Benvenuti in Italia, dove la realtà è sospesa

– In questo articolo si volevano analizzare gli ultimi giorni dell’immaginario massmediatico italiano. Ma è impossibile. Troppe cose. Il momento storico è dei più interessanti. Politica, economia, criminalità organizzata, malaffare, disonestà, lontananza delle Istituzioni, demagogie sociali, giochi propagandistici, persino il doping nel ciclismo. Ovunque ci si giri le logiche della società reale ci appaiono come imprevedibili paradossi. Persino le previsioni del tempo. Persino il ciclone Cleopatra fa finta di esserci, ma poi non c’è. La realtà crolla nel ridicolo – chi cerca di affermare che qualcosa di moralmente ed eticamente valido esista ancora viene sbeffeggiato, spernacchiato – i cittadini, se potessero, lo ricoprirebbero di pece bollente e piume. Dagli spot televisivi apprendiamo che i politici andrebbero presi a schioppettate, gli italiani non ne possono più.

In questi anni gli italiani hanno potuto coabitare con il loro paese applicando quella stessa sospensione dell’ incredulità che ogni spettatore mette in atto quando va al cinema, ogni lettore quando legge, ed ognuno di noi quando si trova innanzi ad una narrazione. Sospendere la credulità vuol dire far finta di credere a ciò che si sta vedendo, dare una patente di realtà a qualcosa che non è reale, vivere una esperienza sensoriale e cognitiva all’insegna del … come se. Ciò che ho davanti ai miei occhi, e come se fosse vero, so che non lo è, ma lo vivo emotivamente come se lo fosse. Tutti noi abbiamo fatto finta di credere che le cose non stessero come stavano, ed abbiamo, allo stesso tempo, fatto finta di credere a chi  credeva che le cose non stavano come ci apparivamo. C’è gente che è morta invano. Abbiamo sospeso l’incredulità su tutto e su tutti. Abbiamo fatto finta che il vero fosse falso e che il falso fosse vero. A questo punto … di chi è la colpa? Dei politici? Della mafia? Dei disonesti? Dei ciclisti? Degli Schettino? Certo, la colpa è loro, nel senso di … anche loro.

La colpa è dei colpevoli, ma poi ci sono i complici, i correi. Tutti coloro che hanno spalleggiato il marcio, l’implausibile e l’inopportuno hanno colpa. Se qualcuno in questo paese ha sospeso l’incredulità, è un complice morale di tutto ciò che è accaduto e che sta accadendo. Tutto coloro che hanno fatto finta di credere alle ipocrite facciate del potere e delle cose, è colpevole. Questo non è moralismo, è morale. La morale è dentro ognuno di noi. Se ho votato il ladro sono colpevole; se ho comprato a rate cose inutili  ho rafforzato il consumo cinico e baro – e adesso ho poco da incazzarmi con le banche, a Roma si direbbe: “faccio due fatiche”; se non mi sono posto domande ho fatto sì che le cose andassero come sono andate; se ho girato la testa dall’altra parte ho favorito il killer; chi si è adeguato allo schifo, e dallo schifo ha grattato qualche piccolo guadagno, è un collaboratore dello schifo.

Molti italiani hanno fatto il palo. Il palo è lo sfigato che non prende parte al colpo in banca, ma che sta a distanza a fischiare se vede passare la polizia. I pali ci fanno orrore. Il bandito, almeno, rischia la pelle, il palo è un parassita. Quanti di noi hanno parassitato sullo scempio del paese? Quanti di quelli che vorrebbero adesso tirar schioppettate hanno fregato il prossimo taroccando il tassametro? Tutti hanno dimenticato. Gli italiani che hanno messo su bottega sfruttando il lassismo e i vuoti di morale della nostra storia adesso si lamentano. Hanno evaso le tasse … ma adesso il governo è bastardo. Hanno copiato i compiti … ma adesso … chi ruba è uno stronzo. Hanno spillato soldi ai genitori … ma adesso … chi è assistito va lasciato solo. Hanno tradito la moglie … ma adesso … non conta, conta solo quello che fanno gli altri. Abbiamo perso lucidità. Abbiamo applicato la sospensione dell’incredulità anche a noi stessi.

Abbiamo, per anni, vissuto e fatto cose facendo finta che non fosse vero. Abbiamo autosospeso la nostra coscienza critica. Dove eravamo? Ogni organismo psichico è il risultato delle sue proprie dinamiche trasformazioni, ogni esistenza, in tutto e per tutto e per certi versi, è il risultato delle proprie scelte. E perché, allora, l’Italia non dovrebbe essere il risultato delle scelte degli italiani? Se lo è, così come siamo tutti nella merda allo stesso tempo siamo tutti colpevoli, quanto meno lo sono tutti coloro che si sono adeguati, anche solo una volta, alle vie traverse della nostra amoralità. Queste banalità, in questo articolo, non sono una soluzione per i cattivi e per la classe politica e per gli Schettini, ma sono una banale chiamata in causa per molti di coloro che si sentono dall’altra parte della barricata, dalla parte dei giusti. Stiamo vivendo una apoteosi filogenetica. I figli dei dinosauri sono cresciuti, si sono trasformati, adesso si sentono Sapiens, hanno dimenticato di essere cresciuti in quella famiglia lì, di essere stati allevati, spinti in avanti. Adesso si sentono altro e da lontano identificano come unico vero problema quello dell’esistenza dei dinosauri. E fanno i moralisti.  Si vedono molti moralisti in giro. Hanno una lunga vista. Sono analitici. Sparano a zero. Fanno i politici, i giornalisti, i baristi, i poliziotti, i ferrotranvieri, fanno tutto e sono ovunque. Sono quelli per quali, per statuto, loro e la loro famiglia hanno la coscienza pulita. Basta accendere la televisione. Conduttori televisivi si improvvisino padri della psicopedagogia e vanno in tv a decretare chi è colpevole e di cosa. Il padre, la madre il figlio, la polizia, la zia che fa il filmino. Sono fattori della complessità di una realtà non riducibile ad alcuna sintesi del bianco o nero.

Eppure questi in tivvù a dire, certo … è colpa sua … ve lo dico io … che di mestiere faccio televisione. Questi sono peggio di Batman e di Schettino. Ma danno giudizi, e il loro giudizio conta.


Autore: Francesco Linguiti

Si occupa di produzione culturale. È autore nella produzione audiovisiva. È docente di semiologia del testo.

2 Responses to “Benvenuti in Italia, dove la realtà è sospesa”

  1. enzo51 scrive:

    Impietosa analisi di uno stucchevole perbenismo tipico di noi italiani!

    Approvo in pieno:siamo tutti collusi con il malaffare che ha affossato questo Paese ma….tutti colpevoli ,nessun colpevole?

    Dovremmo andare tutti in galera o almeno mandiamo solo chi,in questo sistema si è “sistemato” a dovere anche solo con le furbate tipiche dell’italiano medio della serie …”Chi è fesso se sta a casa”?

    Articolo condivisibilissimo anche e sopratutto per quei Soloni che intrattengono i soliti noti in spocchiose trasmissioni televisive messe in onda solo per riempire dei vuoti.

  2. marcello scrive:

    Si deve distinguere se uno evade o in alcuni casi estremi va a rubare per sopravvivere, molte volte in conseguenza di quello che hanno fatto i grossi ladri (politici e speculatori) ed evasori fiscali. Questi ultimi non hanno fatto queste cose per necessità volendo potevano fare una vita dignitosa ma purtroppo molti pensano di essere onnipotenti.

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