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Obama vince il dibattito omettendo i fallimenti della sua politica ambientale

– All’indomani del dibattito presidenziale di Denver, i responsabili della campagna di Obama ebbero l’ardore di giustificare la deludente performance del presidente con un’accusa a Romney di aver vinto la prima sfida televisiva raccontando bugie agli americani. Un’accusa che non necessita commenti se rivolta dall’entourage di un uomo che per ogni promessa che fa non ne mantiene due, e che chiede la fiducia degli americani per tentare di realizzare nel prossimo mandato tutto quello in cui ha fallito negli ultimi quattro anni.

Probabilmente, quella metà dell’America che ancora accorda il suo consenso al presidente non se ne accorge, ma le uniche cose che hanno permesso a Obama di vincere di misura il secondo dibattito sono state quelle non dette. Avesse avuto uno sfidante più all’altezza e un moderatore meno accomodante di Cindy Crowley dell’amica CNN, Obama sarebbe stato costretto ad ammettere il fallimento di un’intera politica energetica fondata sull’erogazione a pioggia di sussidi pubblici a start-up ambientaliste con business plan dalla sostenibilità assai dubbia.

Non a caso, poche ore prima della diretta, la A123 – azienda produttrice di batterie per veicoli elettrici – ha dichiarato bancarotta, malgrado abbia ricevuto in sussidi dall’amministrazione Obama ben 429 milioni di dollari dei contribuenti americani. Nel 2009 Steven Chiu, Segretario del Dipartimento di Energia, definiva quella della A123 “una storia di successo di un’azienda d’avanguardia fondata grazie ai sussidi pubblici”. Obama stesso ebbe modo nel 2010 di complimentarsi con l’azienda. Chissà come sarebbe andata se la storia non fosse stata un successo!

Non è certo la prima volta che uno dei castelli di carta prediletti dell’ambientalismo democratico imploda su sé stesso: i casi Solyndra e Optisolar sono dei precedenti fin troppo eloquenti, per non parlare delle altre 16 (esatto, ben sedici) aziende sorte dal 2008 ad oggi solamente grazie ai sussidi erogati dall’Economy Stimolous Act di Obama e miseramente fallite.

Il Wall Street Journal consiglia a Romney di conservare la vicenda come asso nella manica per il terzo ed ultimo dibattito prima dell’election day. Sarebbe un’ottima maniera per smarcarsi dalle accuse di menzogna da parte di un mentitore patentato.


Autore: Daniele Venanzi

Romano, studente di Scienze Politiche e Relazioni Internazionali alla Sapienza. Contributor di Libertiamo, Linkiesta, l'Occidentale e The Front Page; autore del blog Mercato & Libertà. È redattore di Disarming the Greens, blog che si occupa di questioni ambientali e green economy da una prospettiva di mercato. Nel 2011 ha tradotto l'appendice all'Autobiografia di Friedrich Von Hayek, edita da Rubbettino. È vincitore della Scuola di Liberalismo 2013 di Roma organizzata dalla Fondazione Einaudi, con tesina sulla public choice e la crisi del welfare state.

5 Responses to “Obama vince il dibattito omettendo i fallimenti della sua politica ambientale”

  1. ermes scrive:

    Questa è propaganda politica non un articolo.

  2. Daniele Venanzi scrive:

    E quello di chi foraggia dei lobbisti senza un chiaro piano aziendale per arrivare alla Casa Bianca invece cos’è, amore per il bene comune?

  3. Marco Galliano scrive:

    Buon articolo. Bisogna anche informare gli ambientalisti nostrani tifosi di Obama (presidente che io apprezzo su altre tematiche) che la sua amministrazione si è data molto da fare e sotto le pressioni della lobby delle rinnovabili industriali ha dato il via alla più gigantesca industrializzazione dei territori naturali USA degli ultimi anni. Per esempio rendendo possibile la costruzione di giganteschi impianti solarari industriali (vengono realizzati dopo aver “piallato” coi buldozzer i terreni naturali) su territori con una estensione pari a quella dell’Austria.

    Come “green” economy non c’è male…

  4. marcello scrive:

    Obama deve parlare della riforma sanitaria e far comprendere la rilevanza che ha il fatto che anche uno con pochi soldi può usufruire del diritto alla salute. Invece ha inseguito Romney su chi ha fatto più perforazioni o se era giusto o no aiutare l’industria dell’auto, senza peraltro spingere alla riconversione verso dei mezzi di trasporto più sostenibili. E poi poteva battere sul fatto che la destra esonera dal risanamento economico le classi più abbienti, non limitandosi a esludere la progressività per un sistema proporzionale delle imposte ma promuovendo un sistema regressivo.

  5. marcello scrive:

    Sugli edifici va bene il fotovoltaico ma sui terreni, per non consumare troppo suolo, va utilizzato il solare termodinamico.
    In Italia, dopo che Rubbia è stato mandato in esilio 2 volte, a parte l’impianto di Priolo poco è stato fatto.

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