Corrono tutti all’oro/ tutti tengono all’oro.

Così scriveva Goethe nel Faust. E i tempi non sono cambiati.
Crisi crisi, c’è crisi. Molti, moltissimi non ce la fanno, lo stipendio, per chi ce l’ha, non basta più. E allora ci si vende l’oro, o almeno così fa chi lo può fare. E c’è chi ci guadagna, sono i soliti noti, sono i mafiosi/camorristi/ndranghetari.

Se ci fate caso, le città si sono improvvisamente riempite di negozi compro oro. Tutti uguali. Con le stesse insegne, spesso gialle e blu, con le stesse modalità, con le stesse promesse di “bilancia a vista”, supervalutazioni, per uno scambio oro/contanti in tempo reale.
Cosa sta succedendo? La spiegazione, non riuscendo a trovarla parlando con questi nuovi negozianti (ahimè non ho oro da vendere, ma curiosità sì), sono riuscito a trovarla in un articolo della rivista francese “L’Express”. E’ una storia che parla di crisi, sì, ma soprattutto di parassiti, quelli che ci guadagnano.

Gli orafi dello stivale italiano (la botte italienne è scritto nell’articolo) sono contrariati per la recente proliferazione di negozi che propongono agli italiani colpiti dalla crisi di scambiare il loro oro con il denaro contante –un’attività in piena espansione ma senza regole e che permette alla mafia di maneggiare miliardi.
Un’infinità di piccoli negozi sono comparsi negli ultimi mesi per le strade italiane. I giornali sono pieni di pubblicità di “compro oro” e i canali televisivi sono allagati da programmi che propongono agli italiani a corto di denaro a vendere i propri gioielli di famiglia.
Gran parte di questo oro, poi, attraversa le Alpi – legalmente o illegalmente – per arrivare in Svizzera, che ha fatto dell’oro italiano il prodotto di export in più rapida crescita.

I dati ufficiali dicono che i sequestri di oro illegale sono aumentati del 50%. Ad agosto un esempio che vale per tutti: un uomo e sua figlia arrestati durante il tentativo di contrabbandare 50 chili di lingotti d’oro senza alcuna marchiatura, per un valore complessivo di più di due milioni di euro.
Questo è un settore in crescita per le organizzazioni criminali. Inondano il mondo di oro di contrabbando, in molti paesi lo scambiano con armi e la droga“, ha dichiarato Ranieri Razzante capo dell’ AIRA, l’organizzazione italiana per la lotta contro il riciclaggio di denaro.

Nel 2011 le vendite legali di oro italiano in Svizzera sono state pari a 20 tonnellate l’anno scorso, contro le 73 tonnellate nel 2010 e 64 tonnellate nel 2009. Questo dimostra che la maggior parte dell’oro ha preso la via del contrabbando.
Per l’associazione degli orafi italiani (ANOPO), “quasi tutto l’oro esportato proviene dai negozi di Compro Oro e viene scambiato all’estero contro contanti.”
Miniera d’oro! L’Italia è diventata una vera e propria miniera d’oro“, spiega Ivana Ciabatti, responsabile del settore Orafi della Confindustria. “E’ essenziale che si persegua la lotta contro gli elementi criminali del settore“, dice.

Secondo l’ANOPO il fatturato totale della miriade di negozi Compro Oro parte da un minimo di 14 miliardi di euro e bisogna condurre una campagna legislativa per impedire l’infiltrazione della mafia in questo settore.
Dei 28.000 punti vendita Compro Oro nel paese, solo poche centinaia sono registrati presso la Banca d’Italia. E, come se non bastasse, per una magnifica scappatoia legale questi negozi possono evadere l’IVA.

Gli italiani amano l’oro, in Europa sono tra le popolazioni che tradizionalmente ne conservano di più.
Le famiglie a corto di denaro contante possono vendere il loro vecchi gioielli molto facilmente, e la scorsa estate è stata il punto di svolta… a causa del peggioramento della crisi“, osserva Alessandra Pilloni, analista di Bullion Vault, un importante broker d’oro internet con sede a Londra.
A renderne ancora più attraente la vendita e il commercio dell’oro ci si è messo anche il prezzo che è aumentato vertiginosamente: da 244 euro per un grammo nel 2002, ai più di 1.300 euro al grammo [correzione: all’oncia] di oggi.

Questo affare, questo bottino, è diventato un business delle organizzazioni criminali che “controllano almeno il 50% dei negozi di scambio oro contro contante, afferma Razzante Ranieri. “Usano uomini di paglia per evitare di lasciare tracce e hanno fonderie illegali a Napoli e in altre città”.
Nel mese di marzo, il ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri ha detto che il settore Compro Oro ha determinato un “mercato nero che richiede un costante monitoraggio di ambienti criminali che praticano l’usura, ricettazione e riciclaggio di denaro.

Di fronte a questo fenomeno Donella Mattesini (PD) ha presentato a Luglio un disegno di legge per il rafforzamento dei controlli dell’attività di negoziazione.
Abbiamo un urgente bisogno di regolamentare questo settore. Dobbiamo controllare fonderie e negozi. E tempo di pulire l’intera area del commercio dell’oro in Italia. Con la crisi c’è chi ci guadagna. Sono soldi sporchi.

Consiglio ai manifestanti: la prossima volta che manifesterete, non sfasciate le sedi delle banche. Le banche sono assicurate, se gli sfasciate la sede non perderanno un euro: sono assicurate per gli atti vandalici e tutto il resto e in 24 ore hanno già risolto e ristrutturato. Inutile perdita di tempo.
La prossima volta, magari, sfasciate qualche negozio della camorra. In giro per il paese ce ne sono a centinaia di migliaia. Chissà se riusciremo, prima o poi, a trovarne una lista completa. Bar, ristoranti à la page, Compro Oro, boutique, concessionari di automobili di lusso, bordelli, ce ne sono per tutti i gusti.