di CARMELO PALMA – Bersani e Vendola, se il “loro” Obama vincesse in Ohio e tornasse così alla Casa Bianca, dovrebbero ringraziare Marchionne, che il leader democratico ha arruolato in fretta e furia  per rintuzzare la retorica nazionalistica di Romney. Perché Toledo (Ohio) sia buona e Pomigliano (Campania) così cattiva sotto il cielo neo-liberista del capitalismo globale. Ecco una bella questione politica, di cui varrebbe la pena discutere col popolo delle primarie.

Presi come sono dalla lotta di classe giudiziaria e dalla paranoia legalistica – dalla pretesa che non solo il salario, ma anche il lavoro sia una variabile indipendente dal mercato e dagli interessi del “padrone”– Bersani e Vendola (e forse anche Renzi) si meriterebbero davvero una vittoria del presidente amico propiziata dal nemico per eccellenza. Anche se continuerebbero in tal caso a descrivere un Obama troppo a loro immagine e somiglianza, una sorta di Hollande a stelle e strisce, troppo poco americano per essere vero.

Oggi Libertiamo esce in edizione monografica, interamente dedicata alle elezioni presidenziali statunitensi. Con pezzi molto simpatizzanti per Mitt Romney e abbastanza antipatizzanti per Obama, che rimane il vincitore annunciato e, per alcuni versi, designato: quello più giusto, più perfetto e più “normale”. Lo facciamo per una certa indole bastian-contraria e per una predilezione consolidata per le cause (quasi) perse. E lo facciamo soprattutto per dare voce e rappresentanza a un’opinione politica meno conformisticamente obamiana e più classicamente americana, che ci legge e che ci scrive, che ci accompagna e che ci sorveglia, che ci ammonisce e che ci rincuora e che confida nella vittoria di Romney per una ragione (pensiamo) meno banale di quella che ispira la militanza “progressista”.

Ironicamente, potremmo dire che la nostra speranza è che Romney vinca non solo contro Obama, ma anche contro Santorum, contro il pregiudizio perbenista della sinistra vincente e contro il bigottismo ideologico della destra perdente (non parliamo solo dei temi “eticamente sensibili”) e per un’idea dell’America e della libertà americana molto tradizionale, ma non ottusamente tradizionalistica nè stolidamente estremistica. Chiunque vinca, comunque, gli Stati Uniti rimarranno gli Stati Uniti, un posto dove i Marchionne che investono i miliardi non finiscono in tribunale, ma negli spot dei candidati di sinistra. E un “impero” che è il peggiore possibile, ad eccezione di tutti gli altri.

Twitter: @carmelopalma