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La Grecia allo stremo tentata dall’opzione russa

– Con un Pil che nel 2012 è sceso  del 7 per cento, una recessione divampante che nel 2013 toccherà quota 4,5 per cento ed una disoccupazione che si attesta a tassi vertiginosi, 25, 5 per cento, i nuovi tagli sugli stipendi ai funzionari dello stato imposti dalla Troika al governo greco surriscaldano ulteriormente una situazione già instabile, convulsa e durissima.

Le misure sono state votate la scorsa settimana dal governo di Samaras, con 167 voti favorevoli e 128 contrari ( quattro gli astenuti) per poter ottenere la tranche di aiuti dall’Unione europea pari a 31,5 miliardi di euro. Lo stipendio di un capo di stato maggiore  sarà di 1.873 euro e con le indennità varie può arrivare a 2.300 euro, cumulo massimo previsto dal governo. Un ambasciatore intascherà 1.899 euro, i rettori delle università greche guadagneranno 1.900 euro. Quello del professore ordinario dell’università sarà di 1.459 euro e quello dell’assistente 1.065. Stessa sorte riservata al sistema sanitario, sul quale il governo risparmierà 855 milioni di euro:  i primari infatti percepiranno un salario di 1.665 euro e per gli specializzandi sarà di 1.007; per quanto concerne invece i tagli alle forze armate il risparmio si attesterà intorno ai 517 milioni di euro.

Ci saranno poi nuovi tagli alle pensioni sopra i mille euro e proprio i pensionati ed i lavoratori dipendenti dovranno dire addio alle loro tredicesime e quattordicesime (un risparmio netto che si attesterà sulla cifra di 13,5 milioni di euro). A questo si aggiunge il fatto che entro l’anno saranno licenziati 25 mila impiegati pubblici; numeri da capogiro certo, anche se la Grecia paga lo scotto di un assetto economico debolissimo, dove i flussi di  investimenti stranieri sono pochissimi. Infatti nel quinquennio ( 2004-2008) che ha preceduto la grande crisi finanziaria, la Grecia  risulta essere fanalino di coda in Europa, per la quantità di investimenti stranieri attratti, con una media calcolata in percentuali sul Pil, pari a 1,34 per cento (fonte Unctad Fdi Stat).

Ciò che però certifica e contribuisce a non intravedere la luce del tunnel è l’imponente emigrazione di laureati, professori universitari e medici i quali, depauperati dalle minime prospettive di futuro, preferiscono rifugiarsi  in paesi come la Gran Bretagna, gli Stati Uniti e la Germania vedendosi costretti a privare il loro paese del capitale umano su cui investire, risorse dalle quali ripartire e necessarie per l’avvio del processo di risanamento e di rilancio del paese.

Ma dietro questo scenario cupo aleggia famelica la pesante ombra della Russia di Putin, il quale offre da sempre un occhio di riguardo rendendosi disponibile ad offrire aiuto finanziario  al governo greco; non a caso ( incredibile, anzi assurdo ma vero ed è questo il vero paradosso della crisi) la Russia ha mire sul porto del Pireo, che sarebbe un comodo rifugio per la sua flotta in alternativa a quelli, in bilico, siriani. In cambio, il governo di Putin porterebbe nelle casse di Atene molti miliardi. Ma nonostante le massicce pubblicità che da marzo a questa parte circolano tra le televisioni russe le quali  incentivano il turismo nella patria di Socrate e Platone, Putin ad oggi non è riuscito nel suo intento, per via della proiezione filo atlantica e filo europea della Grecia. Ma quanto durerà ancora, visto il peso delle condizioni imposte dalla Troika? L’alternativa più papabile alla Russia oggi sembra essere Israele. Per i Greci, e per l’Europa, c’è da sperare che lo rimanga.


Autore: Vincenzo Galluccio

Diplomato al liceo classico, frequenta il primo anno di scienze politiche alla Sapienza; è stato blogger del Futurista, ha collaborato con il magazine articolo 21 ed ora è redattore del giornale on-line "Il sito di Roma".

2 Responses to “La Grecia allo stremo tentata dall’opzione russa”

  1. anonimo scrive:

    Ottimo articolo, solo l’ultima frase non mi è chiara: ” L’alternativa più papabile alla Russia oggi sembra essere Israele. Per i Greci, e per l’Europa, c’è da sperare che lo rimanga.”

    Perchè i Greci dovrebbero sperare così tanto di rimanere in Europa? Non mi pare che l’austerity all’occidentale coordinata da Ue-Bce-Fmi stia portando molti benefici!

  2. vincenzo galluccio scrive:

    Intanto ti ringrazio per aver commentato. Guarda la Grecia ha l’interesse ha rimanere in Europa poichè solo l’Europa può garantire aiuti che ne permettano la ricrescita. E’ verissimo che l’asuterity si sta rivelando davvero durissima ma solo con gli aiuti europei la Grecia può uscire da questo baratro,se rimanesse sola con un ritorno alla dracma dovrebbe pagare più interessi sul debito di quanti ne paghi ora!

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