Studio shock anti Ogm, ma Francia e Ue lo bocciano

Uno studio shock portato avanti dal professor Gilles-Éric Seralini, che dopo aver monitorato per due anni gli effetti del mais transgenico della Monsanto, giunge alla conclusione che “il suo assorbimento sul lungo periodo agisce come un potente veleno”.

Pubblicata un mese fa su ‘Le Nouvelle Observateur’, la ricerca è stata condotta su un Ogm e un erbicida: un mais transgenico tollerante al Roundup, una caratteristica condivisa da oltre l’80% degli Ogm, e il Roundup stesso, il pesticida piu’ utilizzato in tutto il mondo.

I prodotti sono stati testati su 200 ratti tenuti sotto osservazione per 2 anni, i parametri utilizzati sono stati più di 100 e i dosaggi utilizzati erano quelli delle dosi utilizzate attualmente nell’ambiente, come l’11% di ogm nell’alimentazione e 0,1 ppb di Roundup nell’acqua.

I risultati hanno rivelato una mortalità maggiore e più rapida durante il consumo di ciascuno dei due prodotti, con effetti ormonali non lineari e legati al sesso dei ratti: le femmine sviluppano importanti tumori mammari e moltissime perturbazioni ipofisarie e renali, i maschi hanno danni epato-renali cronici e molto pesanti.

Ma la ricerca ha avuto dure critiche da parte delle autorità competenti. A partire dall’Agenzia Europea per la sicurezza alimentare, secondo cui la metodologia utilizzata per la ricerca è insufficiente. La valutazione iniziale dell’Efsa, spiega una nota, “ha trovato inadeguati la concezione dello studio, la descrizione dei risultati e la loro analisi, cosi’ come descritti nell’articolo. Per poter comprendere appieno lo studio, l’Autorita’ ha invitato gli autori, Seralini e altri, “a mettere a disposizione alcuni importanti dati supplementari”.

Le carenze dello studio comportano che l’Efsa, “allo stato attuale, non e’ in grado di ritenere le conclusioni degli autori scientificamente fondate”.

I “numerosi problemi” riscontrati nella progettazione e nella metodologia della ricerca, così come descritti nell’articolo, “implicano l’impossibilita’ di trarre conclusioni circa l’insorgenza di tumori nei ratti oggetto dell’esperimento”.

Pertanto, sulla base delle informazioni pubblicate dagli autori, “l’Efsa non ravvisa la necessita’ di esaminare da capo la propria precedente valutazione della sicurezza del mais NK603, ne’ di prendere in considerazione tali risultati nella valutazione del glifosato attualmente in corso”.

A bocciare lo studio di Seralini è arrivata anche l’Alto consiglio delle biotecnologie francese, affermando che ”non c’e’ causalita’ fra gli effetti osservati e il consumo di mais NK603, trattato o meno con erbicida Roundup. Il dispositivo sperimentale presentato – ha spiegato l’Authority – e’ inadatto agli obiettivi dello studio”.


Autore: Luigi Quercetti

Nato nel 1980, abruzzese, giornalista, papà, laureato a sua insaputa. È stato redattore dell’agenzia di Stampa Asca e collaboratore de Il Messaggero e Italpress.

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