Bersani, preoccupazioni ‘primarie’, rischi fatali

di LUCIO SCUDIERO – Dal sostegno dato sabato alla Cgil alla minaccia di non votare la legge di stabilità ieri. Un week end di ordinaria nostalgia per Pierluigi Bersani. Manca solo che emani un’enciclica tipo Rerum Novarum contro il modernismo rottamatorio di Renzi, e che ne pretenda la copertura politico finanziaria dalla legge di stabilità: la storia del piccolo Comunista che s’è fatto uomo sarebbe completa.

Esistono molte e valide ragioni per ritenere sbagliata e iniqua la misura con cui il Governo vorrebbe aumentare a 24 le ore di insegnamento settimanale nella scuola pubblica. Nessuna di queste, tuttavia, è il “finanziamento” politico della campagna per le primarie del segretario PD.

Più ci si avvicina al voto (primario e politico) più Bersani diventa il caratterista di quella vecchia commedia di sinistra in cui il PCI è subalterno all’azionista sindacale e prono ai desiderata del pubblico impiego; lesto a promettere opposizioni a questo e a quello quanto pigro ad elaborare soluzioni che facciano i conti con la realtà.

Se questo significa riorganizzare il campo dei progressisti – come da un po’ di tempo usa dire il segretario democratico – beh allora il progresso del Paese è seriamente compromesso.

Al netto della variabile Renzi, che obiettivamente potrebbe scombussolare la geometria retrò con cui la sinistra conta di presentarsi alle prossime politiche, Bersani sta seriamente minando la possibilità che il PD diventi un blocco di maggioranza credibile per reggere l’urto del probabile governo del Paese.

Davvero al quartier generale dei democratici pensano che l’Italia possa reggere una campagna elettorale di esodati, kollettivi, referendum per il ripristino dello status quo ante nel mercato del lavoro, e neolibberismo fallito e Pomigliano tomba dei diritti e austerity vigliacca? E a quel punto perchè non imbarcare pure Di Pietro? Che c’ha la rogna Tonino? Se così fosse, welcome to Italy, miss Lagarde.

Anche perchè a dire che se non c’è lui tornano i comunisti Berlusconi fa sempre in tempo. E a quel punto nemmeno l’IMF basterebbe, servirebbero i caschi blu dell’Onu.

Stia attento, Bersani, che è in una fase in cui conta più di quel che probabilmente riconosca a se stesso; si ricordi che è stato ministro, anche dignitoso, non molto tempo fa; e che non c’è più Don Camillo, oggi che perfino il Cristo è sceso dall’altare maggiore della Chiesa di Ponteratto. Pare ne avesse abbastanza della solita messa e del solito Peppone.

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Twitter: @Antigrazioso


Autore: Lucio Scudiero

Classe 1986, è laureato in Giurisprudenza presso l’Università Federico II di Napoli. Quando non scrive nè edita bozze altrui studia a un master di diritto europeo, in attesa di potersi dedicare alla storia moderna, alla musica e ai classici della letteratura. E' incidentalmente caporedattore di Libertiamo.it.

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