Legge elettorale: No a preferenze, da membri Segreteria FLI appello a parlamentari Futuro e Libertà

Un appello rivolto ai parlamentari di FLI, contro la legge elettorale licenziata ieri dalla Commissione affari costituzionali del Senato, è stato oggi diffuso a firma di numerosi membri della Segreteria politica di Futuro e Libertà per l’Italia: Valentina Cardinali, Monica Centanni, Umberto Croppi, Luciano Lanna, Marco Marazza, Peppe Nanni, Carmelo Palma, Gianluca Sadun Bordoni e Francesca Scopelliti. Le preferenze, si legge nell’appello, riporterebbero “il sistema politico italiano allo status quo ante. Si uscirebbe dalla Seconda Repubblica non per andare verso la Terza, ma per tornare alla Prima” grazie ad una legge elettorale “che non ha uguali né precedenti in nessuna grande democrazia avanzata. Un sistema di elezione fondato sulle preferenze presenta difetti, ampiamente documentati, di efficienza e di trasparenza, incentiva la frammentazione e il particolarismo politico e in Italia, dove al sud come al nord i poteri criminali condizionano in modo determinante la vita economica e civile, costituisce un fattore di rischio politico e di inquinamento del processo democratico”. Per questa ragione si invitano “i parlamentari di Futuro e Libertà, al Senato come alla Camera, a opporsi a questo puro e semplice ‘ritorno al passato’“.

A seguire il testo integrale dell’appello:

L’introduzione delle preferenze nel sistema elettorale proporzionale per l’elezione della Camera e del Senato riporterebbe il sistema politico italiano allo status quo ante. Si uscirebbe dalla Seconda Repubblica non per andare verso la Terza, ma per tornare alla Prima.

Un sistema di elezione fondato sulle preferenze presenta difetti, ampiamente documentati, di efficienza e di trasparenza, incentiva la frammentazione e il particolarismo politico e in Italia, dove al sud come al nord i poteri criminali condizionano in modo determinante la vita economica e civile, costituisce un fattore di rischio politico e di inquinamento del processo democratico. Per altro verso, le preferenze non accrescono, neppure dal punto di vista quantitativo, la rappresentatività delle assemblee elettive, a differenza dei sistemi elettorali fondati sui collegi uninominali, e rendono meno accessibile e concorrenziale il “mercato elettorale”, premiando le rendite di posizione e pregiudicando il rinnovamento della classe politica.

I limiti evidenti della legge in vigore, aggravati in modo decisivo dalla natura personale o padronale della gran parte dei partiti oggi “su piazza”, non possono essere in alcun modo rimediati col ricorso a un sistema elettorale, che non ha uguali né precedenti in nessuna grande democrazia avanzata. L’alternativa al male non può essere il peggio.

Futuro e Libertà è entrata nella discussione sulla riforma della legge elettorale portando una posizione a favore del sistema uninominale e maggioritario. L’unico, peraltro, su cui si sia misurato democraticamente l’ampissimo consenso dell’opinione pubblica, nella stagione referendaria dei primi anni ’90. Comprendiamo che oggi, in un quadro parlamentare frammentato e nell’imminenza del voto, occorra cercare una mediazione con le altre forze parlamentari, non però che la si debba trovare tornando ad un sistema elettorale, che sul piano nazionale ha dato in precedenza e su quello locale – è cronaca di questi giorni – continua a dare pessima prova di sé. Per questa ragione, invitiamo i parlamentari di Futuro e Libertà, al Senato come alla Camera, a opporsi a questo puro e semplice “ritorno al passato”.

Valentina Cardinali, Monica Centanni, Umberto Croppi, Luciano Lanna, Marco Marazza, Peppe Nanni, Carmelo Palma, Gianluca Sadun Bordoni, Francesca Scopelliti


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