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Internet non cambia il mondo, ma lo aiuta a cambiare

Internet è buono, Internet è cattivo, Internet è sicuro, Internet è pericoloso. Su Internet c’è l’innovazione, su Internet ci sono i terroristi, su Internet ci vanno i bambini e signora mia, c’è da stare attenti.

Tutte queste parole possono essere vere o false, ma sicuramente sono molto riduttive: Internet non è un mezzo, ma è un luogo, e come tale può contenere le più varie manifestazioni del carattere e dell’esistenza, umana e non solo.
Può contenere, e sicuramente contiene, molto di pericoloso, ma contiene anche, sicuramente, gli anticorpi ai propri mali e molto altro.

Contiene sicuramente, come si è più volte ripetuto nel corso di “Internet for Good – Piattaforme online per il sociale“, molti strumenti grazie ai quali, oggi, è più facile e meno costoso, rispetto a vent’anni fa, diffondere conoscenza e sostenere buone cause. Hunter Walk, dirigente di Youtube, ricordava come sulla piattaforma di condivisione video più famosa del mondo si possano trovare corsi, completamente gratuiti, per imparare qualunque lingua conosciuta, tenuti da persone competenti che hanno interesse a insegnare grammatica e vocabolario a chiunque desideri imparare.

Per non parlare delle scienze matematiche: un canale nato quasi per scherzo, creato da un giovane professore che dava ripetizioni di matematica e fisica alla nipote, è diventato uno dei canali più visti e valutati più utili da milioni di utenti. Entro pochi anni, inoltre, si svilupperà la possibilità di sottotitolare automaticamente i video presenti su Youtube in tutte le lingue, permettendone così una fruizione più vasta e completa.

Ma Internet non si ferma a Youtube (da cui, grazie allo stesso Hunter Walk, è nata la campagna Youtube For Good), né il suo potenziale “buono” si esaurisce con la diffusione della conoscenza: molte associazioni benefiche che, solo pochi anni fa, non avrebbero saputo né potuto raggiungere facilmente i possibili contributori alla loro causa, oggi possono, con meno sforzo e meno spesa rispetto al passato, farsi conoscere ed attrarre attenzione con campagne che, data la natura “democratica” del Web, raggiungono una platea molto vasta ed eterogenea.

Naturalmente la creatività, le idee e la progettazione impiegate in queste campagne basate sulla Rete non sono a costo zero, ma sicuramente “costano” molto meno, in termini di risorse umane e naturali, rispetto a campagne tradizionali di volantinaggio e sensibilizzazione: emblematico il caso di questa campagna video del WWF, in cui due volontari travestiti da panda, uno in cima e uno ai piedi di una scala mobile in discesa, presentano alle persone che scendono sempre lo stesso volantino, che l’uno consegna e l’altro recupera per consegnarlo di nuovo al successivo passante.

Ciò serve, chiaramente, ad attirare l’attenzione, in maniera semplice e intuitiva, sulla possibilità di evitare inutili sprechi di carta; ma è altrettanto chiaro che la vera campagna di sensibilizzazione si svolge sul web, dove hanno già guardato il video centinaia di migliaia di persone da tutto il mondo, che sarebbero state impossibili da raggiungere con un volantino cartaceo.

Per restare in Italia, Telefono Azzurro, nato come servizio di aiuto telefonico ai tempi in cui il Web decisamente non era per tutti, oggi propone una chat a orari fissi in cui gli operatori rispondono a bambini e adolescenti in difficoltà, sia – come sempre – su problematiche familiari, sia su questioni più legate a Internet, come il cosiddetto cyberbullying o la necessità di essere prudenti nel voler incontrare dal vivo persone conosciute in rete; per andare in Africa, esiste un’associazione che fa il live streaming su Youtube dai pozzi scavati dai suoi volontari per aumentare le risorse idriche a disposizione dei villaggi, oltre a mostrare le varie fasi di purificazione dell’acqua e i loro costi dettagliati, in modo che chi è interessato sappia esattamente come vengono spesi i soldi donati.

Insomma, tanti sono gli esempi che si potrebbero ancora fare, tante sono le iniziative già intraprese; tanti sono anche i pericoli, non vogliamo certo negarlo. Tuttavia, davanti alle sfide provenienti da un mondo variegato come quello di Internet, è a nostro avviso un atteggiamento perdente il rinunciare ai potenziali risultati “buoni” che si potrebbero ottenere per paura delle derive “cattive” che una campagna può prendere. Internet non cambia il mondo, ma lo aiuta a cambiare, rapidamente ma sostanzialmente.

Le sfide vanno riconosciute e non temute, le potenzialità vanno sfruttate e non lasciate a marcire, e se si riesce a cogliere l’occasione i benefici, per sé e per la propria causa, saranno incalcolabili: questo, in sostanza, il messaggio, forse non originale ma sicuramente sincero, di “Internet for Good”, questa la lezione che chiunque desideri rendere un buon servizio a una buona causa, oggi, dovrebbe imparare.


Autore: Marianna Mascioletti

Nata a L'Aquila nel 1983. E’ stata dirigente politica dell’Associazione Luca Coscioni e tra gli ideatori del giornale e web magazine Generazione Elle. Fa cose, vede gente, cura il sito.

One Response to “Internet non cambia il mondo, ma lo aiuta a cambiare”

  1. lodovico scrive:

    internet non cambia gli uomini(gli uomini sono fallibili) ma li aiuta a cambiare (a non commettere gli stessi errori)

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