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Solidarietà, la faccia sorridente della Rete

“Immaginiamo una startup che realizzi una applicazione per aiutare persone diversamente abili a spostarsi più liberamente in città attraverso un sistema di navigazione delle strade e degli edifici più facilmente percorribili e accessibili. O un’app che fornisca spiegazioni sui conservanti e coloranti presenti in cibi confezionati […] o una che disegna e/o produce abiti per persone con mobilità ridotta […]. Hanno tutte qualcosa in comune. Una chiara vocazione sociale“.

Restart, Italia!, il rapporto redatto dalla task force del Mise sull’universo startup e presentato lo scorso 13 settembre, descrive così le imprese sociali innovative. Quelle, cioè, che intendono rispondere, con soluzioni ad alto contenuto tecnologico, a un bisogno della società e non solo del mercato. Si tratta di soggetti potenzialmente deboli agli occhi degli investitori perché hanno un tasso di ritorno più basso. “È importante perciò, soprattutto in una fase storica in cui lo Stato fa fatica a rispondere a tutti i bisogni dei cittadini, […] pensare a misure extra per facilitarne la nascita” spiegano gli autori del rapporto, i cui suggerimenti confluiscono nel decreto sviluppo bis, arrivato al Consiglio dei Ministri proprio oggi ,giovedì 4 Ottobre.

Insomma, come scrive Marco Tognetti (@MarcoTognetti1), presidente di Lama, agenzia di sviluppo e cooperazione che presta servizi di consulenza alle imprese: “L’innovazione (sociale) diventa mainstream”. Non è più un settore di nicchia, un’eccezione, ma potrebbe diventare la regola. Lo dimostrano, per esempio, ShinyNote e NotFound.

ShinyNote è il social network della solidarietà, nato con un obiettivo ambizioso: cambiare il mondo, una storia alla volta. Associazioni, imprese no profit, infatti, e soggetti che operano in settori diversi ma con un obiettivo di natura solidale, raccolgono fondi in una piattaforma che unisce innovazione tecnologica e attenzione ai più deboli. È così che il crowdfunding, la raccolta fondi dal basso (che, stando ai dati di Massolution, negli Stati Uniti vale complessivamente 1,5 miliardi di dollari l’anno) diventa un fenomeno di massa: come la donazione attraverso cellulare, con SMS, di cui si avvalgono in molti. Perché ShinyNote funziona? Le storie aumentano, gli abbracci virtuali anche, e le ragioni sono tipiche dell’ambiente digitale: per la serietà con cui si presentano le imprese e le associazioni, chi, cioè, richiede denari, e per la intuitività della piattaforma che li ospita.

NotFound, invece, trasforma le pagine web “perse”, i famosi HTTP404, in una specie di “Chi l’ha visto?” online. I link che non portano più a nulla diventano annunci per ritrovare bambini scomparsi. Ideato e realizzato da Missing Children Europe, Child Focus e la Federazione europea per i bambini scomparsi o sfruttati sessualmente, è una iniziativa in grado di mostrare come la comunità virtuale abbia, oltre agli occhi per scovare chi non si trova, anche un cuore. Con buona pace di chi considera il famigerato popolo della Rete fatto di persone diverse, più oscure e cupe, coperte da un peccaminoso anonimato. Invece no: si tratta di gente capace di donare, e parecchio.

Lo mostrano, per esempio, i dati del No profit Report- I comportamenti digitali degli utenti fedeli al Terzo Settore, indagine realizzata da Contactlab in collaborazione con Vita Consulting. Sebbene i dati sulle donazioni abbiano subito una leggera flessione rispetto all’anno precedente, nel 2012 tra gli utenti Internet che si interessano di sociale (il 49% lo fa da almeno 10 anni e il 31% degli intervistati da 20) il 44% fa abitualmente donazioni online.

Il 47% dei donatori si rivolge alla ricerca scientifica, il 43%, invece, alle cause umanitarie o in aiuto dei paesi poveri. I fattori che determinano la scelta del donatore, e quindi del crowdfunding sociale, oltre, come è ovvio, alla disponibilità economica personale, riguardano la trasparenza nell’uso delle donazioni e le maggiori informazioni sul progetto. Due elementi, trasparenza e pluralità di fonti d’informazione, tipiche della Rete. Che certe volte una faccia non ce l’avrà. Ma altre sì. Ed è pure sorridente.


Autore: Federica Colonna

Nata a Viterbo nel 1979, dopo la maturità classica si laurea in Scienze della Comunicazione e lavora come consulente politico per Running, gruppo Reti. Da libera professionista realizza più di dieci campagne elettorali, tra cui quella per l’attuale sindaco di Venezia, Giorgio Orsoni. Collabora con "La Lettura" del Corriere della Sera, ha un blog su Il Fatto Quotidiano e uno sull'Unità.

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