Elezioni USA/1. Perché, da iraniana, voto Romney

– Nell’imminenza del voto presidenziale negli Stati Uniti, abbiamo deciso di dedicare a questo argomento tutta la programmazione di Libertiamo della giornata. Ecco i link agli altri articoli:
Se vince Obama, è grazie a Marchionne
Elezioni USA/2. Il GOP ha fatto di tutto per non vincere e Obama di tutto per perdere
Elezioni USA/3. Stato per Stato, una sfida tra poveri

Ultimo giorno prima del voto. Chris Rock, dalle televisioni, cerca di convincere gli elettori bianchi che Obama è più bianco di loro. L’argomento della razza, così come quello del sesso (inteso come genere, maschile o femminile) e della religione è dominante.

Un luogo comune duro a morire vuole che Romney sia votato solo da maschi, bianchi e cristiani. E che le stesse categorie respingano Obama. I sondaggi pre-elettorali parrebbero confermare, a grandi linee, questi stereotipi.

Però noi siamo riusciti a trovare una elettrice donna, non bianca (è iraniana) e musulmana, che è anche una fan di Romney. Si chiama Camelia Mehrkar. Fieramente repubblicana, esibisce il suo berrettino elettorale del ticket Romney/Ryan. E non sembra avere dubbi su chi votare. Vive negli Stati Uniti da molto, ormai: è emigrata dall’Iran subito dopo la rivoluzione islamica del 1979. E non lesina critiche alla politica estera di Barack Obama: “E’ incredibile che non si renda conto di come funzioni il Medio Oriente”, ci dice subito “Ed è assolutamente chiarificatore il fatto che Castro, Putin e Chavez, abbiamo espresso il desiderio di vederlo rieletto. Il presidente è proprio in buona compagnia!

Camelia Mehrkar, Lei si rende conto di essere una triplice eccezione: donna, iraniana e musulmana che vota a destra?
Obama non è realmente dalla parte delle donne e inoltre non credo che la questione delle differenze di genere sia fondamentale. Importa molto di più valutare come stia andando l’economia del Paese, piuttosto. Io credo nei valori della libertà, del libero mercato, nella libertà personale, nell’innovazione e nella crescita. Con Obama, tutto questo rischia di essere perduto. Il Paese sta andando nella direzione sbagliata.

A proposito della questione femminile, Obama vanta di aver fatto approvare il Lilly Ledbetter Act, per promuovere la parità dei salari fra uomini e donne. Lei cosa ne pensa?
Non credo che sia una vera soluzione a un problema vero. L’economia, quando va male, colpisce trasversalmente tutti, uomini, donne e bambini. E una legge sulla parità dei salari non cambia l’andamento dell’economia. Inoltre credo che ci sia molta ipocrisia in questa campagna: le donne sono meno pagate nell’amministrazione Obama, anche nella Casa Bianca. Romney, al contrario, nello stato del Massachusetts (di cui era governatore, ndr) ne ha reclutate molte di più, anche per ruoli di responsabilità. In genere, non mi considero parte di una categoria differente. Preferisco usare il mio cervello se voglio far carriera e non mi piace che qualcuno pensi al posto mio. Da donna, inoltre, non approvo che il governo si occupi di mie scelte personali. Non mi piace che sia lo Stato a fornirmi contraccettivi (pagati da tutti): è una scelta individuale, trovo che sia irrispettosa l’intrusione del pubblico nella vita privata.

Venendo dall’Iran, Lei come giudica la politica estera di Obama?
Semplicemente un disastro. Non può vantare alcun successo, se non quello di aver ucciso Osama Bin Laden. Ma in un momento in cui era talmente debole che chiunque avrebbe potuto ucciderlo. Al contempo, Obama non ha fatto altro che rafforzare le dittature nel mondo. Castro, Chavez, Putin sono tutti suoi amici. E nelle rivoluzioni del Medio Oriente, con una regolarità incredibile, si allea con tutte le forze che si oppongono alla libertà, come i Fratelli Musulmani in Egitto, mentre ignora i difensori autentici della democrazia: basti vedere come abbia abbandonato alla repressione i milioni di iraniani che erano scesi in piazza tre anni fa contro la rielezione di Ahmadinejad. Milioni di persone che rischiavano la vita e gli chiedevano, in inglese, in tutte le manifestazioni “Obama: sei con noi o con il regime islamico?”. E Obama li ha lasciati soli. E’ stato il più grande insulto alla libertà, un vero disastro. E intanto l’integralismo islamico sta dilagando: non solo nel Medio Oriente e in Nord Africa, ma anche in Europa e in America Latina.

Chi prevede che vincerà le elezioni?
Io credo che Romney abbia buone chance di vincere. Mi preoccupa solo la possibilità di brogli elettorali, perché la situazione del pre-voto è già caotica in alcuni distretti. Sono preoccupata dal fatto che New York estenda il periodo di voto a causa dell’uragano, cosa che permetterebbe brogli molto più facilmente. E infine temo che, in caso di vittoria di Romney, i sostenitori di Obama diventino violenti. Sa, dall’altra parte della barricata, la gente tende ad essere un po’ più violenta…


Autore: Stefano Magni

Nato a Milano nel 1976, laureato in Scienze Politiche all’Università di Pavia, è redattore del quotidiano L’Opinione. Ha curato e tradotto l’antologia di studi di Rudolph Rummel, “Lo Stato, il democidio e la guerra” (Leonardo Facco 2003) e il classico della scienza politica “Death by Government” (“Stati assassini”, Rubbettino 2005).

Comments are closed.