Caritas/Migrantes, in Italia superata la soglia di 5mln di stranieri. Nel 2011 i nuovi italiani sono 80mila

– Superata la soglia dei 5 milioni di stranieri in Italia: secondo il rapporto Caritas Migrantes, gli immigrati regolari nel nostro Paese, alla fine del 2011, erano pari a 5.011.000, contro i 4.968.000 dell’anno precedente. Un aumento esiguo, sottolinea il rapporto, di sole 43mila presenze in più.

E’ l’Europa il primo continente di provenienza degli stranieri in Italia. I cittadini comunitari rappresentano infatti il 27,4% del totale, mentre i non comunitari il 23,4%. Seguono Africa (22,1 per cento), Asia (18,8 per cento) e America (8,3 per cento). Tra le popolazioni africane, la maggior parte sono marocchini, con 506.369 soggiornanti.

Nel 2011 i figli di stranieri nati in Italia sono 80mila: dal 2002 il numero e’ in continuo aumento, anche se negli ultimi anni la crescita e’ sempre più contenuta. Gli studenti di origine straniera iscritti all’anno scolastico 2011-2012 sono oltre 755.939. Gli stranieri iscritti nelle universita’ italiane nel 2011/2012 sono 65.437: i più numerosi sono gli albanesi, aumentano cinesi e romeni.

Calano nel 2011 coloro i quali hanno acquisito la cittadinanza italiana: 56 mila contro i 66mila del 2010. Aumentano, al contempo, i lavoratori: sono 2,5 milioni. Nel 2011, mentre gli occupati nati in Italia sono diminuiti di 75 mila unità, gli occupati nati all’estero sono aumentati di 170 mila. Attualmente gli occupati stranieri sono circa 2,5 milioni e rappresentano un decimo dell’occupazione totale. Gli immigrati sono concentrati nelle fasce più basse del mercato del lavoro e, ad esempio, mentre tra gli italiani gli operai sono il 40 per cento, la quota sale all’83 per cento tra gli immigrati comunitari e al 90 per cento tra quelli non comunitari.

Nel 2011 gli imprenditori stranieri sono aumentati di 21 mila unita’ arrivando a 249.464. Per la meta’ sono artigiani. I paesi di provenienza: Marocco, Romania, Cina e Albania.

Secondo il Dossier, gli immigrati attualmente contribuiscono positivamente in termini di spesa pubblica, assicurando un beneficio netto stimato pari a 1,7 miliardi di euro.

Infine, un dato di lungo termine: nel 2065, cioè tra poco più di 50anni, la popolazione complessiva (61,3 milioni di residenti) sarà l’esito di una diminuzione degli italiani di 11,5 milioni (28,5 milioni di nascite e 40 milioni di decessi) e di un saldo positivo di 12 milioni delle migrazioni con l’estero (17,9 milioni di ingressi contro 5,9 milioni di uscite): in questo nuovo scenario demografico gli stranieri supereranno i 14 milioni.


Autore: Luigi Quercetti

Nato nel 1980, abruzzese, giornalista, papà, laureato a sua insaputa. È stato redattore dell’agenzia di Stampa Asca e collaboratore de Il Messaggero e Italpress.

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