PdL, game over

di LUCIO SCUDIERO – Del Pdl post governativo non ci sorprende il disfacimento in corso, quanto l’invincibile inerzia con cui esso viene subito. Non uno, da Alfano  agli ex colonnelli di An, passando dalla pattuglia socialista capeggiata da Cicchitto, che abbia un’idea di come sopravvivere a un Cav. sempre più neghittoso e disimpegnato, consapevole di una forza che adesso è troppo tardi per chiunque, in quel non partito, pensar di sfidare: Berlusconi trascinerà tutti con sé ovunque andrà, incluso l’inferno.

E’ il contrappasso di aver concesso troppo, tutto, ai capricci del fondatore, in una condizione di indifferenza, talvolta di scherno, alla realtà difficile del Paese, che nel frattempo rischiava la malora.

Oggi il Pdl è un partito fallito di un fallimento irredimibile sul piano politico, per aver fatto strame della responsabilità mentre era al governo, e di decoro e democrazia mentre era al sottogoverno ad ogni livello istituzionale nel Paese.

Il puntiglio ha spinto alcune ottime professionalità politiche che ancora si annoverano tra le sue fila, la pusillanimità o la convenienza tutti gli altri, a non discutere la leadership di Arcore per non discutere il partito; finiranno tutti orfani del primo e naufraghi del secondo.

A Berlusconi non serve alcuno dei dirigenti del PdL per simulare un’operazione di ripulitura e tornare in Parlamento con niente più del necessario a condizionare un’eventuale futura maggioranza grancoalizionista: 50 deputati.

E anche se l’ex premier togliesse l’incomodo della sua presenza, La Russa, Cicchitto e Alfano non sarebbero per questo più “alleabili” in un’operazione di ricostruzione dell’area liberalconservatrice che partisse dal centro. Tutt’altro, sarebbero anche meno presentabili. Berlusconi, in fin dei conti, era il migliore di loro.

Perciò, del Pdl e di quel che ne resterà, nessuno saprà che farsene, neppure i suoi attuali reggenti e reggicoda.

Tutto ciò che si intuisce, nelle nebbie di questa fine legislatura, è che i protagonisti di quell’esperienza vanno marginalizzati e messi in condizione di non arrecare ulteriore danno all’Italia, strutturando un’offerta politica che faccia davvero le cose che quelli per anni hanno fatto per finta: un soggetto scalabile, aperto e inclusivo, che miri a raccogliere il consenso attraverso un’idea di paese alternativa a quella socialista e un ceto politico responsabile e credibile. Senza porsi inutili problemi di posizionamento. Non si sta nè al centro, nè a destra, nè sopra nè sotto, ma nell’Italia della crisi economica, nell’anno 2012 dopo Cristo.


Autore: Lucio Scudiero

Classe 1986, è laureato in Giurisprudenza presso l’Università Federico II di Napoli. Quando non scrive nè edita bozze altrui studia a un master di diritto europeo, in attesa di potersi dedicare alla storia moderna, alla musica e ai classici della letteratura. E' incidentalmente caporedattore di Libertiamo.it.

2 Responses to “PdL, game over”

  1. lodovico scrive:

    Tutti a casa: è ora di FINIrla.

  2. enzo51 scrive:

    Lodovico,tutti a casa ma….compreso Fini!O no…

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