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Obama si appanna, Romney rimbalza. Non è finita

“Sono sicuro che questo è il posto più romantico che potessi scegliere per celebrare il tuo anniversario. Qui con me a Denver”.  Così, Mitt Romney, ha esordito in risposta a Barack Obama nel primo dei tre dibattiti che, come per tradizione, precedono l’election day per la presidenza degli Stati Uniti. Non è sembrato però che Obama si sia trovato bene a festeggiare l’anniversario del suo matrimonio con un ospite che lo ha attaccato dall’inizio alla fine, costringendolo sulla difensiva per tutta la durata del dibattito. I numeri al momento sono impietosi per l’esponente del Grand Old Party,  i sondaggi generali sono a suo sfavore, swings State compresi dove Obama ancora conserva saldamente buoni margini.

Questi dibattiti, in un certo senso, rappresentano per Mitt Romney l’ultima ancora di salvezza e, se il buongiorno si vede dal mattino, possiamo dire che l’ex governatore del Massachusetts ha imboccato la giusta strada. Anzi, possiamo dire con certezza che Romney ieri notte ha vinto su tutta la linea: ha costretto il suo rivale (stranamente svogliato e poco attento) a difendersi costantemente e quindi a sembrare poco credibile. A parte qualche scivolata Romney ha gestito bene e con padronanza le sue idee ed è stato parecchio aggressivo, ponendo in seria difficoltà anche il moderatore Jim Lehrer – per l’occasione uscito da Madame Tussauds in grande spolvero – tanto da non lasciargli per molti minuti l’opportunità di riprendere le redini del dibattito.

Romney è stato molto più articolato di Obama sui temi del lavoro e dell’economia (come era anche logico aspettarsi), sui numeri (tantissimi, forse troppi),  sui dati, sui temi della previdenza e sulle tasse, lasciando spesso confuso  il Presidente in carica, incredibilmente incapace di contrastarlo sulla dialettica. Probabilmente questo scontro verbale verrà ricordato storicamente come uno dei più brutti dibattiti mai fatti da un Barack Obama non in serata, ponendo nuovamente seri dubbi sulla sua difficoltà a parlare senza un testo prestabilito, soprattutto quando un interlocutore lo incalza da vicino. E se su twitter persino Michael Moore ed Andrew Sullivan se ne sono accorti, significa che il leader repubblicano ha messo a segno buoni punti sul suo personale pallottoliere.

Mitt Romney, citando continuamente la “sua esperienza” sul campo come governatore in quasi tutte le tematiche poste da Lehrer, è riuscito nuovamente ad evidenziare le due vision dei candidati (in maniera eclatante sull’Obamacare): una visione conservatrice rispetto ad una visione più socialista e statalista. Tanto da farci quasi dimenticare le esperienze di Obama, più attento a difendere l’operato del suo governo nel complesso, piuttosto che a spiegare il suo programma e a come intende porre fine alla crisi che sta affossando l’America.  E nonostante i due contendenti (per ovvie ragioni) insistano a sottolineare quanto sia importante il lavoro di squadra fra democratici e repubblicani, mai come quest’anno gli elettori americani saranno costretti a scegliere in quale mondo vivere. Due mondi differenti l’uno dall’altro, certo con lo stesso fine, ma con strumenti enormemente diversi.

Cosa succederà adesso? Difficile da dire. I dibattiti pre elezione in America sono senza dubbio importanti, ma non sempre determinanti. Bisognerà aspettare qualche giorno per vedere dai sondaggi se il “bounce” per il leader repubblicano risulterà significativo. Iniziano ad arrivare i primi segnali favorevoli. Da oggi, quel che è certo, è che Romney ha deciso di vender cara la pelle. E probabilmente nessuno, all’interno del partito democratico, se lo aspettava.


Autore: Cristoforo Zervos

Nato a Modena nel 1972, vive a Roma. Giornalista pubblicista, si occupa di notizie di Cooperazione internazionale e di foreign policy, con un'attenzione particolare per gli Stati Uniti, Africa e Medio Oriente. Ha collaborato con Liberal quotidiano e Formiche.net e ha un blog sull'Huffington Post. Gran collezionista di fumetti, ha anche la passione per la musica e suona la batteria. È sposato con Daniela e ha un figlio, Pietro.

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