Banca Mondiale denuncia “in Italia il 70% dei costi per l’avvio di una impresa va ai notai”

Il 70% dei costi per chi vuole avviare un’impresa in Italia è assorbito dai servizi notarili.  E’ quanto emerge dal Rapporto ‘Doing business in Italia nel 2013’ della Banca Mondiale.

Secondo i risultati della Banca Mondiale, in 11 città sulle 13 prese in esame per mettere su un’impresa ci vuole meno tempo della media Ocse: particolarmente rapide sono le procedure a Milano, Padova e Roma (6 giorni contro i 12 della media).

Ma se si guarda ai costi, la classifica si inverte. In tutte e 13 le città ci vuole oltre il 12% del reddito procapite, contro il 4,5% della media Ocse: oltre il 72% dei costi necessari riguardano quelli notarili.  

Per il ministro per la Coesione territoriale, Fabrizio Barca, ”la nascita di un’impresa e’ una tassa che favorisce una categoria di rentier”.

Immediata la replica dei notai: Eliana Morandi, membro del Consiglio Nazionale del Notariato, afferma che i dati sono “totalmente inesatti” e il rapporto della Banca Mondiale “non prende in considerazione i dati oggettivi inviati dai referenti”. Secondo Morandi, invece, ”i costi notarili per le Srl e le Srl semplificate ammontano a circa il 10% del totale”.


Autore: Luigi Quercetti

Nato nel 1980, abruzzese, giornalista, papà, laureato a sua insaputa. È stato redattore dell’agenzia di Stampa Asca e collaboratore de Il Messaggero e Italpress.

One Response to “Banca Mondiale denuncia “in Italia il 70% dei costi per l’avvio di una impresa va ai notai””

  1. Andrea B. scrive:

    Wow…ma quando questo mirabile governo tecnico ha parlato di liberalizzazione dei Notai non ha mica sfoltito la miriade di casi per i quali un cittadino deve obbligatoriamente passare dal messer notaro e mettere mano al portafoglio, no, manco per sogno !
    Ne ha solo creato qualcuno in più e tutti ad applaudire e a dire “che bravo Monti”…

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