende a quale aspetto si guarda. Nel mio modo di guardare Israele ha il diritto sulla Palestina, perche io guardo dal punto di vista Historico, tuttavia questo non giustificherebbe la guerra.

    Auspico che possono trovare una soluzione diplomatica per questo problema politico territoriale, ma sono poco ottimista…

  21. liberman scrive:

    credo che questo giornalista sia un po di parte, att non un ebreo, ma di parte…chi governa israele ha perso la direzione, la via di dio… chiedo hai lettori del blog di non confonderci ebrei con i governi di israele passati presenti e futuri. Le nostre piu grandi menti si sono rifiutate di apporre il loro appoggio hai politici israeliani in passato, ed oggi e tutto ora cosi…. Vorrei dire all autore che gli ebrei si sono svegliati… E il mondo e cambiato.

  22. Emanuele scrive:

    Caro Ale, il tuo revisionismo figlio di un informazione distorta mi atterrisce!!
    Rispondo alle tue storielle degne dei migliori classici Disney:

    -ricordiamoci i pestaggi dei rabbini da parte della polizia
    QUALE PESTAGGI, DURANTE LO SGOMBERO DALLE COLONIE ISRAELE HA DATO LA PIU GRANDE DIMOSTRAZIONE DI CIVILTA CON SOLDATI CHE PIANGEVANO MENTRE I COLONI LASCIAVANO LE LORO CASE
    -ricordiamoci che i ragazzi che non vogliono fare servizio di leva finiscono 1 mese si 1 mese no in carcere finchè stremati non cedono
    CAXXXXA MONDIALE IO HO FATTO ESENZIONE DA SERVIZIO POICHE SONO RELIGIOSO IN ITALIA HO DOVUTO PAGARE PER NON FARE IL MILITARE!
    -ricordiamoci che a questa chiamata sono obbligate anche le ragazze
    PERCHE LE RAGAZZE SONO DIVERSE LE DONNE IN ISRAELE SONO MIGLIORI DEGLI UOMINI E OCCUPANO POSTI DI RILIEVO… RICORDI GOLDA…(PS MI DICI UN PRESIDENTE ITALIANO DONNA??)
    -ricordiamoci che israele è molto molto in basso nella classifica della liberà di stampa…
    NON E’ VERO E’ COME OGNI PAESE… POI HANNO I TG DEL MONDO POICHE A DIFFERENZA DELL’ITALIA LI SI PARLA INGLESE POI EBRAICO,FRANCESE E ARABO….
    -ricordiamoci che israele ha minacciato il mondo nel caso venga attaccato seriamente, lancerà bombe atomiche a tutti i paesi che non parteciperanno alla difesa.
    TI SPAVENTI TANTO DI ISRAELE????? TI DOVRAI CAGARE ADDOSSO PER L’IRAN!!
    -ci dobbiamo anche ricordare che lo stesso paese ha minacciato tutto il mondo con una ritorsione nucleare generale, nel caso
    a-ritorni il fascismo in europa
    b-israele venga sconfitta
    QUESTA E’ UNA CONFIDENZA CHE HANNO FATTO A TE PERSONALMENTE!!! NON E’ SCRITTO DA NESSUNA PARTE E SOPRATTUTO L’ESERCITO E’ L’IDF CHE SIGNIFICA “FORZA DI DIFESA ISRAELE” E NON ATTACCO!

    insomma se il regime palestinese è autocratico(e lo è) ma allo stesso modo non s può dire quello che è israele… troppo stato canaglia per poterlo fare.
    E’ VERO FAR VEDERE LE FOTO DELLA SIRIA PER DENUNCIARE VIOLENZE, METTERE LE SEDI DI HAMAS NEGLI OSPEDALI, I BAMBINI IN MEZZO AI GUERRIGLIERI SPENDERE MILIONI PER LE ARMI E LA GENTE MUORE DI FAME… QUELLA SI è LIBERTA!!

  23. Vito scrive:

    Non c’erano solo italiani e giapponesi con Hitler. C’erano anche, guarda un pò, i palestinesi. Erano i suoi più degni alleati nel meglio gasare e infornare gli ebrei quando ancora una loro terra non l’avevano. Hanno perso la guerra, e l’allora Società delle Nazioni diede pure un “premio” ai palestinesi di farsi un loro stato, quando il loro Stato più ovvio a guerra persa, poteva essere la Giordania a maggioranza palestinese.

  24. Piccolapatria scrive:

    @Alexandra@ Che Hamas si stia attrezzando con propria arma atomica è forse azzardato; è purtroppo vero che va a braccetto con il suo fornitore abituale di armi il famigerato Iran accomunato ai terroristi dall’odio fanatico e bieco contro il popolo ebraico e che, mentre l’ignavia stolta e cieca della comunità internazionale (democratica!!!) non vuol vedere, sta portando a compimento l’arsenale.

  25. Sam scrive:

    Caro Ruben, credo che in tutto questo spazio il Suo sia il commento più umano. Si è limitato a ricordare i tanti morti di tutte le guerre, senza dare la patente di assoluzione a nessuna delle parti in causa. E questo è un gesto che ritengo intellettualmente onesto di fronte ad una situazione rispetto alla quale le ragioni e i torti dell’una e dell’altra parte sono talmente profondi e gravi da risultare indistinguibili. E’ senza scusa l’atteggiamento di ciascuna delle parti in conflitto: e dopo sessant’anni di storia moderna non esiste ragione – diversa dalla convenienza politica – capace di dare giustificazione alla vergogna alla quale purtroppo quotidianamente assistiamo. In relazione all’articolo mi limito a rilevarne la visione e l’interpretazione parziale dei fatti. Non discuto la buona fede delle intenzioni del suo Autore: il mio invito – qui come altrove – è quello di abbandonare un manicheismo di fondo che rischia di diventare fonte di altri guai. Il vero atto di coraggio che si deve richiedere ad entrambe le parti in conflitto è di riconoscere i propri errori (ce ne sono per tutti) e di riconoscere le ragioni della controparte. Solo così se ne potrà uscire: ma ci vorrà un miracolo. Oppure ci vorrà che gli interessi che fomentano questa guerra (come tante altre) si rivolgano altrove. Il resto sono chiacchiere. Un saluto a tutti.

  26. renad gnik scrive:

    Buonasera a tutti,
    solo un complimento alla signora alessandra che è stata l’unica a rimanere pacata ed equidistante cercando di analizzare altri aspetti rispetto a quelli che portano molti a credere si tratti di guerra religiosa. La guerra è guerra ed è brutta sempre, ovunque,in ogni epoca. ne la provocazione ne la distruzione li porteranno ad una via d’uscita. molti di noi, ognuno con le proprie invocazioni, insulti e le solite dita puntate a dire “tu”, non fanno altro che esasperare un conflitto di cui pensano detenere ragioni e soluzioni ma di cui sanno ben poco. è sbagliato! potete discutere ore ed ore su questo argomento ma da qui, dall’italia, il “contributo” di molti è inutile e basato su preconcetti, ideologia, mistificazione, razzismo, anti-imperialismo, religione etc etc etc….senza la minima cognizione di causa. col muro contro muro su queste basi
    non si esce da un bel nulla, non solo non si esce dal quasi centenario conflitto israelo-palestinese bensì anche da problemi diversi che ci guardano molto da vicino e tutti e che conosciamo molto meglio, o quasi.
    buonasera

  27. renad gnik scrive:

    hai ragione

  28. renad gnik scrive:

    bravo ruben, ragazzi se ci pensiamo questo è l’unico conflitto per il quale si alzano sempre i toni e questa guerra è “sopravvalutata” rispetto tutte le atrocità che accadono nel mondo. il dibattito deve essere sempre civile.
    mai abbiamo discusso tanto ultimamente per la libia o la siria, mai x l’iran o l’afghanistan, per la jugoslavia o per i conflitti africani, le guerriglie sudamericane e i regimi asiatici e mille altri ancora.
    mica ci vorremmo ammazzare xchè siamo pacifisti di opposte bandiere? paradossale, ironico eppure reale e preoccupante. non facciamoci irretire troppo da una propaganda nè dall’altra. ciao

  29. umberto scrive:

    Non ho nemmeno finito di leggere l’articolo perchè le prime due righe mi hanno fatto capire che l’autore non è un giornalista serio.
    “In questo conflitto abbiamo di fronte uno scenario FACILISSIMO, l’ideale persino per chi voglia vedere la realtà in bianco e nero”.

  30. Marco Galliano scrive:

    Vero Israele è uno stato democratico. Vero, Hamas ha instaurato un regime che di democratico ha nulla.
    Detto questo, auspicherei che i palestinesi lungimiranti e gli israelianni lungimiranti, prima o poi trovino un modo per convivere pacificamente. I palestinesi potrebbero iniziare col promettere di non sparare mai più razzi verso Israele, di non fare più attentati e in cambio il Governo israeliano dovrebbe porre fine alla “colonizzazione” della Cisgiordania.

  31. Sionista scrive:

    Io conosco degli israeliani online che, giustamente, spiegano al mondo come vivono davvero gli israeliani, sfatando i miti disseminati dai neo-nazisti, conosciuti oggi come complottisti o cospirazionisti.

    Sionismo=diritto di Israele di esistere e di proteggere i propri confini. Pertanto si tratta di una parola usata spesso fuori luogo.
    Un pò come dire ‘il leghismo internazionale’ quando sappiamo tutti che il leghismo riguarda solo l’indipendenza di una certa area del nord Italia. Possono esserci leghisti e sionisti stranieri, ma non può esistere un ‘leghismo internazionale’ o un ‘sionismo internazionale’

    Gli arabi israeliani li ho visti in un video: Donne in hijab fare picnic su aree pulitissime ed i figli che giocavano a calcio.
    Io l’unica cosa che spero è che le rivolte in Islamia (in egitto siamo alla seconda in pochi mesi, dicono chiaramente che la shariah non la vogliono. Spero nel loro buonsenso – quello del popolo egiziano) porti il rinascimento a quelle regioni. Ciò comporterebbe anche un grande indebolimento per hamas e per tutti i gruppi islamisti che diverrebbero non innocui certo, ma controllabili.

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