L’incostituzionalità della mediazione obbligatoria, l’irriformabilità dell’Italia

di PIERCAMILLO FALASCA – I giudici delle leggi sentenziano e gli avvocati esultano. Migliaia di professionisti, tra loro moltissimi giovani, che sull’affermazione di un servizio tanto importante come la mediazione civile avevano investito la loro vita e i loro soldi, si trovano oggi privati di fatto del loro lavoro. Quante volte diciamo che l’incertezza del quadro regolatorio inibisce gli investimenti? Eccone una prova sul campo.

Se la mediazione civile da obbligatoria diventa facoltativa, i vantaggi che il nuovo strumento di risoluzione delle controversie stava producendo è tristemente destinato a sfaldarsi. Eppure si tratta di un istituto la cui convenienza è palese: un procedimento di conciliazione che arriva al traguardo, segnalava lo scorso aprile un rapporto del Ministero dell Giustizia, si conclude mediamente in 61 giorni, a fronte degli oltre mille giorni necessari in media per la via giudiziaria. Due mesi contro quasi tre anni.

Esultano ovviamente l’anima più conservatrice del sistema forense, a cominciare dal solito folcloristico Maurizio de Tilla, padre-padrone dell’Organismo Unitario dell’Avvocatura. Il quale, già che c’è, invita di fatto il governo a limitare alle professioni ordinistiche (avvocati, commercialisti e notai) la facoltà di occuparsi della mediazione civile volontaria. “Ha vinto lo stato di diritto“, si spinge a dire Ester Perifano dell’Associazione nazionale forense, senza vergogna di abusare del senso e della portata di un concetto – lo stato di diritto, appunto – quanto mai lontano dalla logica corporativa con cui l’avvocatura si è battuta contro la mediazione obbligatoria.

Mentre il ministro Severino pensa ora di irrobustire lo strumento della mediazione volontaria un sistema di incentivi, resta l’amarezza di fondo. Leggeremo le motivazioni della sentenza della Corte Costituzionale, convinti però che il problema principale di questo paese sia una profonda cultura reazionaria, che blocca o rende impossibili le riforme che in concreto consentirebbero all’Italia di ritrovare dinamismo e prosperità. Più che l’incostituzionalità della mediazione obbligatoria, la Consulta pare aver statuito l’irriformabilità di questo declinante Paese.


Autore: Piercamillo Falasca

Vicepresidente di Libertiamo. Nato a Sarno nel 1980, si è laureato in Economia alla Bocconi e ha frequentato il Master in Parlamento e Politiche Pubbliche della Luiss. E' fellow dell’Istituto Bruno Leoni. Ha scritto, con Carlo Lottieri, "Come il federalismo può salvare il Mezzogiorno" (2008, Rubbettino) ed ha curato "Dopo! - Ricette per il dopo crisi" (2009, IBL Libri). Ha scritto anche, nel 2011, "Terroni 2.0", edito sempre da Rubbettino.

24 Responses to “L’incostituzionalità della mediazione obbligatoria, l’irriformabilità dell’Italia”

  1. Luana scrive:

    Concordo! Sono avvocato e mediatrice, a parte l’ignoranza dei colleghi in materia, la nostra professione é dominata da troppi dinosauri fossili. Non ci svecchieremo mai fino a che sarà tutto in mano a teste bianche conservatrici….e qui mi fermo altrimenti degenero.

  2. La norma sulla mediazione era nata malissimo e purtroppo temo che la corte non potesse sottrarsi ad una censura. Parlo anche come mediatore che però aveva piena coscienza del fatto che la corte potesse esprimersi in modo negativo in merito alla obbligatorietà. Ciò premesso si rende ancora più urgente il bloccare la riforma forense perchè svuotato di fatto l’istituto della mediazione si rischia di avere tutto il mercato del diritto, in TUTTE LE FASI (sara consulenza legale riservata agli avvocati forse anche dire l’ora ad un passante), in mano ad avvocati e piccole e grandi corporazioni. E qui l’emorragia di lavoratori e di categorie professionali che già stanno sul mercato è pazzesca.

  3. Gemma scrive:

    La corte, mi sembra di capire, ha dichiarato l’incostituzionalità per ecceso di delaga rispetto alla legge 69/2009. Nulla impedisce al governo di approntare un bel d.l prevedendo l’obbligatorietà e, stante la cronica lentezza dei processi italiani, anche alla luce delle condsnne con la Cedu, i requisiti dell’urgenza ci sarebbero tutti.
    Sull’esultanza della bacciatura anch’io non condivido prché ci rimettono 60.000.000 di italiani.
    Chi investe in una nazione dove, oltre la corruzione dilagante, deve impiegare non meno di tre anni in cause?L’Italia è destinanta a crollare se non si cambia.

  4. giacomo scrive:

    Ha ragione Gemma e la sentenza richiama la necessità di un rispetto più scrupoloso del nostro sistema delle fonti, che è stato devastato da prassi falsamente emergenziali. Fa bene la Corte a fare il suo mestiere, anche quando gli effetti purtroppo sono negativi. Guai se anche il giudice costituzionale cominciasse a fare in via prioritaria valutazioni di opportunità o di merito politico.
    Infine, diciamo pure che il legislatore (soprattutto quello delegato) dovrebbe imparare a scrivere un pò meglio le disposizioni.

  5. giovanni scrive:

    non comprendo le affermazioni dell’autore, se la mediazione è tanto vantaggiosa per i cittadini che bisogno c’è di renderla obbligatoria? a meno di ritenere che il popolo è stupido ed occorre la mente illuminata di pochi eletti per condurlo sulla retta via.
    La verità è che si è voluto costruire un affare basato sul niente, in una democrazia progressiva niente deve essere imposto per legge, cercate di rammentarlo voi illuminati sempre pronti a sbandierare la libera concorrenza ed mercato

  6. Ciao,Piercamillo,sono,perfettamente,d’accordo con quanto hai sostenuto.G.Amendola Sarno

  7. alessandro scrive:

    ottimo, Giovanni. Condivido

  8. Giorgio Frabetti scrive:

    Non so se questa sia la sede più opportuna, ma io, Mediatore dal novembre 2011, ho avviato questa petizione per salvare la Mediazione Obbligatoria con un provvedimento “in sanatoria”, per salvare cioè una sperimentazione che era decisamente gradita dai Cittadini. Questo il link: http://firmiamo.it/rivogliamo-la-mediazione-obbligatoria Scusate

  9. Ugo Mazzei scrive:

    Anch’io sono avvocato e mediatore, tra quelli che ha investito molto nella mediazione e la vedeva come via alternativa per la risoluzione delle controversie. Il discorso purtroppo sarebbe lungo ma ci sono stati diversi errori proprio nel rendere obbligatoria la mediazione. Per esperienza sul campo posso dire che l’obbligatorietà in materia di sinistri stradali non ha mai funzionato. Non ho mai visto una Compagnia di Assicurazioni partecipare ad un incontro di mediazione, altrettanto dicasi per le banche. I poteri forti se ne sono sempre fregati ed a noi mediatori per un incontro fallito rimborsano la bellezza di 6,00 euro. Forse è più saggio lasciarla facoltativa, per chi ci crede ancora.

  10. Giorgio scrive:

    Bravo Giovanni. Finalmente un vero liberale

  11. antonio scrive:

    ma scusate, chi ah detto alle varie società di buttarsi a capofitto in una avventura che sapevano essere a rischio di incostituzionalità?hanno rischiato..hanno voluto mungere dove hanno potuto…e gli è andata male.
    e gli avvcoati, che hanno investito parimenti tempo e denaro nella loro professione e si vedono ogni giorni ridurre il loro campo?
    ma per favore…

  12. A. scrive:

    Beh, io sono un collega relativamente giovane (38 anni con 9 di iscrizione come avvocato) e non riesco a capire come fai a condividere (dimenticavo che hai basato il tuo lavoro su questo) l’obbligo di sborsare denaro per avere che cosa? Nulla.
    Tu pensi veramente che chi non vuole pagare un risarcimento viene (se tutto va bene, visto che si paga anche per andare all’appuntamento) dal mediatore e grazie a lui come d’incanto cambia idea? Credi veramente a queste favole? Ma se nemmeno di fronte a una citazione la gente vuole pagare nulla!
    La mediazione obbligatoria è (era per fortuna) una sorta di “taglieggiamento” senza il quale la tua causa è improcedibilità.
    Un ricatto legalizzato! E la prova che l’unico scopo della mediazione obbligatoria era quella di fare business alle spalle dei cittadini è che nell’unico caso in cui era obbligatoria (processo del lavoro) che hanno fatto, visto che era gratuita? L’HANNO ABOLITA!!!
    Della serie: se non vieni qui da noi a versare l’obolo non puoi agire per tutelare i tuoi diritti.
    La mediazione non è una causa che costa poco, non dà nessuna sentenza. Invece i mediatori hanno fatto intendere, appunto, che con pochi soldi si arrivava a una decisione.
    A molti altri colleghi che volevano diventare o che sono diventati mediatori l’avevo detto: lasciate perdere, tanto è incostituzionale. Era fin troppo palese.
    Se mi posso permettere di darti un consiglio ti dico: continua a fare l’avvocato che è meglio. La mediazione mi sa un po’ troppo di scorciatoia…
    Un saluto.

  13. A. scrive:

    Ammiro la tua obiettività.
    Per le assicurazioni e le banche, infatti, era – guarda caso – uno strumento di ulteriore disincentivazione ad agire contro di esse, visto che così il malcapitato arrivava alle soglie della causa già praticamente spennato.
    Le soluzioni all’inflazione della giustizia sono altre: meno avvocati significherebbe meno cause (vanno in tribunale solo quelle che meritano veramente), maggior decoro della professione, maggior livello qualitativo della prestazione professionale, meno “Porta Portese”.
    Inoltre occorrerebbe responsabilizzare chi azzarda cause assurde e palesemente temerarie.
    Per quanti avvocati siamo ormai tanti (troppi) colleghi pur di fare una causa sono disposti ad anticipare addirittura il contributo unificato e tutto il resto!
    Vi siete mai chiesti perché i Notai sono così coesi tra di loro e nessuno si azzarda a toccarli?
    Semplicemente perché in tutta Italia sono 4.700!!!
    Noi solo a Roma siamo 25.000 e ben 250.000 in tutta Italia!!!
    Troppi per essere compatti…
    e poi siamo altro che ai livelli del mercatino delle pulci!!
    Ciao a tutti.

  14. elena gazzola scrive:

    Che ci fosse una pecca nell’eccesso di delega era abbastanza scontato ed è assolutamente vero che il ricorso alla legislazione delegata è dilagato travalicando i confini dei diversi poteri, come dice giustamente Giacomo. Ma sull’obbligatorietà voglio ricordare che gli italiani sono litigiosi per natura e se non sarà reintrodotta l’obbligatorietà, con le dovute forme legislative, la ” cultura della mediazione” non si diffonderà mai e continueremo ad avere una giustizia civile paurosamente inefficiente e lenta, ancorchè costosissim ( per costi vivi, non solo per le nostre parcelle) soffocata da cause ” bagatellari” basate su questioni di principio che potrebbero invece sciogliersi in sede di mediazione. Una parola sulla riserva della consulenza legale: perchè, Stefano, non li vediamo i guasti delle pseudo consulenze fatte da chi non ha gli strumenti del mestiere?

  15. Antonio scrive:

    Oggi ho visto piangere chi per due anni ha creduto in qualcosa nello stato , lo ha fatto sognare , gli ha dato la forza di investire su se stesso ed alla fine deve vedere esultare avvocati che nel far perdere 90000 posti di lavoro Dichiarano di AVERE VINTO

  16. A. scrive:

    Il discorso del “posto di lavoro” non regge. Allora che dovremmo fare? Abolire internet per ridare il posto di lavoro a 100.000 fattorini? La colpa è, appunto, dello Stato che ha creato un business fondato sul nulla e sulla costrizione delle persone a pagare denaro inutilmente.
    E quindi è anche colpa di chi ha creduto, saltando sul carro di questa trovata che si chiama mediaconciliazione obbligatoria, di poter guadagnare sulle spalle di chi è costretto a rivolgersi ai mediatori prima di fare una causa e a lasciare loro l’obolo.
    L’unica mediaconciliazione obbligatoria seria e fattibile sarebbe quella che si fa GRATUITAMENTE presso un organismo pubblico a seconda della materia trattata: Ministero del Lavoro, Ministero dell’Industria, Ministero dell’Economia e delle Finanze ecc..
    Ma siccome così non si guadagnava una “breccola” che ti inventano?
    Gli organismi “accreditati” a pagamento!
    Abbasso la mediaconciliazione obbligatoria e il cattivo legislatore, viva la Corte Costituzionale!

  17. Diego scrive:

    Ma quali risultati mai avrà prodotto questa mediazione obbligatoria! Solo una percentuale irrisoria delle controversie si sono concluse con una conciliazione! Il precedente esecutivo ha pensato bene di introdurre un nuovo business, l’ennesima formazione pagata a caro prezzo da giovani con qualunque laurea triennale che mai hanno messo piede in un Tribunale mai hanno visto un atto giudiziario. Non parliamo poi della delicatezza della materia e delle questioni che ogni controversia reca con sè! Mi dispiace ovviamente per quei giovani che ci hanno creduto, ma la l’unica strada per cercare di risolvere i problemi della giustizia, non è quella della sua privatizzazione (pagata anche a caro prezzo) per mezzo di figure assolutamente non qualificate, ma quella di mettere soldi veri in una branca dell’Amministrazione che da sempre piange miseria! venite nei Tribunali senza Giudici sufficienti, senza cancellieri, senza strumenti informatici che consentano finalmente l’avvio di uno sbandierato e mai decollato Processo Civile telematico, con avvocati e praticanti costretti ad ore e ore di file avanti uno sportello per richiedere una copia di un provvedimento che ritireranno solo dopo 15 gg., fotocopiatrice del Tribunale permettendo! La giustizia, l’istruzione, la sanità, l’ordine pubblico etc. sono ancora fini essenziali dello Stato per i quali i cittadini pagano le proprie e salate tasse? Sulla carta sì, nei fatti ……..
    Se vengo leso in un diritto ho il diritto costituzionalmente garantito di rivolgermi alla Magistratura ed ottenere una sentenza con forza esecutiva. Perchè devo essere obbligato ad adire una ADR con costi anche elevati che nella maggior parte di casi non porterà a niente di buono soprattutto nei casi in cui la forza contrattuale delle parti è nettamente differente (pensiamo alle assicurazioni, alle banche). Considerate pure che tutta l’attività espletata nel procedimento di mediaizone è inutilizzabile nell’eventuale successivo processo.
    Per concludere. meno male che c’è la Corte Costituzionale! La prossima volta forse il Ministero della Giustizia affronterà l’enorme problematica con un pò più di mestizia, un pò più di buon senso e soprattutto rispettando di più i diritti (quelli veri) dei cittadini consultando altresì tutte le professioni che operano nel settore, senza prevaricazioni e senza diktat.
    In definitiva tutta questa vicenda è la prova provata della superficialità e la faciloneria del nostro ultimo legislatore che fa riempire i giornali di titoli altisonanti su riforme che o sono dannose, o sono inutili, o sono contra legem, o l’espressione di innteressi di pochi.

  18. Luca12 scrive:

    …cari mediatori…fate un favore a voi stessi…cercatevi un lavoro vero…e non tentate di fare quello che facciamo noi avvocati…

  19. marcello scrive:

    La cosa assurda della mediazione così come l’hanno fatta la banda bassotti (credo, erano loro che governavano) è che il mediatore non può decidere secondo equità, quindi poi la mediazione si fa in base a che strilla più forte, nulla a che vedere con quando c’era l’istituto del conciliatore.

  20. Achille Buonfigli scrive:

    La mediazione obbligatoria è un non senso, una contraddizione in termini (sia logica, che giuridica) e il suo fallimento è stato certificato proprio da quel Sole-24 ore, per conto della Confindustria, che se n’era fatta paladina. Con un editoriale in prima pagina qualche mese fà ha dovuto ammettere che la mediazione ha fallito l’obiettivo di deflazionare la giustizia civile e ammettere che ha avuto il solo effetto di creare “posti di lavoro” (si badi bene non lavoro, ma posti di lavoro). Non c’è niente di più illiberale che costringere le persone a pagare cifre aggiuntive esorbitanti (una vera e propria gabella), in aggiunta ai già gravosi “contributi unificati” per poter accedere all’unico servizio che uno stato di diritto non può negare ai cittadini, quello di amministrare la giustizia.

  21. Purtroppo, in Italia c’è un’affermata avversità alle riforme a alle innovazioni soprattutto in ambito giuridico. Aspetteremo di vedere la decisione della Corte Costituzionale in merito.

    Certo che anche la credibilità dello stato non è esce illesa.

    Stefano

  22. Andy scrive:

    Ottimo condivido pure io, guardacaso questo business è sostenuto qasi sempre da iperliberisti, bocconiani confindistriali, che vogliono privatizzare tutto con criteri mercantilistci. Un conto è essere liberale altro conto è essere liberista…

  23. Andy scrive:

    Bravissimo… i mediatori non avendo argoamentazioni tirano fuori quelladei soldi investiti male.. bene allora gli avvocati cosa divrebbero dire.. i loro solldi investiti negli studi legali, nella formazione, nei libri, nei programmi , nelle banche dati per dare un servizio decorooso al cittadino, quelli non contano niente??
    A mio avviso questa faccenda della medizione è servita ad una presa di coscienza della nostra categoria, troppo spesso bisrattata e considerate figlia di un Dio minore!

  24. Andy scrive:

    Anche gli Avvoocati piangono ogni giorno per una continua messe di provvedimenti contrari alla categoria, una volta tanto tocca a Voi

Trackbacks/Pingbacks