Laboratorio Sicilia, cavia Italia

di LUCIO SCUDIERO – In un laboratorio, talvolta, accade che gli effetti indesiderabili cedano il passo ad innovazioni che producono progresso per una larga platea di destinatari. La Sicilia, però, è un laboratorio sui generis: non ne viene quasi  mai fuori nulla di buono nè di utile.

Il voto di ieri probabilmente non sfuggirà alla regola.

L’unico segnale dotato di una qualche universalità “scientifica”, sarà che Beppe Grillo ha stabilizzato i suoi uomini ai check- point sparsi in mezzo alle rovine del sistema politico italiano, ed è destinato a restarci anche in vista delle politiche. L’impresa del comico genovese mette fine al disordine istituzionalizzato della Seconda Repubblica ed inizia il “caos a perdere” che terrà a battesimo la terza, esattamente come avvenuto al giro precedente, nel 1994.  E in fin dei conti, preferire Grillo alla partitocrazia spendacciona, che in Sicilia ha assunto forme particolarmente aberranti, è solo un modo di passare dalla padella del sottosviluppo alla brace della bancarotta finale, l’espressione insofferente di un umore “plebeo” che non avendo più favori da prendere – e da pretendere – rovescia un regime con un conformismo. Quel che valse per l’antifascismo, vale – mutatis mutandis – per l’antipolitica.

Il fatto che gli elettori si astengano o premino gli “agenti del caos” è comunque la conferma che non ha senso ostinarsi a giocare secondo le regole di un ordine che non esiste più.

L’opzione bipolarista o tripolarista classica è destinata a fallire definitivamente e la geografia politica italiana deve riorganizzarsi secondo coerenza. Il discrimine – questa forse la lezione da trarre sul piano nazionale – è l’atteggiamento rispetto al governo Monti. L’unica piattaforma sensata da proporre ai siciliani era quella di uno schieramento civico che chiedesse il consenso su un programma di riforme à la Monti, per capirci. Non a caso, è stata l’unica a mancare, mentre intorno fiorivano alchimie di ogni tipo, inclusa la liaison PD-Udc, senza futuro.

Leggere tra le righe del voto siciliano significa quindi comprendere le seguenti cose.

Che la bancarotta economica ha deprivato di munizioni – perfino in Sicilia – le centrali di potere classiche della seconda repubblica, provocando nell’elettorato un istinto di fuga, che si esprime nell’astensione e nel voto di protesta.

Che il venir meno del “voto cammellato” è un’opportunità per il voto d’opinione allo stesso modo in cui lo è per il voto di protesta. Senza simmetrie coatte, la gente vota per reazione oppure per convinzione. Per un’iniziativa liberale, eccentrica ma credibile, il margine sono le decine di punti percentuali allocati nell’astensione. E’ un elettorato non scontato e perciò più interessante, che va convocato con un progetto più che blandito con qualche promessa.

Che la Sicilia sicuramente non avrà una maggioranza di governo omogenea, e che dopo Palermo i Balcani potrebbero spostarsi a Roma. Questa è una ragione in più per razionalizzare il quadro politico nazionale e restringere al massimo il campo delle possibilità. Distinguere tra montiani e non, è un buon punto di partenza, per esempio.

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Twitter: @Antigrazioso


Autore: Lucio Scudiero

Classe 1986, è laureato in Giurisprudenza presso l’Università Federico II di Napoli. Quando non scrive nè edita bozze altrui studia a un master di diritto europeo, in attesa di potersi dedicare alla storia moderna, alla musica e ai classici della letteratura. E' incidentalmente caporedattore di Libertiamo.it.

2 Responses to “Laboratorio Sicilia, cavia Italia”

  1. enzo51 scrive:

    Italia…Paese dei Balocchi!

    Ci sta bene un saggio Grillo Parlante per i troppi “Pinocchio” !!

    Dop tutto ,questo paese è la patria delle giullarate!

    Ottima analisi dell’esistente e di ciò che a breve potrebbe succedere.

  2. lodovico scrive:

    Di libertiamo apprezzo la democrazia e le aperture ai fatti d’Italia.
    ora tutto verte su Monti e non Monti.è la nuova democrazia liberale. Se si è per monti si è liberali,illuminati,intelligenti,democratici, aperti al mondo nuovo etc….. ad esempio fini, se si è dall’altra parte …….meglio non dire. Liberali,antiliberali….libertiamo.

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