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Anticorruzione: bene le nuove norme, ma ci vuole meno Stato

– Il parto è stato lungo e complicato ma alla fine la legge anticorruzione proposta dal Ministro Severino ce l’ha fatta a sopravvivere alla selva oscura di un Parlamento retrivo anche a votare norme legalitarie richieste dagli organismi internazionali.

Un passo in avanti importante per il nostro Paese che adegua così il proprio tessuto normativo penale agli standard europei. Mancano certo il falso in bilancio e un allungamento dei tempi di prescrizioni, ma entrano fattispecie sconosciute fino ad oggi come il traffico di influenze illecito e la corruzione tra privati. Il Governo poteva fare di più? Considerate le resistenze parlamentari, soprattutto di matrice PdL, questo testo è da considerarsi un buon compromesso e con piatto della bilancia inclinato verso l’esecutivo.

Queste le norme contenute nel testo, a partire da quelle penali:
Traffico di influenze illecite: La norma punisce la figura del mediatore tra privati e pubblici ufficiale. Viene punito colui che sfrutta la propria rete di relazioni per ottenere un atto contrario ai doveri d’ufficio o la sua omissione da parte del pubblico ufficiale ricevendo in cambio denaro o altra utilità. E’ una forma di tutela anticipata del fenomeno corruttivo e da anni si attendeva che venisse colmato un vulnus della nostra legislazione rispetto a quella degli altri paesi occidentali. L’unica pecca è che la pena (da 1 a 3 anni) non consentirà l’utilizzo delle intercettazioni telefoniche rendendo questo reato molto difficile da provare.

Corruzione tra privati: Viene sostituito l’articolo 2635 del codice civile: “Salvo che il fatto costituisca più grave reato, gli amministratori, i direttori generali, i dirigenti preposti alla redazione dei documenti contabili societari, i sindaci e i liquidatori, che, a seguito della dazione o della promessa di denaro o altra utilità, per sé o per altri, compiono od omettono atti, in violazione degli obblighi inerenti al loro ufficio o degli obblighi di fedeltà, cagionando nocumento alla società, sono puniti con la reclusione da uno a tre anni.” Pena raddoppiata per le quotate. Si procede a querela tranne nel caso in cui sia ravvisata una distorsione della concorrenza, punto che ci pare importante presidio a tutela del mercato.

Corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio: La pena diventa carcere da 4 a 8 anni (oggi si va da 2 a 5 anni).

Corruzione per l’esercizio della funzione: Il pubblico ufficiale che, per l’esercizio delle sue funzioni o dei suoi poteri, indebitamente riceve, per sé o per un terzo, denaro o altra utilità o ne accetta la promessa è punito con la reclusione da uno a cinque anni.

Concussione per induzione: sono puniti il pubblico ufficiale e l’incaricato di pubblico servizio (con una pena che va da 3 a 8 anni) e il privato che dà o promette utilità (con una pena che arriva a 3 anni). Il ddl amplia, intervenendo sull’articolo 317 bis, il numero di reati per i quali se si viene condannati si applica l’interdizione perpetua dai pubblici uffici. Vi rientrano il peculato, la concussione, la corruzione propria e la corruzione in atti giudiziari. Salgono le pene per peculato, abuso d’ufficio, corruzione in atti giudiziari e concussione.

Incandidabilità: La legge delega il governo a disciplinare l’incandidabilità dei condannati con sentenza definitiva per reati gravi e per reati contro la P.A.. Il Governo si è impegnato a riempire la delega in un tempo utile alla sua applicazione alle prossime politiche.

Fuori ruolo toghe: Tetto massimo di dieci anni per i fuori ruolo con deroghe per i membri del governo, per chi ricopre cariche elettive (Parlamento e Authority), per chi ha incarichi presso organi di autogoverno (come il Csm) e ai componenti delle Corti internazionali. Tutti gli incarichi presso istituzioni, organi ed enti pubblici, nazionali ed internazionali attribuiti in posizioni apicali o semiapicali devono essere svolti con contestuale collocamento in posizione di fuori ruolo, che deve permanere per tutta la durata dell’incarico. Gli incarichi in corso alla data di entrata in vigore della legge cessano di diritto se nei centottanta giorni successivi non viene adottato il provvedimento di collocamento in posizione di fuori ruolo. Il Governo è delegato ad adottare, entro quattro mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, un decreto legislativo per l’individuazione di ulteriori incarichi, anche negli uffici di diretta collaborazione che comportano l’obbligatorio collocamento in posizione di fuori ruolo.

Non manca una parte importante sulla prevenzione:
I dirigenti “anticorruzione”: Chi ha la responsabilità di controllare il fenomeno della corruzione ha l’obbligo, sotto la propria responsabilità, di predisporre un piano delle aree a rischio e il livello di esposizione. Il responsabile sarà un dirigente di prima fascia, e negli enti locali, di norma, il segretario comunale o provinciale. Il responsabile può essere chiamato a rispondere per danno erariale ma anche per un danno all’immagine della P.A.

Lista bianca delle imprese: In ogni prefettura viene istituito l’elenco dei fornitori, dei prestatori di servizi e degli esecutori di lavori non soggetti a tentativo di infiltrazione mafiosa. L’iscrizione negli elenchi della prefettura della provincia in cui l’impresa ha sede soddisfa i requisiti per l’informazione antimafia per l’esercizio della relativa attività.

Via i condannati dagli appalti: Via dagli appalti della P.A. coloro che sono stati condannati con sentenza passata in giudicato per reati contro la Pubblica Amministrazione o per reati gravi, come il 416 bis.

Banca dati appalti online: Pubbliche e on line le informazioni sulle opere e gli appalti.

Niente regali per i pubblici dipendenti: Vietato accettare compensi, regali o altre utilità, in connessione con le proprie funzioni. Disco verde solo ai regali cosiddetti d’uso ma devono essere all’interno delle normali relazioni di cortesia.

Incarichi dirigenti: Le P.A. devono comunicare al Ministero tutti i dati dei dirigenti individuati in modo discrezionale dall’organo di indirizzo politico, senza espletare procedure pubbliche. Le informazioni verranno inviate all’Autorità nazionale anticorruzione.

Ex eletti fermi un anno: Chi è stato eletto in un organo di rappresentanza politica dovrà poi aspettare un anno, dal termine del mandato elettivo, prima di poter aspirare a ricoprire un incarico dirigenziale nella P.A.

Copertura per i dipendenti che denunciano: Anonimi restano i dipendenti pubblici che segnalano illeciti compiuti da colleghi.

No arbitrati a magistrati: I magistrati di ogni ordine e gli avvocati dello Stato non possono partecipare agli arbitrati. Serve, inoltre un’autorizzazione motivata da parte dell’organo di governo dell’amministrazione, affinché le pubbliche amministrazioni ricorrano ad arbitrati per le controversie su lavori, servizi, forniture, etc.

Come abbiamo più volte ripetuto, la miglior prevenzione resta quella della riduzione della spesa pubblica e dei punti di contatto tra apparato pubblico e privati. Minore è l’interposizione pubblica e più semplice diventa l’apparato normativo della PA, come pure diminuiscono i rischi di fattispecie di stampo corruttivo. La miglior prevenzione risiede sempre nel fornire meno occasioni possibili per delinquere piuttosto che nel realizzare strutture regolative e sanzionatorie molto complesse. Il costo della corruzione è soprattutto un costo dell’enorme ed inefficiente “corpaccione” statale. All’anticorruzione va affiancata una seria operazione di privatizzazione (Finmeccanica ad esempio) e tagli di spesa per abbattere l’inquietante dato di 60 miliardi di euro che la corruzione costa ai cittadini.


Autore: Lorenzo Castellani

Studia Giurisprudenza alla Luiss Guido Carli di Roma. Appassionato di diritto, politica e giornalismo. Ha diretto un giornale universitario e fondato il network studentesco LUISS APP, è promotore dell'associazione ZeroPositivo. Liberale e liberista, sogna un’Italia dinamica, aperta e competitiva. Tw:@LorenzoCast89

5 Responses to “Anticorruzione: bene le nuove norme, ma ci vuole meno Stato”

  1. DIABLO scrive:

    Smettiamola di diffondere puttanat.. derivanti da montecitorio… Lo Stato Italiano è Corrotto, è operaio della Massoneria della quale loro stessi ne fanno parte anche chi ha costruito questa messa in scena di leggi pulizia… Tutte esche per boccaloni italiani…
    Allo Stato Italiano sono tutti sporchi, il più pulito ha la rogna

  2. Gaia scrive:

    Non ho scritto io l’articolo e quindi forse nemmeno dovrei permettermi il lusso di intervenire. Tra l’altro non so nemmeno se tu sia o meno in possesso dalla giusta preparazione in diritto per poter parlare. ( Mi sto riferendo a Diablo ovviamente) . Nessuno dice che la corruzione non esista nello Stato italiano , ma esistono anche le leggi . Seppur molte siano state fatte AD PERSONAM , la legge è una e una sola e tutti siamo uguali di fronte a questa. Dimentichi caro che Berlusconi ultimamente è stato condannato. Vendola è stato processato per abuso d’ufficio e assolto perchè il fatto non sussiste. Come vedi anche i politici , quelli che sembrava detenessero il potere assoluto , sono nelle mani della magistratura e in questa bisogna avere profonda fiducia. Mi dispiace dirlo , ma parli come tutti quelli ignoranti che vivono di luoghi comuni. Se poi sei poco fiducioso nella legge , più che criticare articoli o fare ” queste stupide e comuni prese di coscienza” , mobilitati e smuovi qualcosa.

  3. Giorgio Frabetti scrive:

    Condivido. Ma la lotta alla corruzione richiede un mutamento più incisivo della GOVERNANCE degli affari. Nelle società, l’antidoto è lavorare per la concorrenza, aprendo sempre all’azionariato e al capitale estero, in modo da aumentare la richiesta di trasparenza contro i circuiti opachi dei “salotti buoni”. Va anche rivista la disciplina degli Enti No Profit, che devono essere equiparate alle Società di Capitali, quando muovono consistenti capitali e gestioni complesse (vedi Ospedali).

  4. Andrea B. scrive:

    Corruzione tra privati… quindi se un’azienda non da a me un certo lavoro, ma bensì ad un mio concorrente potrò sempre dire che l’ha fatto perchè lui ha portato il management al night ed io invece ho regalato le solite agendine in simil pelle ?
    La sola minaccia di andare dal magistrato per fare questa “sparata” potrebbe fruttarmi almeno una fettina della commessa in ballo…

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