Legge 40, Giudice ordina a Ospedali pubblici obbligo diagnosi preimpianto

Le strutture pubbliche che eseguono interventi di procreazione medicalmente assistita devono necessariamente dotarsi anche delle attrezzature atte a svolgere la diagnosi preimpianto per le coppie affette da malattie genetiche.

Lo ha ordinato il tribunale di Cagliari accogliendo il ricorso di una coppia, con la donna affetta da talassemia e l’uomo portatore sano. A darne notizia è stata l’associazione Luca Coscioni.

Il Tribunale di Cagliari, in particolare, ha ordinato al laboratorio di citogenetica dell’ospedale Microcitemico di Cagliari di eseguire l’indagine diagnostica preimpianto o di utilizzare strutture esterne, a seguito della fecondazione in vitro della coppia infertile che ha fatto ricorso.

In base alla Legge 40 possono accedere alla procreazione medicalmente assistita perché infertili e quindi anche eseguire diagnosi preimpianto per verificare prima dell’impianto in utero se l’embrione è affetto dalla patologia dei genitori.

Questa decisione obbliga tutti i centri pubblici italiani a osservare scrupolosamente la legge 40 perché effettuare tecniche di fecondazione in vitro significa anche avere l’obbligo, se la coppia lo richiede, di fornire informazione sullo stato di salute dell’embrione.

In Italia, attualmente esistono 357 centri di fecondazione medicalmente assistita attivi. Di questi i centri, quelli che applicano tecniche in vitro identificati per secondo e terzo livello sono 202: 76 svolgono servizio pubblico e 22 servizio privato convenzionato. Tutti gli altri offrono servizio privato.


Autore: Luigi Quercetti

Nato nel 1980, abruzzese, giornalista, papà, laureato a sua insaputa. È stato redattore dell’agenzia di Stampa Asca e collaboratore de Il Messaggero e Italpress.

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