Cuba, dopo 50 anni via l’obbligo di chiedere il permesso per lasciare l’isola

Il governo cubano ha annunciato che da oggi in poi i propri cittadini non saranno più obbligati a chiedere l’autorizzazione per lasciare l’isola.

La legge che elimina i permessi arriva dopo mezzo secolo di auto-isolamento di Cuba e, come annunciato già lo scorso aprile dal presidente del Parlamento Ricardo Alarcon, ”sara’ una riforma radicale e profonda”. Tuttavia, Alarcon non ha risparmiato critiche agli Stati Uniti, additandoli come “colpevoli” della restrizione imposta dalla vecchia legge. Gli Usa, ha detto, ”fin dal 1959 utilizzano la questione migratoria per destabilizzarci”.

Fino ad oggi, per uscire dal Paese i cubani avevano bisogno di un permesso speciale delle autorità, che poteva essere negato anche senza motivazioni, e una lettera di invito da un cittadino del Paese straniero in cui si voleva andare.

In genere, il permesso era negato ai cittadini meno abbienti, dato che il visto costava 150 dollari. Il rientro a Cuba poi doveva avvenire entro 11 mesi, pena l’esproprio dei beni. Con la nuova legge, questo termine è stato esteso a due anni.

Il via libera, però, non è per tutti: sono stati esclusi scienziati e militari e in generale “la forza di lavoro qualificata per lo sviluppo economico, sociale e tecnico-scientifico del Paese”. Esclusi anche i responsabili civili, chi ha obblighi statali, chi deve ancora svolgere il servizio militare o ha carichi pendenti con la Giustizia.


Autore: Luigi Quercetti

Nato nel 1980, abruzzese, giornalista, papà, laureato a sua insaputa. È stato redattore dell’agenzia di Stampa Asca e collaboratore de Il Messaggero e Italpress.

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