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Elezioni USA, i vice pareggiano in un dibattito televisivo di alta qualità

– Alla fine del dibattito fra il Vice President Joe Biden e lo sfidante Paul Ryan, Andrew Kaczynski – bravo analista di BuzzFeed –  twittava: “Martha Raddatz (la moderatice) won the debate”. Commento forse un po’ esagerato ma che rende l’idea rispetto  a quello a cui abbiamo assistito ieri in Kentucky.

Al Center College di Danville il secondo di Obama e lo sfidante repubblicano hanno veramente dato luogo ad un dibattito interessante, battagliero e ricco di contenuti, tanto da far dimenticare  per un ora e mezza i due contendenti alla sala ovale: Barack Obama, in difficoltà per un’economia che non decolla e apparso fiacco dopo il primo dibattito, e Mitt Romney, candidato troppo “leggero” e poco carismatico.

Il primo dibattito presidenziale è stato un vero disastro per Barack Obama che, stando ai sondaggi, sta perdendo tutto il vantaggio accumulato sul suo sfidante. I numeri infatti parlano chiaro: molti swing states sono, in pochi giorni, diventati toss-ups (in sostanziale pareggio) rendendo la corsa alla presidenza molto più interessante rispetto a qualche settimana fa. Sarebbe stato difficile quindi non aspettarsi una reazione democratica e, come per Romney nel primo dibattito, così anche per Joe Biden non c’era altra possibilità se non quella di partire immediatamente all’attacco per incalzare e mettere in difficoltà il suo sfidante in ogni modo. E così infatti è stato.

Su politica estera, economia e tasse Biden non ha dato tregua ad un giovane Ryan però molto preparato (forse troppo dettagliato) che ha controbattuto bene in molte circostanze, eludendo –  in alcuni casi furbescamente –  le domande e le critiche scomode, per poi concentrarsi sugli argomenti a lui favorevoli. Biden invece, pur attaccando bene (sugli stimoli all’economia ha messo davvero alle corde Ryan), è sembrato un po’ scomposto negli atteggiamenti: troppi sorrisi, troppe interruzioni e troppa spavalderia – nonostante la brava la moderatrice Raddatz –  condite da qualche strafalcione clamoroso (emblematica la sua frase sulla Siria che sarebbe secondo lui 5 volte più grande della Libia).  Talmente scomposto ed esagerato che, dopo poco meno di mezz’ora dall’inizio del dibattito, è comparso su twitter un account satirico LaughinJoeBiden che, in pochissimi minuti, raccoglieva più di 8000 followers.  Molto probabilmente la satira americana non mancherà di sottolineare questo aspetto e nei prossimi giorni ne vedremo delle belle.

In sostanza, Joe Biden non ha dato il colpo del ko e Paul Ryan, che non è riuscito a spiegare la sua vision ma è stato solo attento a svolgere bene il suo “compitino”, è riuscito a salvare il salvabile. Difficilmente, nonostante la vittoria ai punti dei Democratici, questo dibattito riuscirà a spostare voti come il precedente, e se certamente la base del partito dell’asinello sarà rinvigorita dalla prestazione del VP, così sarà altrettanto difficile poter prevedere un avvicinamento dei moderati e degli indipendenti, come giustamente analizzato “a caldo” da David French sulla National Review. Ora tutti i riflettori sono tutti puntati sul secondo dibattito fra Romney ed Obama che si svolgerà il 16 Ottobre alla Hofstra University in Hempstead, New York. La corsa per la poltrona alla Casa Bianca non è ancora finita.


Autore: Cristoforo Zervos

Nato a Modena nel 1972, vive a Roma. Giornalista pubblicista, si occupa di notizie di Cooperazione internazionale e di foreign policy, con un'attenzione particolare per gli Stati Uniti, Africa e Medio Oriente. Ha collaborato con Liberal quotidiano e Formiche.net e ha un blog sull'Huffington Post. Gran collezionista di fumetti, ha anche la passione per la musica e suona la batteria. È sposato con Daniela e ha un figlio, Pietro.

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