– La soglia del 42,5 per cento perché una lista o una coalizione benefici del premio di maggioranza alla Camera dei Deputati è la riproposizione elettorale del tradizionale gioco del sette e mezzo: non puoi superare quella soglia, altrimenti sei fuori. Restare sotto quella soglia, o far restare chi vince senza un premio di maggioranza, vuol dire predeterminare l’esito elettorale: se nessuno vince, ci si deve sedere intorno al tavolo a trattare. Il sette e mezzellum.

Nel giorno in cui l’America ha scelto, dopo quello straordinario processo di selezione darwiniana dei candidati e quella prova di partecipazione politica che non ha eguali al mondo, l’Italia pasticcia sulla soglia del 42,5 per cento. Una cifra non casuale, ma di quelle ben precise, tarata sui sondaggi e sul peso che questo o quel partito dovrebbe avere alle elezioni.

La legge elettorale dovrebbe essere, se non scolpita nella pietra, parte fondante dell’assetto istituzionale di un Paese e del sistema di pesi e contrappesi di una democrazia. Dovrebbe essere chiara e intuitiva per gli elettori, affinché questi siano messi in condizione di conoscere gli effetti reali delle loro scelte.
Soprattutto, dovrebbe permettere una corsa al rialzo tra partiti e candidati, perché prevalgano qualità, competenza, onestà e rappresentatività degli eletti.

Provate a spiegare ad un amico straniero la bozza elettorale su cui le forze parlamentari si stanno confrontando e azzuffando: a metà discorso vi starete vergognando. Da un sistema politico così screditato e così concentrato sul breve periodo (le elezioni del 2013, ma soprattutto le prospettive di fine carriera dei suoi leader), non potrà arrivare una legge elettorale solida, adeguata e “fondativa”.

C’è un’unica chance, probabilmente, che nel 2013 gli italiani vadano al voto per il rinnovo del Parlamento con una legge che non sia il Porcellum o qualcosa di peggiore: che sia il governo Monti ad assumere, con un disegno di legge, l’iniziativa della riforma. Si occupi Monti di proporre al Parlamento – di fronte all’opinione pubblica – un sistema elettorale di stampo davvero europeo.