Monti è il nuovo che non avanza per colpa della vecchia politica

di LUCIO SCUDIERO – Non c’è conferma migliore dell’assoluta novità rappresentata da Mario Monti nel panorama politico italiano della pessima prova di sè che i partiti seguitano a dare, soprattutto in questo scorcio di legislatura, e inclusi quelli che lo sostengono.

Il premier giganteggia. Ha una visione del mondo e del Paese chiara, che declina con sobrietà e tensione pedagogica. Gli italiani, c’è poco da obiettare, apprezzano. Il 46 per cento di gradimento è una cosa che voi Alfani, e Bersani e Casini potete solo immaginare.

Questo capitale di credibilità e fiducia rischia però di restare inutile e inesplorato per assenza di coraggio politico. Ci sono coloro che legittimamente mirano a fare a meno dell’apporto del professore per la prossima legislatura, in nome del business politico as usual; e ci sono quanti  invece lo vorrebbero al posto in cui è ora, cioè a Palazzo Chigi. Pure questi, comunque, continuano a non rendere un buon servizio alla prospettiva del Monti bis,  nella misura in cui continuano a preconizzarla come refugium peccatorum di partiti impotenti e impenitenti. Un Monti de residuo, insomma, senza nè forza nè legittimazione politica, frutto di un accordo al ribasso tra forze politiche che a quel punto avranno giocato una campagna elettorala a distinguersi dal suo esecutivo, sia da destra che da sinistra. Passando per Grillo.

Dove può andare un secondo governo di necessità ed emergenza di Monti con queste premesse? Da nessuna parte, e la sua capacità di riforme sarebbe anche inferiore di quella che ha avuto a questo giro.

Insomma, c’è un 46 per cento (ma forse più, considerando il bacino di potenziale astensione) di mercato politico potenziale che nessun ‘imprenditore’ vuole esplorare in proprio.

E’ancora questa, la sfida che può determinare la transizione della seconda dentro la terza repubblica, la creazione di uno spazio politico per le riforme dal vuoto di ciò che sta a destra del Partito Democratico. L’alternativa è credere di poter esistere soltanto dentro il perimetro di quest’ultimo. E a quel punto la scelta sarebbe tra l’essere suoi sudditi, oppure suoi parassiti.

 


Autore: Lucio Scudiero

Classe 1986, è laureato in Giurisprudenza presso l’Università Federico II di Napoli. Quando non scrive nè edita bozze altrui studia a un master di diritto europeo, in attesa di potersi dedicare alla storia moderna, alla musica e ai classici della letteratura. E' incidentalmente caporedattore di Libertiamo.it.

5 Responses to “Monti è il nuovo che non avanza per colpa della vecchia politica”

  1. gianni scrive:

    Veramente Monti E’ la vecchia politica: da quella viene fin da quando fu cooptato dalla Prima Repubblica nei primi anni ’80, con quella ha sempre convissuto fin da quando nel 1994 è stato nominato commissario europeo e di questa ha quindi sempre vissuto

  2. mario scrive:

    Monti il nuovo che non avanza??? Non ho parole…

  3. Giorgio Frabetti scrive:

    Monti si è adagiato nella mediocrità, perchè è il profilo politico che lui si è scelto ad essere mediocre. E secondo me l’uomo ama vivere della luce riflessa dei circuiti finanziari internazionali (che hanno pure giovato all’Italia), ma gli manca la dote fondamentale di un politico, la capacità di mettersi in gioco. Ancora adesso, attende che altri lo tirino in ballo, invece di mettersi … in ballo lui stesso!
    Se è il Salvatore della Patria, perchè non chiamna all’ordalia gli italiani come fece De Gaulle ai tempi della Guerra di Algeria?
    Non ne è capace!
    Il “minimalismo” di Monti che oggi impedisce ad un’offerta politica liberale moderna (come nota Lucio) di emergere è anche colpa di Monti stesso, non solo di ABC.

  4. lodovico scrive:

    in italia non c’è mai stata una vecchia politica più semplicemente non c’è mai stata politica. Anche l’Europa era vista come una costruzione senza politica perchè questa avrebbe comportato per i vari paesi rinunce. Meglio le sovvenzioni ed uno stato socialista e benevolo. Monti, nella sua grande ed immensa saggezza- novello Prodi- , perfetto nel commissionare multe e regolamenti che idea potrebbe avere dell’europa? Non ha potere contrattuale con l’Italia che rappresenta— speriamo in piccoli miglioramenti da parte di Draghi, per il resto parole

  5. Andrea B. scrive:

    Monti è apprezzato da chi ancora lo loda per averci liberato da Berlusconi ( grande merito, ma per alcuni ha pure causato un certo effetto anestetico locale, che ha fatto passare senza dolori le successive opere del prof.), dagli utili idioti ( cit.) che vanno in brodo di giuggiole ogniqualvolta il prof ( dimentico di chi ha al governo, evidentemente) tira fuori lo specchietto per le allodole dell’ evasione fiscale, supposta causa di tutti i mali italiani e da chi vive di politica e, essendo rimasto senza bandiera, si aggrappa al treno del “montismo”.
    Dimentico qualcuno ? Ah si, l’establishment tecnocratico di Bruxelles ed i banchieri…

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