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Alitalia, prove tecniche di apertura alla concorrenza

– Alitalia non vorrebbe cedere sul monopolio del Linate-Fiumicino, ma per il momento è costretta ad adeguarsi alla decisione dell’Antitrust. La compagnia aerea non demorde sul ricorso al Tar (udienza prevista per il 10 ottobre) ma intanto ha dovuto formalizzare una proposta, che è stata accettata dall’Autorità: e la proposta parla di otto slot (quattro andate e quattro ritorni) da liberare su Linate per consentire l’accesso a un’altra compagnia.

Secondo l’Antitrust, quello contenuto in questa proposta rappresentaun numero idoneo a consentire l’effettiva rimozione della posizione di monopolio”. Gli slot sono suddivisi tra la fascia mattutina e quella serale: una condizione che l’Antitrust riteneva indispensabile per una effettiva concorrenza.

Il prossimo passaggio è decidere quale compagnia aerea affiancherà Alitalia sulla rotta Linate-Fiumicino. Requisiti indispensabili, oltre a un adeguato business plan e alla solidità finanziaria, sono soprattutto la completa autonomia da Alitalia e la disponibilità ad operare sul massimo numero possibile di slot, per almeno sei giorni alla settimana e per almeno sei stagioni. Le compagnie candidate sono Blue Panorama, Meridiana, Air Italy, Livingston, Vueling, Air Dolomiti, EasyJet e Ryanair. La scelta della compagnia meglio rispondente ai requisiti verrà effettuata da Nexia International entro il 28 ottobre.
Le compagnie più quotate sono tre: Ryanair, che però preferirebbe volare su Ciampino; e poi Meridiana e EasyJet, che da anni chiedono di poter operare sulla tratta più redditizia d’Italia. E che su Linate sono già pronte a operare fin dall’inverno 2012.

Il nodo treni
Alitalia, si è detto, non demorde sul ricorso perché è convinta – nonostante un parere diverso dell’Antitrust – che il treno ad alta velocità sia oggi un vero concorrente dell’aereo sul Milano-Roma. E che quindi per stabilire se sia in atto o no un monopolio occorra calcolare anche i passeggeri ferroviari. Alitalia, a sostegno della sua tesi, porta il fatto che i passeggeri sul Linate-Fiumicino sono drasticamente diminuiti all’aumentare della competitività del treno rispetto all’aereo sulla stessa tratta. Stando a un’agenzia Asca di aprile, i dati in possesso di Alitalia sono i seguenti: prezzi calati del 20% dal 2008 al 2011 e, nonostante ciò, passeggeri ridotti del 40% e ricavi del 50%.

Quattro A/R sono pochi?
Secondo l’opinione di molti, la soluzione degli otto slot, corrispondenti a quattro andate e quattro ritorni, sarebbe insufficiente a garantire vera concorrenza. Anche perché ad Alitalia resterebbe una trentina scarsa di andate e ritorni giornalieri, nei feriali, con evidente discrasia rispetto all’offerta commerciale che potrebbe essere avanzata dal nuovo concorrente. C’è però chi sottolinea che almeno due compagnie “papabili” (EasyJet e Meridiana), essendo già presenti su Linate con alcuni slot per altre tratte, potrebbero “dirottare” queste ultime sulla Milano-Roma ampliando così la propria offerta. Senza considerare che nei prossimi mesi dovrebbero ulteriormente aumentare i treni ad alta velocità, costringendo comunque Alitalia e il suo futuro competitor ad abbassare i prezzi per non perdere ulteriori fette di clientela. Oggi – secondo dati di Alitalia – l’indice di riempimento dei voli su Roma è inferiore al 50%.

Lo stato e il mercato
Infine una considerazione. Alitalia è monopolista sul Linate-Fiumicino in forza della deroga concessa ai tempi del salvataggio di Cai. Nel frattempo si è aggiunta la concorrenza dei treni, che ha di sicuro tolto passeggeri consentendo, in meno di tre ore, un viaggio che fino a dieci anni fa era semplicemente impensabile compiere in treno, soprattutto per chi ha bisogno di rapidità e torna in giornata. La politica aggressiva dei prezzi di Trenitalia e Italo ha fatto la sua parte. Se però il futuro di Linate sarà la rotta per Roma e poco più, come si vorrebbe ormai da molti, è assolutamente necessario che l’offerta aerea sia concorrenziale.

In questo senso l’ingresso di un competitor, seppur in piccola scala (otto slot, si è detto, non sono tanti), rivitalizzerà l’offerta complessiva del Linate-Fiumicino, “costringendo” anche Alitalia ad adottare un modello più vicino a quello low cost. Se poi il piano aeroporti del ministro Passera prevederà effettivamente, come gli viene ampiamente suggerito, il netto ridimensionamento di Linate, non avrà più senso per Alitalia tenere una trentina di andate e ritorni Linate-Fiumicino (che ad Alitalia servono soprattutto per garantire flessibilità di orario ai viaggiatori internazionali e intercontinentali attraverso il suo hub romano): allora il rapporto di slot tra Alitalia e il futuro competitor diminuirà fino a non essere così svantaggioso per quest’ultimo.


Autore: Massimiliano Melley

Nato a Milano nel 1975, si è laureato in Scienze Politiche a Milano e ha conseguito un master in Spettacolo Impresa Società alla Bicocca (facoltà di Sociologia). Ha scritto di politica lombarda ed estera su "L'Opinione" e attualmente collabora con il quotidiano online "Milano Today".

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